Middle East

Bambini palestinesi: i falsi scoop a tempo di B’Tselem

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Questa mattina il giornale La Repubblica riporta in prima pagina (cartacea e online) la notizia del presunto arresto di un bambino palestinese di appena 5 anni. Nel farlo propone un video distribuito ieri da B’Tselem, una Ong filo-palestinese israeliana che,sempre la Repubblica, definisce “una delle Ong più importanti di Israele” ma che in realtà si è spesso distinta per rapporti falsi e tendenziosi, non certo imparziali, rapporti o scoop che guarda caso vengono distribuiti sempre in prossimità delle attribuzioni dei fondi alle Ong in Medio Oriente da parte dell’Unione Europea.

Ma andiamo con ordine. Secondo quanto scrive La Repubblica, “nelle immagini, risalenti a due giorni fa, un bambino palestinese di cinque anni viene fermato dall’esercito israeliano a Hebron e tenuto in custodia assieme al padre (l’uomo bendato che compare all’inizio del video) per due ore. Il ragazzino è stato arrestato per aver lanciato un sasso contro un’automobile di coloni” . Prima falsità tendenziosa. Il bambino non è stato affatto arrestato. I soldati dell’IDF lo hanno semplicemente fatto salire in un loro mezzo e lo hanno portato a casa sua dato che il padre era in arresto. A confermarlo non sono i militari israeliani ma la polizia palestinese alla quale è stato affidato il padre del ragazzino che, per la cronaca, è stato multato (dai palestinesi) di 5.000 dinari per aver messo il sasso in mano al bambino e averlo incitato a lanciarlo. Bastava che La Repubblica avesse appurato i fatti per rendersene conto in appena due nanosecondi. Certo, il bambino piange perché non vuole entrare nel mezzo militare, cosa del tutto normale, ma i militari israeliani sono stati più giudiziosi del padre che, al contrario, ha messo il sasso in mano al ragazzino.

E qui veniamo al secondo punto. Negli ultimi mesi si sono avuti decine di incidenti causati dal lancio di sassi contro vetture dei coloni. Non sono, come dice la Ashton e qualche buonista occidentale a tempo, degli innocui gesti di protesta. Quei sassi feriscono e uccidono, spesso bambini ebrei innocenti di cui però nessuno parla perché un bambino ebreo ferito, anche gravemente, non fa notizia. Ma quello che più fa arrabbiare di tutta questa storia è che le Ong che si definiscono a difesa dei Diritti dei bambini palestinesi non si sognano nemmeno di condannare chi cresce questi bambini in un clima di odio permanente e che gli mette in mano quei sassi (guardate questo video per rendervi conto che non si tratta di sassolini sporadici) rischiando di trasformarli nei futuri terroristi. Quella si che è una violazione dei Diritti dei bambini palestinesi. Per non parlare poi di quello che succede a Gaza dove ai bambini viene insegnata la guerra con armi vere e addirittura insegnato l’ebraico perché “è importante conoscere la lingue del nemico così da poterlo ingannare”. E cosa sono queste se non gravissime violazione dei Diritti dei Bambini Palestinesi che vengono trasformati in bambini soldato esattamente come succede in Uganda o in Congo? Eppure se lo fanno i palestinesi tutti tacciono.

Infine parliamo della tempistica di questi presunti scoop di Ong come B’Tselem e altre organizzazioni filo-palestinesi. Qualcuno ci dovrebbe spiegare come mai questi “scoop” escono sempre quando l’Unione Europea si appresta a discutere della distribuzione dei fondi da destinare alle Ong in Medio Oriente, appuntamento fissato guarda caso per il 16 luglio. E non è la prima volta che succede. Poi nessuno fa caso al fatto le due ore di “arresto” dichiarate da B’Tselem (e da Repubblica) sono in effetti 45 minuti, il tempo di consegnare il bambino a un familiare, nessuno fa caso al fatto che la stessa polizia palestinese abbia smentito l’arresto de bambino e che addirittura abbia multato il padre. E’ tutto regolare, si fa questo e altro per ottenere fondi.

