Che Donald Trump non sia più un amico di Israele (ammesso che lo sia mai stato) e che, anzi, abbia fatto buttare al vento le vittorie militari israeliane costate vite umane, lo si era capito da tempo. Ma che arrivasse a chiedere (minacciare) a Benjamin Netanyahu di non reagire al lancio di missili balistici iraniani avvenuto ieri sera contro lo Stato Ebraico, è davvero troppo.
Ormai siamo alla trasformazione di una legittima operazione militare contro uno stato canaglia guidato da una organizzazione terroristica, in una barzelletta dove un ridicolo Presidente americano si fa prendere in giro dagli Ayatollah e ogni due giorni annuncia una tregua che puntualmente non arriva perché agli iraniani non interessa.
Un Presidente che invece di circondarsi di persone esperte di Medio Oriente si è circondato di yesman che mai oserebbero contraddirlo. Che invece di inviare un politico esperto a trattare con gli Ayatollah invia un palazzinaro e uno speculatore, con gli iraniani che hanno una delle migliori diplomazie al mondo.
Ma davvero quello che è successo ieri sera non se lo immaginava nessuno. Per quale assurdo motivo Israele dovrebbe farsi trascinare nella farsa tragicomica delle trattative con Teheran? Perché è questo che Trump ha chiesto a Netanyahu: fine degli attacchi in Libano contro Hezbollah e accettare passivamente i missili iraniani nel nome di fantomatiche trattative con l’Iran. Sfido io che ieri sera i fan degli Ayatollah sono scesi in strada a festeggiare. Trump ha servito la vittoria morale agli iraniani su un piatto di platino.
Non che ce ne fosse bisogno. Sono mesi che gli iraniani prendono per i fondelli il Presidente americano. Mentre gli fanno credere che siano in corso delle trattative, loro disseppelliscono i missili a centinaia e, probabilmente, recuperano l’uranio altamente arricchito per metterlo al sicuro. Così possono continuare a tenere sotto tiro tutto il Medio Oriente e mezzo mondo occidentale.
E basta anche con la storiella che sia stato Netanyahu a convincere Trump ad attaccare l’Iran. Se fosse vero a quest’ora non ci sarebbe più il problema perché se Trump una strategia non ce l’ha, Netanyahu ce l’ha ben chiara: distruggere il regime iraniano, non trattarci.
Mentre scrivo l’Iran sta lanciando contro Israele un po’ di quei missili recuperati mentre fingeva di trattare con Trump, missili che se fosse stato per Netanyahu non avrebbero mai riportato alla luce. E quella faccia tosta di un palazzinaro ha avuto il coraggio di fare la voce grossa con Netanyahu affinché si prendesse i missili sulla testa senza reagire. Se Netanyahu, come credo, lo ha mandato a quel paese ha fatto solo quello che andava fatto.


