Mentre l’attenzione della comunità internazionale era concentrata sui piani di negoziazione tra Russia e Ucraina e sull’impegno americano in questa materia, i capi di Stato dell’Unione Africana e dell’Unione Europea si sono riuniti in Angola in occasione del settimo vertice UE-UA per rafforzare il partenariato e il multilateralismo tra i continenti. Il vertice ha riunito 82 paesi con una popolazione di quasi 2 miliardi di persone. L’incontro dei leader si è concentrato sulle relazioni commerciali con l’obiettivo principale di aumentare l’impegno europeo in termini di investimenti diretti in Africa.
Nel contesto della politica di pace e sicurezza, Antonio Costa (Presidente del Consiglio europeo) ha affermato che è necessario rafforzare le relazioni tra le due parti per mantenere l’ordine internazionale in Ucraina, Palestina, Sudan, Repubblica Democratica del Congo e in altre guerre in tutto il mondo, sottolineando l’importanza di rispettare la Carta delle Nazioni Unite e di risolvere pacificamente i conflitti.
Inoltre, l’UA e l’UE si sono impegnate a intensificare la cooperazione per affrontare le sfide regionali, concentrandosi sul sostegno alle operazioni di pace guidate dall’Africa e sul rafforzamento del meccanismo di prevenzione dei conflitti nell’ambito dell’Architettura africana per la pace e la sicurezza (APSA).
I capi di Stato hanno affrontato, in una prospettiva più ampia, gli aspetti economici. I partecipanti hanno convenuto di accelerare l’attuazione dell’Area di libero scambio continentale africana (AfCFTA). Di conseguenza, l’UE ha negoziato accordi commerciali preferenziali con 19 paesi africani, il che significa che oltre il 90% delle esportazioni africane entra nel mercato dell’UE di 450 milioni di consumatori senza dazi all’importazione. Inoltre, hanno chiesto una riforma dell’infrastruttura internazionale del debito per ridurre l’onere del debito dei paesi africani. Inoltre, il vertice ha sottolineato i progressi compiuti nel pacchetto di investimenti Global Gateway, che ha previsto un programma da 150 miliardi di euro per sostenere i paesi africani nel rafforzamento della crescita e nell’accelerazione delle transizioni climatica e digitale. In questo settore, uno dei progetti cruciali in cui Bruxelles sta investendo è il Lobito Corridor, un progetto ferroviario e infrastrutturale di 1.300 chilometri che collega le zone ricche di minerali della Repubblica Democratica del Congo e dello Zambia alla costa atlantica. Ciò è legato al fatto che l’Unione Europea cerca di assicurarsi i minerali critici necessari per la transizione verde e la produzione di beni elettronici, con l’obiettivo principale di ridurre la dipendenza europea da Pechino.
Per quanto riguarda la questione climatica, i leader si sono impegnati a proseguire la loro cooperazione strategica nel settore energetico attraverso l’iniziativa Africa-Europa per l’energia verde, che mira a fornire almeno 50 GW di elettricità da fonti rinnovabili a 100 milioni di persone entro il 2030. Entrambe le parti hanno riconosciuto l’urgente necessità di affrontare l’insicurezza alimentare causata dai cambiamenti climatici, dai conflitti e dalla volatilità del mercato globale e hanno concordato di aumentare la collaborazione sulla riforma delle Nazioni Unite, compresa una maggiore rappresentanza africana nel Consiglio di sicurezza.
Inoltre, l’UE continuerà a sostenere la digitalizzazione dei servizi pubblici e l’imprenditoria digitale in Africa. Si sono inoltre impegnati a rafforzare la cooperazione per prevenire la migrazione irregolare con l’obiettivo principale di migliorare la gestione delle frontiere e combattere la tratta di esseri umani e le reti di traffico illecito.
Il vertice ha rafforzato in modo significativo la collaborazione multilaterale tra le due parti, un passo fondamentale data la crescente presenza della Cina in Africa e l’imprevedibilità della politica statunitense. Bruxelles vorrebbe rafforzare il partenariato con l’Africa per aumentare la diversificazione commerciale, che porta vantaggi reciproci. Questa direzione dovrebbe essere mantenuta e intensificata, poiché il continente africano ha un enorme potenziale economico (vale la pena ricordare che il 40% della sua popolazione ha meno di 15 anni), in netto contrasto con l’invecchiamento demografico dell’Europa. Certamente, questo vertice dovrebbe essere percepito almeno come una dichiarazione politica che l’Unione europea mantiene la sua presenza in Africa piuttosto che abbandonarla. Questo annuncio è un inizio promettente, ma è giunto il momento di passare dagli impegni all’attuazione.

