Dopo Hitler, Khamenei torna a proporre la “soluzione finale” per gli ebrei

Jón Kalman Stefánsson sostiene che a volte “le parole sono come proiettili”. Parlare di “soluzione finale” quando si parla di ebrei significa assumersi la responsabilità di quanto si afferma consapevoli che il suo vero significato è “sterminio degli ebrei”.

Se poi a parlare di soluzione finale è un dittatore islamico come Ali Khamenei a capo di un regime islamico come l’Iran che da sempre non fa mistero delle sue intenzioni verso Israele, allora quelle parole diventano veramente dei proiettili sparati deliberatamente per chiarire il proprio pensiero.

Succede così che la guida sprema iraniana, Ali Khamenei, in occasione della imminente Quds Day, l’evento annuale organizzato dall’Iran per celebrare la “resistenza palestinese”, pubblichi sul suo blog una immagine dove si vedono persone che celebrano la liberazione/conquista di Gerusalemme (dal “perfido nemico sionista”) sotto le mura della moschea di Al-Aqsa. La soluzione finale, secondo il poster.

L’uso di quella frase non è certo passato inosservato. Ieri il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, nonché il Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno accusato il leader supremo iraniano di proporre lo sterminio degli ebrei usando le stesse parole di Hitler.

La risposta di Khamenei

Non si è fatta attendere la risposta di Khamenei il quale con un twett precisa che “eliminare il regime sionista (Israele n.d.r.) non significa eliminare gli ebrei”. Secondo il nazista persiano gli iraniani non sono contro gli ebrei. Certo, aggiungo io, a patto che non si difendano e si lascino sterminare nella loro terra. Insomma, gli ebrei vanno bene solo se sono morti oppure se non si difendono. “Questo vuol dire eliminare Israele e accadrà” conclude Khamenei.

Naturalmente la cosa è passata del tutto inosservata su quei media che amano così tanto gli Ayatollah iraniani. Il successore della Mogherini, Josep Borrell, che tanto ama i nazisti iraniani, ci è allegramente passato sopra. A parte Pompeo e Netanyahu nessun politico occidentale si è sentito il dovere di rispondere a Khamenei e alla gravità delle sue parole. Evidentemente, chi tace acconsente.