Insomma, siamo di fronte all’ennesimo caso di montatura mediatica supportata incredibilmente da giornali sinistri che non esitano, loro si, a violare i Diritti dei bambini palestinesi che invece di essere in strada a tirare sassi e a ferire gente, oppure in un campo scuola di Gaza con un mitragliatore in mano, dovrebbe fare quello che tutti i bambini del mondo fanno, studiare e giocare.

Miriam Bolaffi

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46 Comments

  1. Ho letto alcune testate, che raccontano l’episodio, compresa Informazione Corretta, ma nessuna fa cenno alla multa che la polizia palestinese avrebbe irrogato al padre del bambino per averlo istigato a lanciare sassi.
    Si tratta della omissione di un fatto a mio avviso significativo.
    Si potrebbe sapere da quale fonte proviene questa informazione?

      1. Gentile redazione,
        per imperativo di mestiere e dovendo fare un servizio sulla vicenda, abbiamo fatto le dovute ricerche e verifiche. Mi permetto di farvi notare che, al di là del giudizio che poi ne scaturisce, i fatti come riportati da Stabile su Repubblica sono quelli riportati dalla maggior parte delle fonti, compreso Haaretz e compreso l’articolo al link che voi stessi riportate sopra. Ynet infatti fa menzione della multa ma in riferimento alla condotta del bambino. Per il resto tutto il racconto coincide con quello dei principali mezzi di informazione. Il padre non era presente ed è stato rggiunto sul lavoro in seguito. Sono certo che il vostro sia un errore di distrazione ma inviterei a una maggiore cautela e attenzione visto che la Questione, a prescindere dall’episodio, ha un’importanza capitale per il mondo intero. Sull’articolo di Miriam Bolaffi non intervengo, essendo un articolo di opinione e non di cronaca. Cordiali saluti

        1. gentile Nicola, il fatto che “tutte le fonti” riportino la stessa notizia non significa che la notizia sia vera. Una menzogna ripetuta più volte diventa una verità. Haaretz non fa testo dato che è profondamente anti-sionista, quindi non è una fonte attendibile (comemagari non losiamo noi). La realtà è che il bambino non è stato affatto arrestato e anche se lo fosse stato, lanciare pietre è un reato. Ci sono stati decine e decine di incidenti per questo. In merito alla fonte da noi citata (Ynet) riporta paro paro quanto affermato da B’Tselem come spesso fanno i giornali di sinistra. La realtà è chenessuno è stato arrestato e che il padre è stato multato dalla polizia palestinese. Nessuno scandalo e nessuna violenza sui bambini se non quella del padre.

  2. Ma per favore, vergognatevi!!! Succede ogni giorno, in Palestina!!! Ogni giorno soprusi, arresti immotivati, saccheggi, furti di terra a danno dei palestinesi. Ogni giorno da 65 anni! Informatevi, non siate complici di apartheid e occupazione ILLEGALE!!!

    1. Non c’è NULLA di ILLEGALE nell’occupazione militare israeliana avvenuta in seguito a un attacco militare giordano subito da Israele nel 1967, dopo che Israele aveva addirittura chiesto alla Giordania di star fuori dal conflitto Israele Egitto… Ma dal Cairo arrivavano false notizie di avanzate Egiziane fino a Tel Aviv, e i giordani volevano una fetta, cosí attaccarono da Est, a Gerusalemme ecc.

