Come Putin usa i droni comprati in Israele per aiutare Assad (ed Hezbollah)

The Intercept svela al pubblico quello che in molti in Israele sapevano già, cioè che la Russia usa i droni acquistati da Israele per garantire la sicurezza di Assad. La domanda è se Putin ha condiviso con Assad ed Hezbollah solo le informazioni raccolte o anche la tecnologia israeliana

Fidarsi di Putin è un po’ come fidarsi di Belzebù e pensare di poterla passare liscia. Deve essere questo quello che pensano in queste ore a Gerusalemme dopo che una inchiesta di The Intercept ha svelato come il drone proveniente dalla Siria e abbattuto nel luglio 2018 sui cieli del Golan da un missile Patriot avesse al suo interno tecnologia israeliana.

Secondo quanto svelato dal noto sito web di notizie finanziato da Pierre Omidyar, fondatore di Ebay, gli israeliani sarebbero rimasti letteralmente di stucco quando analizzando il drone abbattuto sul Golan avrebbero scoperto che sotto le scritte in cirillico sulla carlinga, il piccolo aereo senza pilota aveva al suo interno tecnologia israeliana.

Come era possibile una cosa del genere? Come poteva essere che Assad disponesse di droni con tecnologia israeliana?

È lo stesso giornale americano a ricostruire la storia che, detta molto in breve, ci riporta alla guerra russo-georgiana del 2008.

In quella occasione i russi si infuriarono per il fatto che i georgiani avessero a disposizione alcuni droni israeliani e minacciarono di consegnare i loro missili S-300 all’Iran come ritorsione. L’empasse venne risolto con una negoziazione. I russi avrebbero ritardato la consegna di S-300 all’Iran in cambio dell’acquisto di alcuni droni israeliani.

Ora quei droni acquistati da Mosca, ribattezzati Forpost, sono schierati in Siria non solo per difendere Assad ma anche per consentirgli di spiare le attività israeliane. La tecnologia israeliana a disposizione di un nemico di Israele come la Siria e probabilmente anche di Hezbollah e dell’Iran. Non proprio un grande affare considerando che la Russia gli S-300 all’Iran li ha consegnati comunque.

La Russia nega di aver consegnato uno o più droni acquistati in Israele alla Siria, ma non nega di averli impiegati nel conflitto in Siria e di aver condiviso le informazioni raccolte con l’esercito siriano e con Hezbollah.

La domanda che ora si pongono a Gerusalemme è: Putin ha condiviso solo le informazioni o ha condiviso anche la tecnologia israeliana?

Nel primo caso la cosa sarebbe grave ma non gravissima. Nel secondo caso ci troveremmo invece di fronte a un fatto gravissimo che metterebbe in grave pericolo lo Stato Ebraico.

I progressi fatti di recente dall’Iran nel settore degli UAV (sigla che identifica gli aerei senza pilota), da Hezbollah e persino da Hamas qualche dubbio lo sollevano. Di sicuro sapere che Assad, un nemico di Israele, può disporre di tecnologia israeliana per la sua difesa, qualche imbarazzo lo provoca.