Boom di suicidi in Iran: oltre 10 al giorno. Il regime uccide anche con la politica d’espansione

24 Agosto 2011

Il regime iraniano non uccide solo direttamente ma anche indirettamente inducendo la povera gente al suicidio. Nell’ultimo anno il tasso di suicidi nel Paese è cresciuto del 17% con una media di 10 suicidi al giorno, nella maggior parte dei casi uomini.

A rivelarlo è lo stesso regime iraniano con una nota diffusa da Ahmad Shaja’i, capo del dipartimento nazionale di medicina legale, attraverso l’agenzia ISNA. Le ragioni, secondo quanto riferito dal dott. Ahmad Shaja’i, sono da ricercarsi nella crisi economica che attanaglia il Paese e nella conseguente depressione che colpisce i cittadini iraniani.

Di diverso avviso l’opinione di alcuni membri dell’opposizione che, pur riconoscendo la crisi economica come elemento cardine del vertiginoso aumento dei suicidi, indica nella politica governativa poco concentrata ai problemi interni del Paese e intenta in una politica di riarmo che sta dissanguando l’Iran, la causa della perdurante crisi economica in un Paese che, visto le risorse che ha, dovrebbe vivere nell’oro. Ma proprio la politica di Ahmadinejad e le conseguenti sanzioni economiche imposte dalla Comunità internazionale all’Iran, hanno portato il Paese a questa ormai insostenibile situazione.

Indicativo il fatto che la maggioranza di suicidi si registri tra giovani uomini che non vedono alcun futuro per loro e per le loro famiglie. Insomma, la società iraniana sta collassando e tutto per colpa delle smanie di grandezza di un dittatore sanguinario come Ahmadinejad. Il regime iraniano uccide anche senza torturare o impiccare, gli basta la sua sanguinaria politica estera di espansione.

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