      La legge internazionale rilevante, a dire il vero, cioè il IV Protocollo della Convenzione di Ginevra, che definisce che cosa si possa considerare “territorio occupato”, NON SI APPLICA alla situazione della Giudea e Samaria sotto controllo israeliano, in quanto non può essere definito “occupato” un territorio che non apparteneva neppure ad uno stato sovrano. L’ultimo stato sovrano, infatti, fu il Regno di Giudea, cui fu posto termine dall’occupazione Romana e dalla deportazione della maggioranza degli Ebrei che vi vivevano.
      Le sempre malcitate risoluzioni del Consiglio di Sicurezza 242 e 338, infatti, non solo non parlano specificamente di tali territori né tantomeno li chiamano “palestinesi”, come fanno i propagandisti filo-arabi, ma specificano che Israele ha DIRITTO A CONFINI SICURI, che non possono assolutamente essere le LINEE DEL CESSATE IL FUOCO DEL 1949 – i “confini del 1967” semplicemente non sono MAI esistiti! – che videro infiniti attacchi militari e guerra continua. Tali risoluzioni, soli documenti legali VINCOLANTI insieme alla Conferenza di San Remo e alla Convenzione di Ginevra, prevedono un ritiro DA TERRITORI, “from territories” (USA e URSS ci litigarono due giorni su quell’articolo “the” omesso di proposito dagli stesori USA!), occupati in seguito alla Guerra dei Sei Giorni. Tale clausola è già stata soddisfatta con il ritiro israeliano DA TUTTO IL SINAI, cioè dal 93% di tali territori menzionati nella risoluzione ONU.

      S’informi e la smetta di raccontar balle, anche se è in numerosa compagnia.

  3. cara “signora” si vergogni lei di appoggiare questa disinformazione che non fa altro che appoggiare il terrorismo e si informi LEI (possibilmente non su infopalla o siti del genere)

  4. @ raffaella – hanno detto che il bambino era stato arrestato quando non è vero ma era stato solo portato dai suoi famigliari. Il video di BT’selem è tagliato in molti punti. Questa è disinformazione allo stato puro. Nulla di nuovo. Sui siti filo-pal girano foto della Siria che vengono attribuite a presunti misfatti dell’IDF e questo solo perché non hanno veri documenti. E’ sempre la stessa cosa.
    Quindi vergognati tu stupida comare dei terroristi

  5. In un paese normale un bambino che viene spinto dai genitori a lanciare sassi contro delle macchine verrebbe immediatamente tolto alla famiglia e i genitori arrestati (provalo a fare in Italia). Eppure i militari israeliani hanno avuto il buon cuore di non coinvolgere il bambino. Ma B’Tselem come un avvoltoio si è gettata su questo fatto distorcendo completamente la verità.
    E poi si lamentano se Israele gli toglie i fondi.
    B’Tselem deve essere messa fuorilegge e i suoi componenti processati come traditori e complici dei terroristi

    1. Ebbene sì..in un paese NORMALE! ma sappiamo che Israele e la Palestina NON sono mai stati paesi normali e civili, ma i paesi dove i conflitti non vengono mai risolti perchè non c’è la volontà da nessuna delle due parti. In un paese civile non si costruiscono muri divisori, in un paese normale l’esercito non gira ovunque per strada, in un paese normale non si vive con la paura di saltare in aria quando si entra su un bus. Evidentemente siamo parecchio lontani da un paese normale.
      Però è troppo semplicistico distinguere tra buoni e cattivi, tra giusti e sbagliati. Se volessero realmente costruire un paese normale e civile, entrambi i popoli dovrebbero fare delle rinunce: Israele riconoscere uno stato palestinese e rinunciare ai territori maggiormente occupati dai palestinesi, e i palestinesi riconoscere Israele e rinunciare ai territori maggiormente occupati dagli Israeliani. Entrambi rinunciare alla violazione dei diritti umani. Purtroppo l’odio è talmente radicato da entrambe le parti, che nessuno rinuncia alla violenza. E ancora più penoso è leggere i commenti e le offese di chi vive qui, lontano da quel paese, a “tifare” per l’una o per l’altra parte come fosse una partita di calcio.

