Genocidio armeno: lo storico schiaffo americano alla Turchia

Con uno storico voto ieri la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che riconosce ufficialmente il genocidio armeno, una mossa simbolica ma senza precedenti che ha fatto letteralmente infuriare la Turchia.

Con 405 voti a favore e soli 11 contrari la camera degli Stati Uniti ha quindi riconosciuto il genocidio armeno avvenuto per mano dei turchi tra il 1915 e il 1916 costato la vita a 1,5 milioni di armeni.

La Camera dei rappresentanti ha approvato anche un pacchetto di sanzioni contro la Turchia per l’operazione in Siria, anche questa con una schiacciante maggioranza bipartisan (403 a favore, 16 contrari), un rimprovero bipartisan anche alla politica del Presidente Trump.

In molti, sia democratici che repubblicani, hanno visto nell’attacco turco contro i curdi un parallelo inquietante con il genocidio armeno.

La reazione turca non si è fatta attendere. Il Ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, ha immediatamente twittato tutto il suo disappunto. «Questa vergognosa decisione di coloro che sfruttano la storia in politica è nulla per il nostro governo e il nostro popolo» ha scritto Cavusoglu su Twitter

Fino ad ora tutte le amministrazioni americane, timorose di offendere la Turchia, avevano efficacemente sostenuto la posizione del governo turco opponendosi al passaggio delle risoluzioni congressuali sul genocidio armeno e opponendosi all’uso della parola “genocidio”.