Da quel terribile 7 ottobre 2023 quando le orde barbariche di Hamas massacrarono 1.400 israeliani e ne rapirono oltre 250, Benjamin Netanyahu non ha mantenuto una sola promessa di quelle fatte all’indomani di quel massacro.
Ha scatenato una guerra senza quartiere contro Hamas, raso al suolo l’intera Striscia di Gaza a caccia dei Km di tunnel usati dai terroristi islamici per nascondersi e colpire, ha impiegato una forza letale mai vista prima nella storia dello Stato Ebraico, ma Hamas è ancora nella Striscia di Gaza dove controlla impunemente quella parte non occupata da Israele.
Netanyahu ha poi aperto il fronte libanese. Decisione giustissima visto che dall’8 ottobre Hezbollah ha quotidianamente bersagliato il nord di Israele con missili e colpi di mortaio. Con un colpo da film di spionaggio, il Mossad ha fatto esplodere migliaia di cercapersone precedentemente imbottiti di esplosivo e poi fatti avere a Hezbollah. Nel giro di pochi minuti ha messo fuorigioco migliaia di miliziani si Hezbollah. Il 1° ottobre 2024 ha poi dato il via ad una vera e propria invasione di terra del Libano che continuerà fino al cessate il fuoco voluto fortemente (imposto) da Donald Trump. Hezbollah non solo è ancora in Libano, ma è presente stabilmente al di sotto della linea blu da dove ha ricominciato a bersagliare il nord di Israele dopo l’attacco israelo-americano all’Iran.
Il 13 giugno 2025 Israele da il via a quella che verrà chiamata la “guerra dei 12 giorni” contro l’Iran. In breve tempo l’IDF decapita le linee di comando iraniane e con bombardamenti precisi mette fuorigioco ogni possibilità per l’Iran di difendersi. Teheran, per ritorsione, lancia massicci attacchi con droni e missili balistici, per buona parte intercettati da Israele o dai suoi alleati. Quando l’Iran è letteralmente alla mercé dell’aviazione israeliana, Donal Trump lancia un attacco poco più che simbolico contro le centrali atomiche di Fordow, Natanz ed Isfahan procurando pochissimi danni al programma nucleare iraniano, anche se lui dirà di averlo distrutto, dopo di che impone un cessate il fuoco che in pochi secondi vanifica tutti i successi israeliani.
La mattina del 28 febbraio 2026 Israele e Stati Uniti lanciano un massiccio attacco congiunto contro l’Iran, che nel frattempo si è riarmata. Viene eliminato Ali Khamenei e uno dopo l’altro tutti i vertici di pasdaran e delle milizie Basij. L’Iran attacca Israele, gli Stati del Golfo e chiude lo stretto di Hormuz e sotto pressioni, sia interne che esterne, Donald Trump compie l’ennesima marcia indietro e accetta un umiliante cessate il fuoco di due settimane. Risultato dopo due guerre: il programma nucleare iraniano è pressoché integro mentre i Pasdaran sono decisamente più potenti di quanto non lo fossero con Khamenei. In più a Teheran sanno che possono fermare l’economia mondiale solo chiudendo lo Stretto di Hormuz.
Riassunto: Hamas è ancora a Gaza, Hezbollah è in Libano addirittura sotto la linea blu, il programma nucleare iraniano è sempre lì così come il regime.
Cosa ha ottenuto Israele sotto la guida di Benjamin Netanyhu in quasi tre anni di guerre combattute su più fronti? Gli ottimisti diranno che ha indebolito Hamas ed Hezbollah, che ha distrutto buona parte del sistema bellico iraniano e che il programma nucleare iraniano è stato portato indietro di anni. In realtà, come da riassunto, ha ottenuto tante vittorie ma non ha vinto nessuna guerra. Questa è la triste realtà.


