L’osservanza delle norme islamiche, ad Aceh, è ufficialmente garantita dalla polizia locale, che svolge anche funzioni di polizia religiosa; questa unità, nota come ‘Satpol PP & WH di Aceh’, conduce spesso operazioni di controllo e sanziona le persone o gli esercizi commerciali che non rispettano la legge islamica vigente nella provincia.
La Polizia Islamica
A partire dagli anni Duemila, come noto, la provincia di Aceh è la sola unità amministrativa indonesiana ad implementare la legge islamica; nel 2014 è stato emanato il Codice Penale Islamico, noto come Qanun Jinayat (entrato in vigore nel 2015).
Attualmente, l’unità responsabile per garantire il rispetto delle norme islamiche è la Satpol PP & Wilayatul Hisbah di Aceh, la Polizia Locale e Islamica di Aceh. Il sito web di questa istituzione unitaria consente di avere numerose notizie a riguardo, come quelle che si riferiscono alla sua missione.
A tale proposito, la stessa Satpol PP & WH afferma di operare per
La realizzazione di una Aceh pacifica e prospera attraverso un governo onesto (letteralmente, ‘puro’, ndr), giusto e al servizio della comunità.
(Visi Misi Pemerintah Aceh, Visione e Missione del Governo di Aceh, dal sito web governativo)
Tale obiettivo, a sua volta, deve essere ottenuto mediante
… l’attuazione della Sharia insieme ai valori islamici e alla cultura di Aceh nella vita della comunità …
(Visi Misi Pemerintah Aceh, Visione e Missione del Governo di Aceh, dal sito web governativo)
L’attuazione della legge islamica non è dunque un elemento negoziabile, ma fondamentale per Aceh; un ruolo imprescindibile, a questo proposito, è costituito dalle segnalazioni dei cittadini, che vengono puntualmente verificate dalla Satpol PP & WH. Esiste, ed è ben pubblicizzato, in effetti, un centralino ufficiale del governo locale che invita i cittadini a segnalare eventuali violazioni della legge islamica.
Il coinvolgimento della comunità, del resto, ritorna come leitmotiv in diversi articoli e interventi pubblicati sul sito web della Satpol PP & WH di Aceh, in cui si ricorda che la ‘perfetta attuazione’ della shariah diventa possibile solamente se l’intera comunità coopera attivamente a questo obiettivo.
Lo scopo, dunque, è di far interiorizzare le norme islamiche e rendere l’intera comunità partecipe delle attività di vigilanza e controllo; l’invito alle segnalazioni, del resto, risulta necessario in un contesto in cui spesso i cittadini si improvvisano giudice e giuria.
Vigilantismo e Ordine Pubblico
Il fenomeno del vigilantismo, ampiamente documentato ad Aceh, si riferisce ai privati cittadini che si auto-attribuiscono funzioni di polizia e altre qualifiche pubbliche, provvedendo direttamente alla detenzione/giudizio/sanzione dei potenziali trasgressori della shariah senza rivolgersi alle istituzioni preposte a tali compiti. Un caso recente risale a circa un anno or sono, e rappresenta perfettamente questo fenomeno; una coppia non sposata era stata trovata appartata da alcuni residenti di Lhokseumawe (provincia di Aceh). Alcuni cittadini, dunque, hanno deciso di detenere per un breve periodo di tempo le persone sospettate, e, dopo averle sommariamente giudicate colpevoli, hanno applicato una sanzione particolarmente degradante. Alla donna hanno riversato liquami fognari, mentre l’uomo è stato costretto ad applicare da sé la medesima sanzione.
Anche se le autorità hanno precisato che tali condotte non sono accettabili, ai vigilantes non è stata applicata alcuna sanzione, ad eccezione di un generico ammonimento verbale. Non si tratta, evidentemente, di un episodio isolato, considerando la connotazione data alla notizia.
In un altro episodio di giustizia sommaria nella provincia religiosamente conservatrice di Aceh, in Indonesia,(…)
(Nurdin Hasan,Some Aceh clerics slam locals who ‘bathed’ alleged Sharia violators in sewer water, Alcuni chierici di Aceh criticano i cittadini che hanno ‘lavato’ presunti violatori della Sharia con acqua fognaria, BenarNews, 17 Aprile 2024)
Il fenomeno dei vigilantes sembra dunque essere ben radicato, nonché tollerato dalle istituzioni che non sembrano essere realmente intenzionate a reprimerlo; del resto, la cooperazione della comunità viene sollecitata di continuo e l’apporto di elementi ‘zelanti’ appare (di fatto) apprezzato.
L’Applicazione Concreta della Shariah
La cronaca dell’ultimo anno fornisce diversi esempi che fanno comprendere in quale modo sia applicata la shariah nella provincia di Aceh; la notizia più recente, riportata direttamente dal sito della Satpol PP & WH di Aceh, risale al 18 maggio del 2025.
