Middle East

Gaza: le allucinanti dichiarazioni terroristiche di Navi Pillay (ONU)

Che l’Onu e in particolare il Consiglio dei Diritti Umani fosse schierato con i terroristi di Hamas non è certo una novità, ma fino ad ora non era mai venuto fuori in maniera smaccata e comunque mai con rabbia. A rompere la tradizione è stata il Commissario per i Diritti Umani dell’Onu, Navi Pillay.

Ieri, in una dichiarazione rabbiosa e piena di odio verso Israele, la Pillai se l’è presa con gli Stati Uniti colpevoli, a suo dire, di aver dato un miliardo di dollari a Israele per implementare il sistema Iron Dome.

Ora, siccome il sistema Iron Dome non è un sistema offensivo ma esclusivamente difensivo ed è prevedibile (o quantomeno auspicabile) che una donna nella posizione di Navi Pillay questo lo sappia perfettamente, per quale motivo la Pillay si arrabbia tanto?

«Non solo forniscono a Israele artiglieria pesante usata da Israele a Gaza – ha detto la Pillay nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri – ma hanno prestato quasi un miliardo di dollari perché Israele creasse una protezione contro i razzi per proteggere la popolazione civile israeliana. Una protezione su cui non possono contare i civili a Gaza». Insomma, secondo il ragionamento della Pillay siccome Hamas non protegge i propri civili, non lo dovrebbe fare nemmeno Israele. Siamo alla follia.

Nessuna menzione della Pillay sui miliardi spesi da Hamas per costruire i tunnel del terrore che potrebbero essere usati dalla popolazione civile per proteggersi, nessuna menzione al fatto che Hamas usi deliberatamente i civili come scudi umani per proteggere le proprie armi, poche parole sul fato che Hamas nasconda le armi nelle scuole dell’Onu. Per il commissario Onu dei Diritti Umani se Hamas usa la popolazione civile come scudi umani è perché non ha Iron Dome.

Non so se ci si rende conto di quanto siano pazzesche le dichiarazioni della Pillai, anzi, più che pazzesche sono semplicemente odiose, nel senso che sono dettate dall’odio verso Israele, per altro più volte dimostrato dalla istituzione che rappresenta. Israele non dovrebbe difendere la sua popolazione con Iron Dome e dovrebbero esserci migliaia di vittime israeliane solo per far contenta Navi Pillay. Per altro la Pillai giustificando Hamas insulta le tante vittime innocenti di questa guerra, persone costrette da Hamas a trasformarsi nella Iron Dome dei terroristi, un vero e proprio sistema di difesa fatto da carne umana, donne e bambini usati come carne da macello da Hamas. Questa volta Navi Pillay ha passato davvero il segno.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Noemi Cabitza

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15 Comments

  1. Un proverbio veneto, che non è il massimo della finezza ma rende bene l’idea, tradotto suona così: Quando la merda monta in scranno, o puzza o fa danno. Qui vediamo che può anche accadere che si verifichino entrambe le ipotesi.

  2. La stupidità risiede sugli scanni più alti della politica. Ritengo che Israele abbia usato con saggezza i fondi per la difesa del suo popolo.

  3. Questa “commissione” non e’ da prendersi sul serio. Purtroppo, x la stampa italiana, rappresenta la massima espressione del Vero.

  4. In realtà non dice proprio che gli israeliani non dovrebbero proteggersi, ma le sue dichiarazioni sono folli in ogni caso.

  5. Navi Pillay è notoriamente una paladina dei diritti umani. Da una ricerca su tutta la stampa internazionale non ho trovato nessuna dichiarazione simile a quanto nell’articolo “Gaza: le allucinanti dichiarazioni terroristiche di Navi Pillay (ONU)”. Potreste, cortesemente, riportare l’originale dell’affermazione e la fonte? Grazie

      1. Vorrei replicare, in maniera costruttiva, ai due commenti:
        1) “questa è l’ultima volta che pubblichiamo un commento del genere. Se non sapete usare la funzione di ricerca imparate. Solo per citarne un paio”. Mi spiegate l’attacco, l’astio immotivato che vi leggo?
        Relativamente al mio commento: conosco la versione italiana, pubblicata a fine luglio, su una dichiarazione avvenuta durante un consiglio UNHRC a Ginevra, in cui si diceva altro, sia a sfavore di Israele che di Hamas. L’affermazione è stata decontestualizzata da giornalisti che traducono solo una parte.
        Il mio commento è teso a chiarire, non a prendere posizioni.
        2) “Ma dove li prendete questi comici?” Di nuovo non comprendo il tono: comico quale offesa, o quale esaltazione del ruolo dell’umorismo per esaltare la verità, per cui comico è inteso in accezione pirandelliana – bergsoniana?
        Comunque, gentile Aaron: Pillay, mi sembra….non Lillay.
        A proposito di Pillay: ha difeso numerose cause dalla parte dei perseguitati. Ad oggi mi sembra che sia innegabile: se hai prove contrarie, ti pregherei di fornirmele. Lo dico non in tono accusatorio, ma di nuovo per progredire.

        1. 1) la scusa delle “fonti” è sistematica. Noi non facciamo copia-incolla dagli altri blog/siti le informazioni ce le cerchiamo. Oggi è più attendibile una notizia falsa che però ha molti link di una notizia vera senza riferimenti, e la cosa è stucchevole. Per fare un esempio, una foto della Siria spacciata per una foto di Gaza che diventa virale, diventa anche attendibile. E’ un po’ quello che succede alla informazione. In questo caso quello che ha detto la Pillay lo ha detto in contesto pubblico. Nessuno ha decontestualizzato nulla. E’ stata chiarissima.
          2) risponderà Aaron, ma per quanto ci riguarda dire che Navi Pillay è “notoriamente una paladina dei diritti umani” è un po’ come dire che Catherine Ashton è un buon ministro degli esteri. La Pillay è faziosa, è pro Hamas e fortemente anti-israeliana, tutte cose che la collocano all’opposto della difesa dei diritti umani.
          Ammettiamolo: ha sbrocccato ed è indifendibile

          1. 1) Premetto che condivido la confusione che il citizenship journalism può ingenerare, specie se manipolato dolosamente da qualche abile manovratore
            Aggiungo, relativamente alle fonti, che ero a Ginevra il 23 luglio. Ha asserito che c’era stata una presa di posizione americana, con attribuzione di risorse finanziarie, per una parte e non per l’altra. In data 31 non credo ci sia stata nessuna dichiarazione. Altrimenti sto leggendo male le informazioni.
            Considerate che non sono simpatizzante per nessuna delle due parti.
            2) la mia non è, di nuovo, una presa di posizione: Pillay mi sta anche poco simpatica. Ma le operazioni in Sudafrica e Ruanda son dati obiettivi; ultimamente le posizioni son estreme, o forse raccontate quali tali. Magari mi sbaglio.
            La Ashton ha una storia un po’ diversa…

          2. Credo che il sig Max falcone possa fare cosa utile a sé , ma soprattutto agli altri, se si accingesse a chiarire quali sono per lui i diritti umani e dove nel medio oriente eventualmente questi ultimi vengono per lo più violati o, al contrario, rispettati.
            Naturalmente fornendo degli opportuni indicatori in questa opera di definizione e di attribuzione, con la dovuta contestualizzazione.
            Sono sicuro, tra l’altro, che il sig. Falcone non intenderà mai il termine equidistanza con lo stesso significato che si attribuirebbe ad un brutto neologismo quale sarebbe il termine idemdistanza.
            Brutto, vero?
            Mantenere la stessa distanza significherebbe infatti essere talmente confuso oppure indifferente da non sapere che pesci pigliare.
            E non é certamente la condizione di una persona riflessiva e socraticamente padrona dei suoi impulsi quale appare essere il sig. Falcone.

  6. Cosa sono i diritti umani? Quando c’è un uomo che toglie la vita a un altro, lì c’è una violazione. Ma dobbiamo ancora percorrere molta strada, se un semplice commento rischia di generare tanto astio.

    Il resto è questione profondamente culturale. Ogni collettività ha la propria percezione del concetto di diritto umano. In medio-orientei c’è differenza di orientamento, setta, tradizione, cultura geografica. Ci sono poi gli arabi, i palestinesi, le etnie perseguitate dagli stessi fratelli. Dall’esterno, guardando con lenti occidentali, è facile parlare di violazione di un diritto. Idemdistante non potrebbe funzionare: equidistante porta con sé il concetto di relativismo, per cui si può ponderare la misura sulla base del contesto di riferimento. Qualsiasi tentativo di universalizzare il concetto di diritto umano porterebbe ad assolutismi. Gli assolutismi ideologici originano la violenza.

    Per chiudere, signor Milano, grazie molte per il socratico; non gradisco molto, invece, i titoli come “sig.”: sono Max. I titoli debbono essere guadagnati, e lei non sa se io meriti il titolo di signore, o se ne abbia di altri.
    Max

    1. Se ogni cultura é per definizione una monade autoreferenziale e così deve rimanere, già questa é una regola che rende impossibile la convivenza tra culture differenti sullo stesso pianeta e forse pure su pianeti diversi.
      L’esito sarà comunque che qualcuno dominerà qualcun altro.
      Anche perché l’ arte della negoziazione basata sul rispetto dell’altro può anche non essere universale o avere forme troppo diverse o addirittura non essere compatibile con l’autoreferenzialità.
      Oppure semplicemente é una questione di rapporti di forza.
      Il risultato pertanto non cambia.
      Mi domando spesso se sia verosimile che alcuni vivano davvero in una certa forma di disimpegno.
      Una specie di rifugio che non preveda mai l’uso del comparativo di maggioranza per potere esprimere delle valutazioni, se non addirittura delle preferenze.
      Non saranno valutazioni di valore universale, ma saranno almeno le proprie
      Mi creda, Max, non si tratta di astio.
      E’ semplice curiosità suscitata dalla sua discrezione.

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