Lunedì scorso il Direttore della Central Intelligence Agency, Bill Burns, ha dichiarato che la CIA non ritiene che l’Iran stia perseguendo l’idea di dotarsi di armi nucleari.

«La CIA non vede alcuna prova che il leader supremo dell’Iran [Ali Khamenei] abbia preso la decisione di passare a un’arma (atomica n.d.r.)» ha detto il direttore della CIA secondo quanto riportato da CBS News.

Tuttavia Bill Burns ammette gli scienziati iraniani «hanno una padronanza e un tipo di conoscenza molto avanzata del combustibile nucleare difficilmente controllabile».

Secondo diversi esperti di intelligence la CIA starebbe lavorando da tempo per impedire all’Iran di venire in possesso dei componenti per produrre una bomba e miniaturizzarla in modo da poterla lanciare con un missile.

Un lavoro che sta facendo anche il MOSSAD che tuttavia, a differenza del capo della CIA, è convintissimo che l’obiettivo iraniano sia proprio la bomba.

Non solo, l’obiettivo è produrre la bomba per poi usarla contro Israele, il che fa del programma nucleare iraniano un pericolo esistenziale per lo Stato Ebraico.

Anche in merito ai risultarti raggiunti nell’arricchimento dell’uranio c’è dissonanza tra CIA e MOSSAD.

I primi reputano che gli iraniani possano a malapena arricchire l’uranio al 60% mentre i secondi danno per certo che siano in grado di arricchire l’uranio al 90% e che, anzi, abbiano già cominciato a farlo.

In merito ai colloqui di Vienna il MOSSAD ritiene che per Teheran siano funzionali a guadagnare il tempo necessario ad acquisire tutti i componenti per una bomba e fare un test, il che segnerebbe il fantomatico punto di non ritorno.

Opzione militare ed esercitazioni congiunte dedicate allo scenario iraniano

Al di la del disaccordo tra CIA e MOSSAD sulle capacità nucleari dell’Iran, quello su cui tutti sono d’accordo è che la diplomazia sta fallendo.

Secondo la Reuters nei colloqui di giovedì prossimo a Washington tra il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, i vertici del Pentagono e il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, si discuterà anche di una opzione militare contro l’Iran.

Il Ministro della Difesa israeliano insisterà con gli americani affinché vengano consegnate a Israele le Massive Ordnance Penetrator e i mezzi per trasportarle. Questo renderebbe Israele in grado di agire da solo senza coinvolgere direttamente gli americani.

Tuttavia, gli americani sembrano poco disposti a fare questa scelta. O saranno loro – magari insieme agli israeliani – ad attaccare i siti iraniani, oppure non se ne farà niente.

Per questo, secondo fonti del Pentagono, si starebbero organizzando esercitazioni militari congiunte di Stati Uniti e Israele dedicate allo scenario iraniano. A rivelarlo è ancora una volta la Reuters.

Non è chiaro se la voce trapelata corrisponda a verità oppure se sia un modo per fare pressione su Teheran. Quello che è certo è che da giovedì in poi ogni scenario sarà possibile.