      1. È incredibile e incredibilmente ipocrita questa ipocrisia menzognera del “sono tutti uguali”; un’ipocrisia che arriva a definire Israele come incivile, mentre è la sola democrazia in tutto il medio oriente. Un posto dove lei evidentemente lei non ha mai messo piede, o ci è stata magari con qualche parrocchia e prete antigiudeo come guida, che l’ha portata in giro in tutti i posti dove non ci sono Ebrei lasciandola con impressioni falsate.
        Lei evidentemente non è stata al Technion, né al Machon Weitzmann, né nei teatri, cinema, shopping centers e in giro per le strade di Gerusalemme e Tel Aviv.
        Il sua è un atteggiamento immorale che dipinge tutto nero senza differenze, come una notte in cui tutte le vacche sono grigie.
        No, signora: in Israele non si condanna a morte chi vende case e terreni a Ebrei come si fa in Giordania, ANP ed Egitto; gli Ebrei non assassinano per aver disonorato la morale centinaia di figlie, sorelle e madri ogni anno come fanno i loro vicini; in Israele non si torturano i dissidenti, non si fanno sparire gli oppositori e le elezioni si fanno almeno ogni quattro anni, non si cancellano quando possono vincere gli altri come fa sin dal 2010 l’ANP!
        Lei, signora, farebbe meglio a impararsi qualche lingua e magari uscire dal ghetto intellettuale e dal provincialismo dei media italiani che sono fra i piú ostili a Israele di tutto il mondo non musulmano, e magari imparare qualcosa o farsi un giro in un paese di cui, ovviamente, non sa nulla se non la propaganda piú piena di pregiudizio: se non fosse cosí, non potrebbe di certo dire che le due parti del conflitto sono ugualmente in torto.
        Lei mi ricorda tutti quegli idioti, abbondantissimi in Italia, che spalano fango sugli USA ma non ne conoscono nulla se non film e notizie ridicole e soprattutto non ci sono mai stati, a viverci, a lavorarci, tanto quanto non sanno nulla d’Israele.

  6. Il servizio del solito Claudio Pagliara apparso oggi 12 Luglio 2013 al TG2 delle 13 sulla storia di cui sopra è ancora piú disgustoso: non solo non si fa menzione del fatto che il ragazzino sosteneva di aver lanciato pietre “solo a cani” (che è come gli Arabi locali chiamano gli Ebrei, una presa per i fondelli nella presa per i fondelli, che OVVIAMENTE, Pagliara, nella sua totale ignoranza generale anche delle lingue locali, IGNORA come migliaia di altri fatti… E non mi rifersico ai servizi mai fatti sulla ricerca medica o tecnologica in Israele… Non ultimo fra questi, il fatto che le pietre lanciate da “ragazzini” hanno ASSASSINATO MOLTI ISRAELIANI FRA CUI ANCHE BAMBINI DI POCHI MESI (oltre alla figlia sedicenne di un mio vicino!) e che PROPRIO OGGI, quando si trasmette ‘sto servizio SCHIFOSO, è USCITA DALL’OSPEDALE DOPO QUATTRO MESI LA PICCOLA ADEL BITTON, ferita in modo gravissimo e in coma per settimane, proprio da una di codeste pietre (spesso blocchi di granito o cemento) lanciate sugli Ebrei dagli arabi DA SEMPRE, visto che è permesso dalla Shariah lanciare pietre a cani, maiali ed Ebrei, e che umiliare i dhimmin fa parte della tradizione musulmana sin dal VII Sec. E.V.
    Poi ci si stupisce dell’odio degli Italiani per Israele???
    Se solo penso che il Pagliara fra paga e trasferte prende circa 30.000 Euro al mese…

  7. Il terrorismo è quello perpetrato da chi occupa una nazione libera, massacra uomini, donne e bambini, fisicamente e psicologicamente. Anche i partigiani in italia durante la seconda guerra mondiale erano chiamati banditi, terroristi, torturati e massacrati.
    E non pensiate che giornalettisti che fanno chiara disinformazione filo-israeliana abbiano le mani meno sporche di sangue anche se comodamente seduti dietro ad un monitor; perchè sono poi questi i vigliacchi che mandano al fronte i ragazzi israeliani rubando la loro giovinezza e traendo beneficio nel creare e mantenere questo stato di odio.

