Politica Italiana

Caro Manlio Di Stefano ti scrivo

Caro Manlio Di Stefano ho letto appassionata il tuo messaggio postato ieri su Facebook e poi mi sono vista il video del medesimo messaggio, il tuo accorato appello contro la guerra. Che grande stratega di politica estera che sei Manlio, che grande acume hai. Come quando lanciasti il tuo messaggio da Gerusalemme capitale di Israele dicendo che eri in Palestina.

Mi sorgono ora alcune domande che ti vorrei fare consapevole che solo un grande stratega di politica estera quale sei tu (mi domando perché non ti hanno messo al posto della Bonino) può darmi le risposte giuste.

1 – nel tuo messaggio dici che non vuoi la guerra in Siria. Che nobile affermazione. Ma come chiami quello che sta avvenendo da quasi tre anni in Siria? Scaramucce? Liti tra condomini? No perché, se non ci hai fatto caso, in tre anni ci sono stati oltre 100.000 morti, qualche milione di sfollati (di cui oltre un milione di bambini) e immani distruzioni. Non è forse una guerra quella?

2 – sempre nel tuo messaggio accusi gli Stati Uniti di essere responsabili della morte di 70.000 civili afgani e oltre 1.000.000 di civili iracheni. Ma a me risultava che la maggioranza delle morti civili in Afghanistan e in Iraq sono avvenute a causa dei terribili attentati dei talebani e di Al Qaeda. A te no? Mi risulta anche che attualmente, ogni santo giorno, donne e bambini afghani e iracheni vengono selvaggiamente massacrati dalle bombe dei terroristi islamici. A te non risulta? Non è che se li massacrano i terroristi non sono vittime ma se una bomba americana colpisce per sbaglio una casa dove i terroristi si sono rifugiati diventa un crimine americano?

3 – come mai non hai mai nominato quel criminale di Assad e i suoi crimini nel tuo appello? Non è che ti è simpatico?

4 – come mai il M5S non ha preso in considerazione una “missione esplorativa” in Siria o quantomeno nei campi profughi in Giordania, Libano, Turchia e Iraq? Forse perché quei poveracci non sono palestinesi e non attirano i voti nazi-comunisti?

Caro Manlio Di Stefano, in attesa della tua nomina a furor di popolo a Ministro degli Esteri Italiano attendo con ansia le tue risposte consapevole che preso come sarai a studiare su Wikipedia la situazione in Medio Oriente potresti non avere nemmeno avuto il tempo di leggerle.

Bianca B.

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5 Comments

  1. Ma perchè il movimento 5 stelle simpatizza per il regime iraniano e i suoi complici? Un abbraccio a Bianca… 🙂

  2. “…ma se una bomba americana colpisce per sbaglio una casa dove i terroristi si sono rifugiati diventa un crimine americano”.
    Ormai la propaganda israeliana ha fatto scuola. Quando muoiono dei civili durante un bombardamento (ma che strano, bombardamenti che uccidono civili!) la colpa non è certo di chi bombarda. La colpa è dei “terroristi” che si nascondono tra i civili. Se non usassero gli scudi umani non ci sarebbero vittime civili. Infatti la logica ci dice che non dovrebbero esserci morti civili in un bombardamento a tappeto di aree densamente popolate (per dire, Gaza). Quindi la colpa è di chi viene bombardato, non certo di chi bombarda. Non fa una piega, e George Orwell non crederebbe alle proprie orecchie.

    1. wegas, se mai decidessero di bombardare A TAPPETO Gaza non rimarrebbe niente in meno di 10 minuti, quindi queste cavolate valle a dire su infopalla. Vuoi forse negare che una delle maggiori ragioni di morti civili (effetti collaterali) è l’abitudine dei tuoi amici musulmani di farsi scudo di donne e bambini? D’altra parte basta dare una occhiata per il mondoislamico, non si fanno certo scrupoli ad ammazzarne un po’ (tanti), tutti martiri naturalmente

  3. Questo signor Wegas non parla neppure per sentito dire.
    E’ evidente per esempio che non ha mai sentito parlare di Dresda: un eccellente termine di paragone quando si parla di bombardamenti a tappeto.
    Quanto ad Orwell – di cui ha sentito dire qualcosa- é chiaro che lo ha capito all’incontrario.
    A questo punto forse é meglio che continui a “riflettere” senza contributi esterni.
    Oppure che si fidi maggiormente del contrario di quello che riesce a capisce.

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