Hormuz: l’Iran prende di mira sei navi. Continua il blocco americano

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Sarah G. Frankl - Writer

Gerusalemme, Israele (Rights Reporter) – La radio di Stato iraniana, citando una fonte ben informata, ha riferito che lunedì mattina sei imbarcazioni definite “trasgressori” hanno tentato di disattivare i propri sistemi di navigazione e posizionamento, presumibilmente su diretta istigazione delle forze armate statunitensi, per transitare lungo quella che è stata definita una “rotta illegale e pericolosa a sud dello Stretto di Hormuz”. La fonte ha confermato che una di queste imbarcazioni è rimasta coinvolta in un incidente, mentre le autorità sono riuscite a respingere le altre cinque, impedendo loro di proseguire.

In un contesto correlato, l’Agenzia di radiodiffusione iraniana ha sottolineato la posizione ufficiale, affermando: «Come già annunciato in precedenza, la rotta attraverso lo Stretto di Ormuz è quella designata esclusivamente dall’Iran. Tutte le altre rotte sono contaminate e non portano da nessuna parte», indicando il rifiuto di Teheran di qualsiasi altra rotta marittima al di fuori della diretta supervisione e regolamentazione iraniana in quella regione strategica vitale.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) interviene e attua il blocco

D’altra parte, il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha confermato che il blocco navale statunitense contro l’Iran rimane pienamente in vigore. Secondo dichiarazioni ufficiali, al 25 luglio il CENTCOM aveva dirottato 12 navi commerciali che tentavano di violare il blocco, messo fuori uso due navi commerciali per non aver ottemperato alle istruzioni e effettuato l’abbordaggio di altre due navi per garantire il pieno rispetto delle risoluzioni e delle misure imposte.

Per quanto riguarda gli sviluppi sul campo, le forze statunitensi hanno completato oggi un’ispezione approfondita e l’abbordaggio della petroliera “M/T Charminar”, registrata alle Comore, nelle acque del Mar Arabico; al termine delle procedure di sicurezza, alla petroliera è stato consentito di proseguire il proprio viaggio.

Intercettazione di altre petroliere e escalation delle tensioni marittime

Nell’ambito delle operazioni in corso per far rispettare il blocco, il 24 luglio le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno bloccato un’altra petroliera, la M/T Lavine, registrata in Mozambico, nel Golfo di Oman. Questa azione decisiva è stata intrapresa dopo che l’equipaggio della nave aveva tentato ripetutamente di violare il blocco navale e aveva ignorato i ripetuti avvertimenti. Le autorità militari statunitensi hanno confermato che la nave non trasportava più alcun carico destinato all’Iran.

Questi successivi sviluppi sul campo riflettono la gravità della tensione nelle vie navigabili vitali del Golfo Arabico e del Mar Arabico, in un contesto caratterizzato dai rigorosi sforzi statunitensi volti a imporre un blocco navale e dal continuo scontro politico e mediatico iraniano sulla sovranità della navigazione nello Stretto di Hormuz e nelle aree circostanti.

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Vive nel sud di Israele. Responsabile della redazione e delle pubblicazioni Breaking News. