Chi c’è dietro gli attacchi aerei in Iraq: gli USA, Israele o tutti e due?

L’ex premier Al-Maliki conferma l’idea che ci siano gli Stati Uniti ma alcuni ufficiali americani sembrano saperne di più

Effetti dell'attacco del 20 agosto

L’ex Premier iracheno Nouri Al-Maliki, in carica per otto anni e ora al Parlamento con un compatto fronte sciita filo-iraniano, ha rilasciato delle dichiarazioni venerdì scorso, tramite i suoi portavoce, dicendo che se ci fosse Israele dietro i tre attacchi aerei in Iraq, ci dovrebbe essere una “forte risposta di rappresaglia”. E che se dovessero continuare gli attacchi, il paese diventerà un’arena di guerra che trascinerà vari paesi, tra cui l’Iran.

Ma secondo l’ex premier iracheno sarebbero gli Stati Uniti i responsabili:

Un ulteriore attacco sarà accolto da un’ altrettanto dura risposta e se dovesse esserci un confronto saranno gli USA a doversene andare”

In Iraq ci sono 5.000 militari americani ma ad Al-Maliki e al governo iracheno sono gradite le milizie sciite sotto il comando iraniano, la maggior parte delle quali sono state riconosciute come organizzazioni terroristiche.

Sono interessanti le dichiarazioni di alcuni ufficiali americani, che hanno parlato a condizione di anonimato, secondo cui in uno dei tre attacchi nei pressi di Baghdad ci sarebbe sicuramente la mano di Israele, senza però specificare quale.

I tre attacchi sono ben spiegati nel profilo twitter ImageSatIntl che riporta le immagini satellitari dei siti colpiti:

  • il 12 agosto è stato colpito un deposito di armi di miliziani sciiti nella base di Al-Saqr, a sud-est di Baghdad;

  • il 19 agosto la base di miliziani ad Amerli, a nord di Baghdad;

  • infine il 20 agosto sono stati colpiti compound nella Base Aerea di Balad, a 64 km a nord di Baghdad.

In quello che viene definito il “ponte terrestre iraniano” meglio conosciuto come corridoio sciita, che va da Teheran al Libano, si sono aggiunti ulteriori attacchi in Siria, ad Albukamal vicino al confine iracheno e nei pressi di Damasco. Pochi dubbi su chi è stato l’autore in questi ultimi due.

Se davvero gli israeliani hanno attaccato in Iraq (lo sapremo tra qualche anno come per l’Operazione ORCHARD del 2007 quando fu attaccato un sito nucleare in territorio siriano) sarebbe il primo in territorio iracheno dall’Operazione OPERA del 7 giugno 1981, quando venne distrutta la Centrale Nucleare in costruzione di Osirak.

Nella Base Aerea di Balad, colpita il 20 agosto è presente il 9th squadron della Iraqi Air Force dotata di 36 nuovi F-16. Le stazioni radar, missilistiche e i caccia a difesa della base e della capitale Baghdad si sono fatti trovare del tutto impreparati. E’ questo fattore a destare sospetto, visto che altre volte nella storia recente dei conflitti in Medio Oriente i paesi arabi sono stati colti di sorpresa a casa loro dall’aviazione nemica mediante attacchi chirurgici. Una tecnica che continua ad essere efficace.