Gaza: dopo missile su Sderot Israele reagisce. Colpiti obiettivi di Hamas

L’attacco ordinato in risposta al lancio di un missile che ieri sera ha colpito una scuola a Sderot. Pressioni su Netanyahu per “azioni risolutive”

Durante la notte scorsa aerei israeliani hanno colpito diversi obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza in risposta al lancio di un missile che ieri sera ha colpito una scuola religiosa a Sderot.

Secondo il comando delle IDF i jet israeliani avrebbero colpito «diversi bersagli terroristici, comprese strutture e complessi militari».

Tra gli obiettivi colpiti c’è anche base appartenente al Comando Navale di Hamas che stando ai media palestinesi sarebbe andata completamente distrutta.

«L’attacco è stato deciso come risposta al lancio di un razzo che ieri sera ha colpito una scuola religiosa a Sderot» ha detto un portavoce delle IDF.

Secondo l’agenzia di stampa Shehab, collegata a Hamas, i jet israeliani hanno colpito una struttura navale vicino a Khan Younis nella parte meridionale di Gaza, oltre ad altri obiettivi ad est di Gaza City.

Ieri sera un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza aveva colpito una scuola religiosa di Sderot che per fortuna a quell’ora era quasi vuota visto che gli studenti erano rientrati a casa per il fine settimana. I danni alla scuola sono evidenti e solo per un caso non ci sono state vittime o feriti.

Pressioni su Netanyahu per una azione risolutiva

Dopo l’ennesimo attacco terroristico contro il sud di Israele molti politici di quasi tutti gli schieramenti hanno chiesto al Premier, Benjamin Netanyahu, una “azione risolutiva” e di ordinare l’uccisione dei leader di Hamas.

Solo il Premier può ordinare alle squadre speciali dell’esercito o alla sezione Kidon del Mossad l’uccisione dei leader terroristici e sono in molti a chiedere a Netanyahu di agire in questa direzione, ma per il momento il Premier continua a sperare nella negoziazione che ONU ed Egitto stanno portando avanti con Hamas per una tregua a lungo termine.

Questo atteggiamento di Netanyahu viene sempre più apertamente criticato anche all’interno del suo stesso partito, il Likud.

Il timore che il Premier venga visto come “troppo debole” e che questa sensazione possa influire negativamente in vista delle elezioni di settembre preoccupa i leader del Likud.