      1. siete ridicoli redazione! tacete che è meglio… invece di scrivere le cose prese da siti vari, perchè non andate realmente ai confini di israele preferibilmente sulla striscia e fate qualche ripresa? andate andate invece di scrivere. bambini palestinesi morti col fosforo bianco o schiacciati dai carri armati andateci! siete degli pseudo giornalisti nulla di più.

        1. a Gaza ci lasciamo andare i pacivendoli negli hotel a 5 stelle e gli unici che “pocciano” da varisiti sono i poveri pacivendoli. Purtroppo non siete abituati a sentire la verità

  8. 100.000 morti ammazzati in Siria in un anno? QUISQUILIE!
    CENTINAIA DI ASSASSINATI IN ATTENTATI INTER-ARABI IN IRAQ OGNI MESE? Silenzio o no big deal!
    Decapitazioni in Siria ed Egitto? NO PROBLEM e silenzio.
    Bambini Ebrei feriti e uccisi da pietre lanciate dai “poveri palestinesi”?? NO PROBLEM e silenzio.
    MA…un bambino arabo colto sul fatto, sempre tenuto per mano da un parente e consegnato alla polizia palestinese (MAI arrestato dagli Israeliani)? APRITI CIELO!
    Qui una prospettiva diversa sui fatti…
    http://www.israelnationalnews.com/News/News.aspx/169859

  9. non avendo posizioni preconcette e non conoscendo i fatti, non ho motivi per non dare credito a quanto affermato nell’articolo, tuttavia il finale mi sembra del tutto irreale e non rispettoso della realtà evidente a tutti: che i bambini palestinesi dovrebbero studiare e giocare, come tutti i bambini del mondo, a me pare un’affermazione priva di senso e anzi, offensiva del senso comune

    1. non è forse vero che un genitore è responsabile dell’educazione dei figli? E quale genitore responsabile manderebbe i propri figli a fare esercitazioni militari con armi vere come succede nei campi estivi di Gaza? Non è forse una violazione dei Diritti dei bambini quella?

  10. Come diceva Giovanni Falcone, “segui il denaro” e troverai tutte le risposte: esecutori, mandanti, moventi, tutto. Quindi è il caso di ricordare che b’tzelem gode di finanziamenti stranieri. E’ il caso di ricordare che b’tzelem, per chiamare le cose col loro nome, lavora a cottimo per fabbricare “documentazioni” sugli abusi perpetrati dagli israeliani. E’ il caso di ricordare che, se le vittime sono palestinesi ma i responsabili non sono israeliani, i signori di b’tzelem se ne fregano perché non è per quello che sono pagati. Qualche utile informazioni sulle vie del denaro qui:
    http://fedsit.wordpress.com/2013/07/12/btselem-come-promuovere-una-non-notizia/

  11. già il fatto che fb mi proponga una pagina filo sionista mi indigna abbastanza…comunque non importa……la cosa che proprio mi indigna è il solo pensare che un bimbo di cinque anni, perchè tira una pietra, sia un terrorista……evidentemente attribuiamo il nome terrorista in modo diverso, per me terrorista è chi occupa impropriamente un territorio…..chi invece lo difende io lo chiamo resistente……probabilmente per i tedeschi, la resistenza europea era terrorismo. Forse sarebbe ora che Israele si facesse un serio esame di coscienza, e si rendesse conto che forse il potere che arma la mano di un bambino non è quello di un genitore resistente, ma quello di un popolo usurpatore…siete tanto preoccupati per il ritorno dell’antisemitismo….cominciate a farvi una seria domanda invece che voler a tutti i costi passare sempre per le vittime della situazione…. è quella la via per sistemare le cose, compreso lasciare i territori occupati. Palestina libera sempre.

  12. ho dimenticato una cosa nel mio commento precedente….scusate ma chi mi garantisce che la disinformazione sia quella che stanno facendo tutti i siti che hanno rilanciato la notizia che sappiamo, e non voi? Possiamo visionare delle prove certe di quanto affermate?

  13. Se aveste qualche velleità di essere credibili, vi concentrereste probabilmente di più nell’aggiungere link e fonti quando scrivente frasi a caso (poi magari verissime, per carità, ma dateci modo di scoprirlo) tipo “in realtà si è spesso distinta per rapporti falsi e tendenziosi, non certo imparziali” e vi impegnereste di meno su nel sottolineare quello che vi fa comodo (che di giornalistico ha poco) mettendo i link a “spesso bambini ebrei innocenti” o “guardate questo video per rendervi conto che non si tratta di sassolini sporadici”.
    Altrimenti, con chiunque non sia partigiano o sprovvisto di qualsiasi senso critico, ci fate una figura di grandi cialtroni.

  14. Un po’ a tutti
    1 – già il fatto che sminuite il lanciare sassi come se fosse una sciocchezza, con tutti gli incidenti che hanno provocato, rende l’idea di come la pensate. Piacerebbe vedere la vostra reazione se uno qualsiasi lanciasse un sasso (spesso di grosse dimensioni) contro la vostra macchina mentre andate da qualche parte con la vostra famiglia
    2 – per cercare i link su B’Tselem basta usare google. Siamo nel 2013 e quando scriviamo pensiamo sempre che chi ci legge abbia un minimo di intelletto. Se non è così vuol dire che non abbiamo capito
    3 – le informazioni si prendono anche sul posto,non necessariamente da altre fonti. Oppure pensate che una notizia sia credibile solo se ha una fonte? No perché allora stiamo a posto. IRIB, Infopalla ecc. ecc. sarebbero credibili?
    4 – ripetiamo per l’ennesima volta: il bambino non è stato arrestato né ammanettato o maltrattato. I militari del IDF hanno fatto esattamente quello che avrebbe fatto un qualsiasi agente di polizia in tutto il mondo quando beccano un genitore come quello del bambino (che poi chiamare genitore uno del genere…..) lo hanno riportato a casa. Gli unici che volevano arrestarlo erano i poliziotti palestinesi.
    Questa è la realtà dei fatti. Se poi volete continuare a distorcerla è un altro paio di maniche e comunque non ci interessa
    PS
    Dire alla redazione “tacete” è tipico di chi non sa cosa rispondere e dimostra la predisposizione tipica di Hamas, Fatah e sigle varie di tacitare chi dissente. Oltre tutto sul NOSTRO sito. Quindi commenti del genere non ne pubblichiamo.

    1. lanciare un sasso da un cavalcavia in un paese in pace è una cosa. Un bambino che lancia un sasso contro un CARRARMATO di un ESERCITO DI OCCUPAZIONE in un paese in guerra è un’altra……non si può considerare il sasso come mero atto vandalico, e tacere il fatto che il sasso vada contro un carrarmato….siamo nel 2013 un po’ di serietà……………..il tempo in cui ad Israele per motivi storici era concesso tutto è finito da un pezzo. Nessuno nega quanto il popolo ebraico abbia patito, e di quella vergogna gli europei sono ben consci…ma questo non giustifica che il popolo di Israele usi gli stessi mezzi verso altri. Come critico quanto successo agli ebrei in passato, critico quanto succede ai palestinesi oggi, che ciò gli venga fatto proprio dagli ebrei è insopportabile.

      1. vedo che il generalismo impazza a non finire. I palestinesi non riconoscono Israele, neanche quando gli è stato offerto il 99,9% del territorio. I palestinesi considerano Israele uno stato nemnico e questo dalla sua nascita. C’è una guerra e in una guerra le parti sono nemiche. Quindi il comportamento israeliano non solo è giustificato ma persino necessario.
        Piuttosto inviterei questi pacifinti a indignarsi di come Hamas tratta i palestinesi a Gaza, di quello che succede in Siria, in Libano, altro che ste stronzate montate ad arte.
        Infine mi chiedo cosa sarebbe successo a parti invertite, se cioè un ragazzino israeliano avesse tirato un sasso contro una macchina palestinese e l’avesse mandata fuori strada. Sai che casino……..
        Siate coerenti invece che pacifinti

