Ecco chi sono i peggiori nemici di Israele

Ancora incitamento all’odio contro Israele nascosto dietro il paravento della difesa dei Diritti Umani. Bernie Sanders ed Elizabeth Warren senza vergogna alla conferenza nazionale di J Street. Un vero condensato di antisemitismo

Tutti noi crediamo che i peggiori nemici di Israele siano gli Ayatollah iraniani o più in generale quei musulmani integralisti che pensano che gli ebrei debbano essere sterminati.

Sbagliato, per assurdo i peggiori nemici di Israele sono quelli che si riempiono la bocca di parole come “diritti umani”, di “giustizia” e di “libertà”.

Sono i peggiori perché sono i più infimi, sono quelli da cui non ti aspetteresti mai un attacco contro l’unica democrazia in Medio Oriente. A volte sono loro stessi ebrei.

Un caso eclatante è la conferenza nazionale (quest’anno virtuale) di J Street in corso in questi giorni.

J Street, molto comicamente, si autodefinisce “una organizzazione americana filo-israeliana che vuole promuovere la pace tra israeliani e palestinesi”.

In realtà è un lobby fortemente anti-israeliana che non ha mai lavorato per la pace, al contrario, ha da sempre lavorato univocamente contro Israele.

Ieri ne abbiamo avuto l’ennesima prova quando J Street ha dato ancora una volta la parola a due dei più acerrimi nemici di Israele: Bernie Sanders ed Elizabeth Warren.

I due senatori democratici hanno usato il palco di J Street per chiedere la regolamentazione degli aiuti statunitensi a Israele.

In buona sostanza, Bernie Sanders ed Elizabeth Warren chiedono che gli aiuti ad Israele debbano essere trattenuti o, al contrario, elargiti a seconda della politica israeliana nei confronti dei palestinesi.

Tradotto meglio, chiedono che gli aiuti ad Israele debbano essere elargiti a condizione che gli israeliani non si difendano dagli attacchi terroristici palestinesi.

La scusa (o copertura) sono sempre i cosiddetti “insediamenti”. Dice la Warren, «se vogliamo seriamente arrestare l’espansione degli insediamenti e aiutare a portare le parti verso una soluzione a due stati, allora sarebbe irresponsabile non considerare tutti gli strumenti che abbiamo a nostra disposizione» tra cui appunto il ricatto.

  • Continuando a fornire aiuti militari senza restrizioni, non forniamo alcun incentivo a Israele per modificare la rotta

Infatti aggiunge che una di questi è quello di limitare gli aiuti militari a Israele. «Continuando a fornire aiuti militari senza restrizioni, non forniamo alcun incentivo a Israele per modificare la rotta». Insomma, usare gli aiuti militari come ricatto.

È della stessa opinione Bernie Sanders il quale conferma che visto che gli Stati Uniti forniscono una grande quantità di aiuti a Israele «gli Stati Uniti hanno il Diritto di dire per cosa possono essere usati e per cosa non possono essere usati» ha detto il senatore democratico ebreo.

«In termini di aiuti a Israele, a mio avviso, il popolo americano non vuole che il denaro venga utilizzato per sostenere politiche che violano i diritti umani e trattano il popolo palestinese come esseri umani di seconda classe» ha poi concluso Sanders.

E siamo quindi alle solite: israeliani cattivi, palestinesi buoni. Manca solo che dicano che Hamas è la resistenza palestinese e che quindi fa bene a fare attentati terroristici e siamo al completo.

La realtà è che i peggiori nemici di Isrele, quelli dai quali a Gerusalemme si devono guardare bene, sono coloro che dicono di essere difensori dei Diritti Umani ma non difendono i palestinesi da Hamas o dal dittatore Abu Mazen, non protestano quando con gli aiuti americani vengono pagate le famiglie dei terroristi.

I peggiori nemici di Israele sono gli ipocriti che non hanno il coraggio di dire che il loro credo non è la difesa dei Diritti Umani ma il continuo incitamento all’odio verso Israele e gli ebrei.

Posted by
Franco Londei

Politicamente non schierato. Voto chi mi convince di più e questo mi permette di essere critico con chiunque senza alcun condizionamento ideologico. Sionista, amo Israele almeno quanto amo l’Italia. Studio tutto quanto riguarda il Medio Oriente e l’Africa centrale.

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