Nel corso di un raid,
“Undici donne sono state fermate perché hanno violato il Regolamento Regionale Numero 5 del 2000 e il Qanun di Aceh Numero 11 del 2002.” Sono state trovate a sedere e a riunirsi con uomini fino alle 02:30 del mattino. Inoltre, tutte indossavano abiti attillati che non erano conformi alle norme di abbigliamento islamiche,” ha dichiarato Mohd Nanda (Responsabile delle Pubbliche Relazioni di Satpol PP & WH di Aceh, ndr)
(Satpol PP & WH, Satpol PP dan WH Aceh Amankan 11 Wanita Berpakaian Ketat dalam Razia Syariat Islam di Banda Aceh, Satpol PP & WH di Aceh ha arrestato 11 donne vestite in modo succinto durante un’operazione della Polizia della Sharia a Banda Aceh, 18 Maggio 2025)
Le donne sono state poi rilasciate dopo un ‘corso di formazione’, coerentemente con quanto dichiarato dai funzionari della polizia religiosa, il cui scopo sarebbe non solamente reprimere ma anche educare. La maggior parte degli interventi della Satpol PP & WH, in effetti, si risolve con ammonimenti e corsi ‘educativi’, mentre le punizioni corporali sarebbero limitate ai casi considerati più gravi (consumo di alcol, adulterio, omosessualità, ecc.), che comunque possono essere irrorate solamente in seguito ad un processo presso il tribunale islamico.
Ciò nonostante, si è trattato di una intrusione evidente nella vita privata di persone che stavano semplicemente conversando in un locale pubblico con individui con cui non trattenevano relazioni familiari o di parentela. Allo stesso modo, scegliere liberamente i propri vestiti diventa oggetto di intervento da parte della polizia e delle pubbliche autorità. Si tratta, evidentemente, di politiche che ledono diritti fondamentali, come quello di riunione, e sanzionano condotte che non costituiscono illeciti o reati nel resto dell’Indonesia, ma che, al contrario, sono veri e propri diritti (teoricamente) protetti dalla Costituzione.
Una seconda notizia risalente al 10 maggio 2025, poi, riguarda l’arresto di 60 persone, sia uomini che donne, colpevoli di aver violato le norme sul vestiario islamico, e conferma le osservazioni precedenti.
“Abbiamo trovato alcuni cittadini, in particolare donne, che indossavano pantaloni attillati, pantaloni corti e non portavano il velo.” Nei loro confronti è stata immediatamente effettuata una formazione sul posto affinché non ripetano simili violazioni in futuro” ha detto Nanda. (Responsabile delle Pubbliche Relazioni di Satpol PP & WH di Aceh, ndr)
(Satpol PP & WH,60 Orang Laki-laki dan Perempuan Terjaring Razia Syariat Islam oleh Satpol PP dan WH Aceh, 60 Persone di sesso maschile e femminile sono state arrestate durante un raid della Sharia Islamica da parte della Satpol PP & WH di Aceh, 10 Maggio 2025)
Anche in questo caso, dopo un ‘corso di formazione’ eseguito sul posto (di polizia), le persone sono state rilasciate; si conferma dunque la tendenza descritta in precedenza. Ritengo che queste due notizie siano sufficienti per dare un quadro abbastanza preciso di come venga applicata la shariah ad Aceh, a cui aggiungerei, nel prossimo paragrafo, un altro elemento, relativo al Ramadan.
Raids di Ramadan
Il digiuno di Ramadan viene seguito dalla stragrande maggioranza dei musulmani, ma in pochi casi una pratica religiosa diventa oggetto dell’attenzione delle forze di polizia e delle autorità pubbliche. In Paesi come l’Arabia Saudita, il Marocco e l’Algeria sono previste pene sia pecuniarie che detentive per i musulmani (e talvolta anche per i non musulmani e/o non residenti) che mangiano o bevono pubblicamente nelle ore del digiuno.
In Indonesia, il digiuno di Ramadan non è prescritto dalla legislazione positiva, ma la provincia di Aceh costituisce un’eccezione; in questa giurisdizione, digiunare è legalmente vincolante per i musulmani, e le violazioni pubbliche possono comportare l’intervento della Satpol PP & WH.
La cronaca locale, e talvolta nazionale, offre diversi esempi che dimostrano la volontà delle autorità di implementare e rendere sempre visibile e tangibile la shariah. L’agenzia di stampa Antara Aceh riporta che il 21 marzo del 2025, durante il mese islamico del Ramadan, sei bancarelle/esercizi commerciali che vendevano riso durante il giorno sono state ‘messe in sicurezza’, ovvero chiuse temporaneamente. Si tratta di un intervento che ha coinvolto anche diverse persone non musulmane, secondo quanto dichiarato dai vertici della Satpol PP & WH di Aceh.
