Con la tregua tra Libano e Israele imposta a Benjamin Netanyahu da Donald Trump, siamo all’ennesima retromarcia del Presidente statunitense che non per niente è chiamato TACO acronimo di “Trump Always Chickens Out” (Trump si tira sempre indietro).
Questa è la quarta tregua imposta dal Presidente americano a Israele, da quella assurda con Hamas a questa passando dalla precedente con Hezbollah a quella incredibile con l’Iran del giugno 2025 quando gli Ayatollah erano letteralmente alla mercé di Israele e potevano essere abbattuti. Quattro potenziali vittorie trasformate in altrettante inutili campagne che non hanno portato agli obiettivi prefissati solo perché Trump aveva bisogno di fermare i conflitti a scopo interno.
La cosa che fa male è sapere per certo che ogni tregua è una potenziale nuova guerra perché Hamas, Hezbollah e gli iraniani usano i cessate il fuoco per riorganizzarsi, riarmarsi e dare il via a un nuovo conflitto.
Sono ormai due anni e sei mesi che Israele combatte su più fronti e che viene fermato da Trump proprio quando è a un passo dalla vittoria. Il risultato è che nessuno dei nemici dello Stato Ebraico è stato veramente sconfitto. Hamas è ancora a Gaza, Hezbollah sotto la linea blu che tira missili ogni giorno e l’Iran che addirittura blocca l’economia mondiale e invece di diventare più “flessibile” consegna il regime ai falchi, ai duri e puri del “Circolo Habib”.
Trump sta trascinando Israele a fondo con lui, lo sta danneggiando. E se disgraziatamente accettasse un accordo con l’Iran da vendere in patria come una vittoria, allora veramente butterebbe al vento due anni e mezzo di vittorie israeliane.
A questo punto la guerra con l’Iran ha senso solo se sconfiggi Teheran e costringi l’IRGC, che guida il regime dopo la morte di Khamenei, ad accettare le tue condizioni, non se ci tratti.
Se tratti con l’Iran adesso, regali di nuovo il paese ad un regime ben più pericoloso di quello degli Ayatollah, crei un mostro in grado in poche ore di fermare l’economia mondiale e senza più nessun ostacolo verso la bomba atomica.
In tempi non sospetti avevo detto che Donald Trump si sarebbe ben presto rivelato più un peso che un amico per Israele. Eccoci alla resa dei conti. Inutile dare tonnellate di armi (anche quelle a rischio) se poi al momento buono non fai andare fino in fondo. Crei solo i presupposti per nuove sanguinose guerre.


