Middle East

Gaza: più bastone e meno carota

Appena nominato Ministro della Difesa Avidgor Lieberman aveva detto che per Gaza avrebbe usato la politica del bastone e della carota, durissimo con i terroristi, malleabile con le richieste della popolazione. Dopo la nomina di Yahya Sanwar alla guida di Hamas quella politica non ha più alcun senso.

Quando a guidare Hamas erano Khaled Mashal e Ismail Haniyeh quel tipo di politica aveva un minimo di senso in quanto i due leader tenevano in considerazione il lato politico di Hamas, certo un lato minimale rispetto alle caratteristiche violente del movimento islamista, ma che comunque apriva spiragli percorribili per soluzioni alternative alla guerra. Con la scelta di Yahya Sanwar i terroristi di Hamas hanno deciso invece di accantonare definitivamente il lato politico e di percorrere quello a senso unico della guerra con Israele.

Ogni giorno a Gaza entrano da Israele centinaia di camion di aiuti umanitari destinati alla popolazione. Persino il Qatar, che rimane il maggior donatore arabo per quanto riguarda la Striscia di Gaza, ha dovuto ammettere che per ricostruire Gaza aveva bisogno di Israele e che gli israeliani si stavano comportando in maniera ineccepibile a differenza della ANP e di Hamas. Ma la scelta fatta da Hamas è chiara, lampante, e non prevede alcuno spazio di trattativa, taglia ogni tipo di speranza in merito a soluzioni alternative alla guerra. L’obiettivo di Yahya Sanwar è la guerra non gli accordi politici, non la ricostruzione di Gaza o il benessere della popolazione. Egli è concentrato unicamente sulla preparazione di un nuovo conflitto.

Ora ci si chiede se ha senso continuare a inondare la Striscia di Gaza con aiuti umanitari che puntualmente verranno usati da Hamas per preparare la prossima guerra con Israele, per costruire i tunnel del terrore e per acquistare armi con le quali attaccare lo Stato Ebraico. Quel flebile barlume di speranza di riuscire a evitare un’altra guerra si è spento con la nomina di Yahya Sanwar. Non è una previsione, è una certezza.

Coloro che continuano a chiedere a Israele di aprire maggiormente le maglie del blocco su Gaza chiedono una cosa che va contro ogni legge di guerra. Quale Stato in guerra aiuta i propri nemici? Nella storia del mondo non si è mai visto. Eppure fino a ieri gli unici aiuti ricevuti dalla popolazione di Gaza sono arrivati da Israele. Nemmeno uno Stato arabo come l’Egitto ha fatto per la popolazione di Gaza quello che ha fatto il COGAT. Anche questo è un dato di fatto.

Dati di fatto alla mano la cosa più logica da fare per Israele è di interrompere qualsiasi aiuto a Gaza per il semplice fatto che ogni aiuto, anche minimo, finirebbe per aiutare Hamas a preparare il prossimo conflitto con lo Stato Ebraico, ogni aiuto a Gaza è un aiuto ad Hamas, ogni aiuto a Gaza è una minaccia per la popolazione israeliana. Meno carota e più bastone.

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