Roslina (responsabile dell’applicazione della sharia presso la Satpol PP & WH di Banda Aceh, ndr) ha rivelato che dei sei commercianti catturati durante il raid, tre non erano musulmani, mentre gli altri tre erano musulmani.
“Delle cinque bancarelle di riso che abbiamo regolamentato, due proprietari sono non musulmani e gli altri tre sono musulmani. Anche quelli che vendevano il pane nel minimarket sono non musulmani”, ha detto.
“Tutte le persone, indipendentemente dalla loro religione, sono uguali, e non è permesso loro comprare o vendere cibo durante questo mese di Ramadan”, ha detto.
(Antara Aceh, Satpol PP WH Banda Aceh tertibkan enam warung yang buka siang hari saat Ramadhan, La Satpol PP & WH di Banda Aceh mette in regola sei bancarelle che sono aperte durante il giorno durante il Ramadan, 21 Marzo 2025)
Un’altra notizia interessante, che conferma l’atteggiamento repressivo delle autorità locali, è relativa all’arresto di diversi adolescenti sorpresi a mangiare pubblicamente durante le ore del digiuno. Il fatto è avvenuto l’11 marzo del 2025 (sempre durante il Ramadan), e ha riguardato 9 minorenni posti in stato di arresto, e rilasciati dopo aver promesso di frequentare un ‘corso formativo’.
La notizia è stata riportata da un organo ufficiale del governo di Banda Aceh, il capoluogo della provincia.
“Speriamo che i genitori possano essere più attenti ai propri figli, in modo che possano svolgere correttamente il loro digiuno e non dormire in modo spensierato. Ci auguriamo anche che ogni Gampung (villaggio, ndr) della città di Banda Aceh rafforzi la supervisione sulle attività che potrebbero violare la sharia”, ha aggiunto Roslina.
Il Satpol PP della Città di Banda Aceh invita inoltre i cittadini a segnalare eventuali violazioni della sharia contattando il call center (istituzionale/governativo, ndr) al numero (omissis, ndr). Le segnalazioni dei cittadini saranno prese in considerazione immediatamente.
Con una supervisione più stretta a livello di villaggio, Satpol PP spera che la città di Banda Aceh possa mantenere l’ordine e la disciplina nell’applicazione della legge islamica.
(Diskominfotik.com, Makan di Tempat Umum, Sembilan Remaja Diamankan Satpol PP dan WH, Mangiano in luogo pubblico, nove adolescenti arrestati da Satpol PP & WH, 11 Marzo 2025).
Le notizie riportate dai media indonesiani e acehnesi (tra le tante che si potevano menzionare/citare) confermano la volontà di estendere l’applicazione della shariah a tutti, a prescindere dalla fede professata. Inoltre, appare evidente il tentativo di coinvolgere attivamente le comunità nell’implementazione della legge islamica, a partire dai villaggi.
Islamizzazione Indotta
Le altissime percentuali di adesione all’Islam sunnita ad Aceh (ma anche nel resto dell’Indonesia) potrebbero dipendere da un’islamizzazione indotta, che ad Aceh è esplicita e visibile. L’imposizione della shariah anche ai cristiani e alle altre minoranze religiose, che avviene anche mediante l’applicazione di sanzioni per il mancato rispetto del digiuno di Ramadan, ha conseguenze non solamente sociali, ma anche economiche. La chiusura degli esercizi commerciali costituisce, evidentemente, un danno economico tangibile, un rischio che non è presente nel resto dell’Indonesia.
Le cronache provenienti da Aceh, relative ad episodi avvenuti a distanza di pochi mesi, confermano che il programma di shariatisation (imposizione della shariah negli spazi pubblici e spesso anche privati, e non solamente nella legislazione positiva) viene attivamente perseguito. Il richiamo alla collaborazione dei cittadini mediante il ricorso ad un call center istituzionale sempre attivo, poi, configura il tentativo di far interiorizzare queste norme. Sono molti, in effetti, gli interventi della polizia islamica che hanno luogo dopo segnalazioni di ‘zelanti’ cittadini, e segnalano la volontà di verificare puntualmente le potenziali violazioni della legge islamica.
Il mancato rispetto di diritti umani fondamentali, come (tra gli altri) quello all’auto-determinazione, alla privacy, e all’iniziativa economica, deriva direttamente dalla sostituzione della ‘legalità islamica’ a quella secolare. Da notare, poi, che ad essere coinvolti sono spesso adolescenti, minorenni, che ricevono un trattamento evitabile nel resto del Paese. Anche se le persone vengono rilasciate in tempi relativamente brevi, esse subiscono un marchio sociale che le segna in futuro, e che le identifica come potenziali violatori della legge islamica in futuro. Il controllo sociale, in altre parole, agisce come norma capace di uniformare una società che viene presentata come armonica, ma che in realtà cela profonde divisioni e tensioni che rimangono invisibili ma presenti.