        1. ma non vedete che questi vedono solo i “poveri palestinesi” che sono pieni di odio. Si inventano di tutto, che gaza è sotto assedio, che i “poveri palestinesi” della Cisgiordania sono martorizzati dai cattivi israeliani. Mi domando quanti di loro sono venuti in Israele. Li invito a farlo. E’ vero, quando saliamo negli autobus se vediamo un arabo ci si gela il sangue. E’ vero che ci vorrebbero tutti morti. Cosa facciamo? Li lasciamo fare perché qualche sciacquetta di qualche ONG si indigna se li blocchiamo? Li lasciamo tirare sassi. L’altro ieri unan bambina è tornata a casa dopo aver passato quattro mesi in coma a causa di un innocente sassolino palestinese. Li applaudiamo?
          Ma fatemi il piacere. Siete solo odiatori, niente altro

      2. sassi contro carri armati? Ma chi te lee dice ste cose? Infopalla, Irib, chi? I sassi li tiranoa ddosso a macchine di famiglie non ai carri armati.
        Se volete commentare lo potete fare (a differenza dei vostri siti preferiti) ma evitate di dire cavolate o di fare provocazione fine a se stessa. Diversamente potete sempre accomadarvi fuori. Di siti pro-pal ne è pieno il web. Andate a vedere quelli così potete sparare tutte le cavolate che volete. Troverete sempre qualcuno che vi darà ragione

  15. e come va che hanno bendato il padre ammanettandolo e umiliandolo davanti al bambino? Per proteggerlo dai raggi UV?

    1. altro che bendare e ammanettare. Un padre come quello che insegna al proprio figlio a fare il terrorista è da mettere dentro e buttare la chiave

      1. Vabbè a parte questo. Che scopo può avere bendare l’uomo davanti al bambino se non quello di umiliarlo?

  16. Gli articoli su Israele e Palestina di Miriam Bolaffi sono imparzialissimi, vedo. Immagino che la suddetta autrice non abbia mai speso un po’ di tempo per descriverci le dinamiche inerenti alla costruzione di nuovi insediamenti abusivi in Cisgiordania o le proposte onnipresenti di tagliare i rifornimenti ai palestinesi della zona C.

    Certo, vedere una parte sola della realtà è molto più facile. E ci permette di essere, come si dice, “più realisti del re”. Tanti auguri.

  17. A proposito di “occupazione” e dintorni, mi permetto di proporvi una lettera, ripescata dai miei archivi, inviata a Repubblica (e naturalmente non pubblicata) nel 2002, all’epoca in cui saltava più o meno un autobus per settimana.

    Egr direttore
    Non pensavo mai di tirare fuori la mia storia personale, ma dopo aver letto l’articolo – demonizzazione- di Sandro Viola del 20/1/2002 ho deciso di rinunciare alla mia privacy per sbugiardare quel moderno antisemita.
    Sono nato nel settembre 1953 in Israele.
    I miei genitori , scampati dai lager nazisti, si sono stabiliti in Israele in un villaggio chiamato Even Yehudah, vicino alla citta’ di Netanyah dove facevano i contadini.
    (E’ il punto dove la larghezza massima di Israele era 12KM fino al 67- quindi, tutta frontiera)
    Due mesi prima della mia nascita, parlo del Luglio 1953, i miei hanno sentito uno strano rumore e mio padre e’ uscito per controllare e non e’ mai piu’ rientrato.
    Non c’erano allora telefoni. Mia mamma, con una bimba di 4 anni, e incinta al settimo mese, si e’ barricata in casa- pregando.
    Al mattino lo ha trovato.
    Lo avevano torturato prima di decapitarlo.
    Gli avevano cavato gli occhi e poi hanno impilato la sua testa su un palo di fronte a casa.
    Non c’erano “territori occupati” nel 1953.
    Allora si chiamavano Fedayn, mentre oggi la sinistra antisemita li chiama “combattenti della resistenza”.
    Fa poca differenza, quello che li distingueva, allora come oggi e’ la “cultura” assassina, il fanatismo che non ha bisogno delle scuse dell’ “umiliazione” e/o della “occupazione” che i buonisti antisemiti di sinistra come Viola gli forniscono come alibi per perpetuare l’opera che in Europa vi e’ quasi riuscita il secolo scorso.
    Scommetto che non trovera’ spazio per pubblicare la mia lettera- nel suo giornale “politicamente corretto”, al servizio di quelli che si adoperano per completare l’opera che i vostri – compagni- camerati non sono riusciti a completare.
    Nahman Finaro Singer

  18. Già il fatto che compiti di polizia siano affidati all’esercito la dice lunga su quanto da quelle parti la legalità sia tenuta in conto. Ma ripeto, perchè al fetente l’hanno legato e bendato davanti al figlio piangente?

    1. infartti, se non ci fossero i palestinesi o se almeno fossero umani non ci sarebbe bisogno di impegnare l’esercito in operazioni di polizia. Per il resto, vaglielo a chidere. Voli ce ne sono tutti i giorni e ti garntisco che entrare in Israele dall’Italia è facilissimo. Vieni giù e gli fai una bella intervista. E qui chiudiamo perchè commenti spam ne abbiamo già troppi e di queste cavolate (che vorrebbero essere puerili provocazioni) ne abbiamo abbastanza

      1. Col cavolo. E’ che non sapete che dire. Il bendaggio (e non stiamo parlando di infermieristica) è un atto di cattiveria gratuita, per infliggere violenza psicologica e disumanizzare l’altro. Meno male che ci sono telecamere. Chissà quante volte riescono a sequestrarle o a spaccarle. Chissà quante volte NON ci sono le telecamere.

        1. è importante notare come da “bambino arrestato” vista la chiara bufala documentata anche dal video, si sia passati all’accusa del “bendaggio”. Ma davvero siete così bassi e ipocriti?
          Lo hanno voluto umiliare? Hanno fatto bene. E’ un verme che usa suo figlio come arma terroristica. Quale padre (non palestinese) lo farebbe?
          Francamente voi filo-pal siete patetici. Usate foto del massacro siriano e le attribuite a fatti successi a Gaza per non parlare di altre assurde montature. Hai ragione, per fortuna ci sono le telecamere (e qualche programmino per scoprire le bufale)

  19. La vicenda non la si conosce nei minimi particolari.
    Tuttavia questo Gianni non sa nulla e non vuole sapere nulla,anche se crede di fare delle domande, perché a suo avviso non gli serve sapere nulla di quello che pensa di sapere già.
    Si accontenta infatti delle sue categorie “trascendentali”, sufficienti a proiettare i suoi fantasmi attuando un vero e proprio tranfert.
    Un paio di domande vere.
    Secondo lei- Gianni- cosa é meglio fare per bloccare uno che va in escandescenze, senza fargli del male dopo averlo ammanettato?
    Legarlo nei piedi come un salame e se ciò non bastasse bendarlo?
    E poi, secondo lei, é più facile che un bambino pianga se il padre va in escandescenze o se il padre lo rassicura con la sua calma senza andare in escandescenze?
    Ci scommetto che lei pensa che quell’uomo sia stato bendato per il solo piacere di umiliarlo e per spaventare il bambino.
    Naturalmente lei può pensare e dire quello che vuole.
    E proprio quello che Freud faceva fare ai suoi pazienti.

    1. E’ ovvio che l’hanno fatto solo per umiliarlo Lacan. Una volta che uno è ammanettato quali problemi potrebbe mai creare a quattro uomini con m16? Nessun protocollo prevede il bendaggio. E non stava affatto dando in escandescenze.

  20. @ Gianni.
    “E non stava affatto dando in escandescenze”.
    Da bendato e ammanettato no di certo.
    Però che delusione quel filmato!
    Vuoi mettere l’effetto emozionale di una colluttazione di quattro “energumeni” armati di M16 contro una persona inerme!
    Chissà, forse la prossima volta andrà meglio.

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