Editoriali

Cara Mogherini, due parole di condanna delle minacce iraniane le vogliamo dire?

Cara Federica Mogherini, il suo silenzio sulle gravissime minacce a Israele proferite dal capo dell’esercito iraniano è a dir poco imbarazzante. Non capisco se Lei le prenda come uno scherzo o se più semplicemente le approvi e, detto sinceramente, non so quale delle due sia meglio.

Non stiamo parlando di un mentecatto che su internet scrive qualcosa di inopportuno, stiamo parlando del capo di uno degli eserciti più bellicosi e armati del Medio Oriente che minaccia di estinzione uno Stato sovrano come Israele entro i prossimi 25 anni. Lei, cara Mogherini, lo ricorda chi è che fece una promessa de genere con riferimento al popolo ebraico? E ricorda com’è finita allora?

Lei, sig.ra Mogherini, è il capo delle diplomazia europea, è la persona che rappresenta i valori dell’Europa nel mondo. Non può rimanere in silenzio di fronte a queste parole, alla minaccia di un altro genocidio ebraico, perché è di questo che il generale iraniano (e prima di lui i suoi capi) stava parlando. Quando gli iraniani parlano di “cancellazione di Israele” non è che lo fanno in maniera metaforica, non è che ci stanno raccontando una barzelletta o lo dicono per scherzo, loro lo dicono seriamente. Quelle non sono dichiarazioni populiste o legate a qualche interesse politico, non esiste quel tipo di interesse in Iran. No, cara Mogherini, loro parlano seriamente e in maniera letterale. La loro è a tutti gli effetti una dichiarazione di intenti.

Il suo silenzio su quelle frasi è peggio di una palese approvazione, è un tacito consenso, la maniera più vigliacca di schierarsi con i genocidi.

Dica due parole Mogherini, faccia sentire un fiato, qualcosa che ci faccia capire che l’Europa non può tollerare chi minaccia un popolo di genocidio o altrimenti se ne vada se non è capace o non ha il coraggio di togliersi quel maledetto velo dalla testa.

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