Fugge il figlio del fondatore di Hamas. Rivelazioni esplosive a TV israeliana

In una clamorosa intervista a Channel 12 il figlio del fondatore di Hamas spara a zero sulla corruzione insita nel gruppo terrorista e denuncia che dalla Turchia raccolgono informazioni per gli iraniani

Suheib Yousef, figlio del co-fondatore di Hamas, Sheikh Hassan Yousef, nonché fratello di Mosab Yousef, noto anche come il “Principe Verde” per i suoi sforzi nell’aiutare lo Shin Bet a sventare attacchi terroristici, è fuggito dalla sede di Hamas in Turchia e ha rilasciato ad una TV israeliana una intervista a dir poco esplosiva sulle attività di Hamas.

Non capita tutti i giorni che un pezzo grosso di Hamas lasci il gruppo terrorista e poi si rivolga ad una TV israeliana per raccontare la sua storia. Così quando a Channel 12 è arrivata la telefonata di Suheib Yousef erano tutti increduli. L’intervista che ne è uscita è davvero esplosiva.

Hamas lavora per l’Iran non per il bene del suo popolo

Il giornalista di Channel 12 ha incontrato Suheib Yousef nei pressi di una moschea di un paese asiatico dove si è rifugiato per sfuggire alla vendetta dei terroristi. Presentatosi come un “membro del ramo politico di Hamas” nella sede in Turchia, ha svelato alcuni retroscena a dir poco inquietanti.

«Hamas gestisce operazioni militari e di sicurezza sul suolo turco sotto la copertura della società civile», ha detto Yousef. «Hanno centri di sicurezza da cui operano usando apparecchiature di ascolto avanzate per ascoltare persone e leader (palestinesi) a Ramallah» ha continuato. «Hanno attrezzature avanzate e programmi per computer per farlo».

Alla domanda se Hamas avesse ascoltato anche le conversazioni telefoniche israeliane, ha risposto di sì, ma non ha voluto fornire ulteriori dettagli. Yousef ha detto che i terroristi hanno anche preso di mira altri paesi arabi.

«Stanno lavorando per un’agenda straniera. Questo non è per la causa palestinese» ha detto il figlio del fondatore di Hamas. «Vendono le informazioni all’Iran in cambio di assistenza finanziaria», ha detto svelando anche che il denaro arriva attraverso banche turche.

Nell’intervista a Channel 12 ha raccontato che Hamas usa la sua base in Turchia anche per arruolare terroristi in Cisgiordania, compresi i bambini, per compiere attentati contro gli israeliani.

Una delle cause principali che lo hanno spinto a lasciare Hamas è quella che mentre a Gaza la gente soffre, i leader di Hamas vivono nel lusso più sfrenato.

«I leader di Hamas in Turchia vivono in alberghi lussuosi e strutture di lusso, i loro bambini frequentano costose scuole private. Hanno tra i quattro e i cinquemila dollari al mese, hanno guardie, piscine, frequentano i country club» ha detto ancora un arrabbiatissimo e deluso Suheib Yousef.

«Quando vivevo in Turchia sono rimasto shoccato dal comportamento dei leader di Hamas. Mangiano nei migliori ristoranti dove un pasto costa 200 dollari e si invitano a vicenda. Spendono 200 dollari per persona per un singolo pasto quando a Gaza la gente è costretta a vivere con 100 dollari al mese».

«Sono cresciuto con Hamas, credevo in Hamas. Ma quando ho visto la corruzione che c’è nella sua leadership ho deciso di andarmene». Alla domanda se temesse per la propria vita ha risposto rassegnato che, si, teme di essere ucciso ma se così deve essere così sarà.

Una storia molto particolare

Quella di Suheib Yousef è una storia molto particolare e sotto certi aspetti avvincente. Suo padre era Sheikh Hassan Yousef, co-fondatore di Hamas. Suo fratello è Mosab Yousef, noto anche come il “Principe Verde”, persona che per un decennio ha lavorato segretamente per lo Shin Bet prima di fuggire in America dove si è convertito al cristianesimo e ha scritto il famoso libro “Son of Hamas”, il figlio di Hamas.

Suheib Yousef prese le distanze dal fratello Mosab e continuò a lavorare per Hamas, almeno fino a pochi giorni fa quando a seguito della sua fuga chiamò Ohad Hemo, corrispondente per gli affari palestinesi di Channel 12 e si propose per l’intervista che potete vedere di seguito.

«A differenza di mio fratello, non ho mai lavorato per Israele», ha tenuto a precisare. «Non ho mai tradito Hamas, ero leale con loro e credevo nella causa».

Poi l’invito al padre e agli altri leader di Hamas. «Invito i leader di Hamas, incluso mio padre, a dimettersi da questo movimento corrotto», ha detto. «Sono sicuro che anche mio padre sa che ci sono molti membri corrotti nel movimento» ha poi concluso.

«Il problema a Gaza è che Hamas si aggrappa al potere con la forza. Se Hamas avesse rinunciato al potere, non ci sarebbero stati problemi», ha poi aggiunto accusando i leader corrotti del gruppo di usare il popolo di Gaza come carne da macello per le loro ambizioni.

«Perché non mandano i propri figli a compiere attacchi? Perché il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, non va al recinto per lanciare pietre?» ha detto riferendosi alle proteste settimanali lungo il confine tra Gaza e Israele.

«In che modo Hamas beneficia di questi attacchi?» aggiunge. «In nessun modo. È solo una organizzazione terroristica razzista pericolosa per il popolo palestinese» ha poi concluso.