Guerra in Ucraina: l’inganno di Trump

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Franco Londei - Editor

Putin ha ancora come minimo 50 giorni per bombardare a tappeto l’Ucraina e cercare di piegare quel popolo eroico che gli resiste ormai da 1.297 giorni.

Cinquanta giorni, questo è il cosiddetto “ultimatum” dato dal sig Donald Trump al criminale di guerra Vladimir Putin per chiudere i conti con Kiev o raggiungere un accordo di cessate il fuoco.

Gli analisti, tutti concentrati sul fatto che Trump ha fatto concessioni sulle armi non notano il sostanziale via libera dato a Putin a massacrare gli ucraini. Perché 50 giorni sotto droni, bombe plananti e missili, sono una infinità che vanifica qualsiasi concessione data sulle armi difensive.

È subdolamente ingannevole quello che ha fatto il sig. Trump. Da un lato sembra concedere (in realtà fa un affare e vende armi) dall’altro concede a Putin abbastanza tempo da vanificare la concessione all’Ucraina. E c’è chi lo ritiene uno stupido.

A Kiev lo hanno capito che è solo un mezzo per dare tempo a Putin di raggiungere i suoi obiettivi. Che poi l’inganno è davanti agli occhi di tutti. Qualche giorno fa proprio Trump affermava che Putin lo aveva avvisato di una imminente offensiva e lui cosa fa? Invece di bombardarlo di sanzioni gli concede cinquanta giorni di tempo per la sua offensiva.

Siamo di fronte a uno degli inganni più sporchi e cinici della storia moderna. Il delinquente della Casa Bianca fa credere ad un ravvedimento operoso su Putin mentre in realtà gli da mano libera per quasi due mesi. E fa pure business sulle armi tra gli applausi dei creduloni trumpiani. Aspettando l’offensiva russa.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo