Middle East

Guerra Gaza: il pericoloso doppio gioco di Abu Mazen

Abu Mazen sta giocando con il fuoco. Mentre alle riunioni internazionali cerca di passare per colomba, in casa sua gioca a fare il falco e addirittura arriva a definire il conflitto tra Israele e Hamas una “guerra di religione”.

Lo ha scoperto Palestinian Media Watch (PMW) monitorando le pagine ufficiali di Al Fatah nelle quali si leggono dichiarazioni attribuite ad Mahmud Abbas (alias Abu Mazen) che non solo chiamano alla terza intifada ma addirittura alla guerra di religione.

In un discorso in cui parlava della guerra tra Israele ed Hamas, Abu Mazen ha concluso citando il primo versetto del Corano che permette ai musulmani di condurre una guerra nel nome di Allah, lo stesso versetto citato da Arafat alla vigilia della seconda intifada. La cosa è stata ripresa dalla pagina Facebook di Al Fatah lo scorso 22 luglio (nota 1 in coda all’articolo).

Come fanno notare sempre quelli di PMW presentare un conflitto come una guerra di religione è molto pericoloso. Lo fece Arafat in occasione della famosa visita di Ariel Sharon al Monte del Tempio scatenando la seconda intifada. Nel 2012 il più importante rappresentate religioso della Autorità Nazionale Palestinese (ANP), il Mufti Muhammad Hussein, dichiarò che “uccidere gli ebrei era un obbiettivo religioso” e si è visto come gli attacchi agli ebrei siano saliti sensibilmente non solo in Palestina.

Dopo il discorso di Abu Mazen è così cresciuto anche il coinvolgimento di Al Fatah che arriva addirittura a rivendicare l’uccisione di un soldato israeliano a Hebron (nota 2 e 3 in coda all’articolo), notizia di cui francamente non se ne sa nulla. Aumentati anche i messaggi sui social network nei quali si chiede alla popolazione palestinese di armarsi e contribuire alla lotta.

E’ un gioco molto pericoloso quello che sta facendo Abu Mazen che oltre ad essere il Presidente della ANP è anche leader di Al Fatah che, lo ricordiamo, come Hamas ha nel suo statuto la distruzione di Israele, una cosa questa troppo spesso dimenticata dai buonisti occidentali. La chiamata alle armi è stata fatta con una serie di messaggi e fotografie su Facebook nelle quali, tra le altre cose, si chiede di “aumentare la resistenza attraverso una escalation in tutto il mondo, aumentare il boicottaggio e le azioni contro Israele. Chi verserà il suo sangue sarà considerato un Martire e conquisterà il paradiso”.

[dashicons type=”admin-post”] Nota 1President [Mahmoud Abbas] concluded his brief speech with the first verse of the Quran that permits Muslims to wage war for Allah.” [Facebook, “Fatah – The Main Page”, July 22, 2014]

[dashicons type=”admin-post”] Nota 2The Al-Aqsa Martyrs’ Brigades (Fatah’s military wing) claims responsibility for the attack on a Zionist military vehicle near Gush Etzion, south of Bethlehem. The [Brigades’] cell returned safely to its base. [The Brigades] announce a general draft for their ranks in the occupied West Bank, to respond to the occupation’s crimes.” [Facebook, “Fatah – The Main Page,” July 22, 2014]

[dashicons type=”admin-post”] Nota 3The Al-Aqsa [Martyrs’] Brigades (Fatah’s military wing) claim responsibility for the killing of an Israeli soldier during clashes in Hebron [Facebook, “Fatah – The Main Page,” July 23, 2014]

Di seguito alcuni screenshot ripresi da PMW dalla pagina Facebook di Al Fatah

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F. [glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter
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3 Comments

  1. Esprimo un’ impressione personale.
    Mi sembra che Abu Mazen sia solo la controfigura di un leader, peraltro ampiamente dimezzato, per non dire del tutto inesistente.
    Quello che costui pensa realmente non ha alcuna importanza, in quanto la posizione dei Palestinesi é già tracciata e non dipende da lui.
    Non esiste tra i Palestinesi una linea della trattativa per arrivare alla solita litania dei due Stati per due popoli.
    Questa litania é una gentile attribuzione occidentale di comodo per fingere che esista una soluzione pacifica accettata da entrambe le parti.
    E in questo modo si può così eventualmente criminalizzare Netaniyau o qualunque Governo di Israele con l’accusa di essere guerrafondaio.
    Per capire quale sia la vera e unica linea palestinese basta rendersi conto che nessuna delle loro organizzazioni di rappresentanza potrà mai esser soddisfatta dalla creazione di un piccolo stato smilitarizzato che accetti di convivere accanto un colosso economico e militare come lo Stato ebraico, indipendentemente dal carattere pacifico di quest’ultimo.
    Il benessere del popolo infatti a questa dirigenza – comunque radicata nella società palestinese- non interessa affatto.
    Abu Mazen trae legittimità esterna dal suo carattere “moderato”, che però non gli da legittimità interna.
    Per legittimarsi internamente deve avvicinarsi ad Hamas, che sicuramente ha una capacità di mobilitazione – nonché militare- enormemente superiore.
    Pertanto Abu Mazen con metà della faccia recita il ruolo moderato per l’esterno e con l’altra metà recita il ruolo opposto per l’interno.
    Se non fosse una tragedia, emergerebbe primariamente, se non esclusivamente, il carattere comico di questo personaggio per la posizione che tiene.
    Può far venire in mente il comico americano Red Skelton che in un vecchio film ambientato nella guerra di secessione camminava tra i due fronti armati con metà uniforme sudista e metà nordista per non farsi sparare da nessuno. Solo che poi ci fu un colpo di vento…
    Tornando alla posizione dei palestinesi, mi sembra ormai chiaro che costoro -almeno chi conta- consideri la presenza di Israele in quella regione come la presenza dei Francesi in Algeria.
    Questa guerra, sotto tutte le forme e le finzioni possibili, potrà terminare per costoro soltanto con l’eliminazione di Israele.
    Il che non esclude che , anche in caso di successo, non inizino poi ad ammazzarsi tra di loro per il potere.
    Altro che due Stati per due popoli.

  2. Seguo da diverso tempo il sito di AlFatah e non ho mai visto gli screenshots da voi pubblicati.

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