Ci sarebbe lo Stato ebraico dietro al misterioso attacco aereo che martedì scorso ha distrutto in Sudan una automobile con due persone a bordo nei pressi di Port Sudan. A riferirlo è il Time Magazine che cita “un alto funzionario israeliano”.
Secondo una prima versione diffusa ieri da Al-Jazeera le due vittime sarebbero state un palestinese legato ad Hamas e un iraniano. In serata la stessa Al-Jazeera ha però corretto questa versione affermando che le vittime erano sudanesi di cui uno dei due era un noto trafficante di armi.
L’alto funzionario israeliano ha detto al Time Magazine che “non è la prima volta che Israele compie questi raid in Sudan” facendo riferimento probabilmente al bombardamento del convoglio di armi destinato ad Hamas avvenuto nel 2009. L’operazione rientra nel pieno Diritto alla difesa dello Stato ebraico. Non la pensano così a Khartoum dove invece sono intenzionati a sporgere denuncia alle Nazioni Unite contro Israele.
Rimane il fatto che il Sudan, nonostante le smentite del Governo di Khartoum, resta a tutti gli effetti uno dei principali sponsor del terrorismo islamico e, soprattutto, una delle principali vie di transito delle armi iraniane verso la Striscia di Gaza e per questo rimane un legittimo obbiettivo delle azioni israeliane.
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