Nonostante l’ottimismo mostrato nelle ultime ore dal presidente ugandese, Yoweri Museveni, sulla epidemia di Ebola in Uganda, non sembra che la stessa stia effettivamente rallentando né sembra essere sotto controllo.

Fino ad ora l’epidemia di ebola in Uganda, di ceppo “Sudan” quindi senza un vaccino testato come nel caso del ceppo Zaire, avrebbe fatto registrare 141 casi e 55 vittime anche se non è chiaro s nel computo delle vittime vi siano anche le 11 tutte appartenenti alla stessa famiglia uccise dal virus nel distretto di Kasanda.

Non è nemmeno chiaro se nel conteggio dei contagi vi siano i nuovi casi di Kampala e di Jinja. Mai il virus Ebolaera arrivato nella zona orientale dell’Uganda né così a sud.

Sembra quindi piuttosto strano che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non abbia ancora messo in quarantena il Paese che, chiaramente, non ha l’epidemia sotto controllo.

Per adesso gli unici distretti ad essere in quarantena sono rimasti quelli Mubende e Kasanda, epicentro della epidemia, per altro con un sistema di controllo decisamente poco affidabile. Non sono più in quarantena i distretti di Bunyangabo e Kagadi dove secondo le autorità ugandesi non ci sarebbero più casi di Ebola. Decisione che sembra molto affrettata.

Il ceppo Sudan di Ebola è meno trasmissibile degli altri ceppi conosciuti.

L’incubazione di Ebola può andare da 2 a 21 giorni, a cui fa seguito generalmente un esordio acuto caratterizzato da febbre, astenia, mialgie, artralgie e cefalea. Con il progredire della patologia possono comparire astenia profonda, anoressia, diarrea (acquosa talvolta con presenza di muco e sangue), nausea e vomito.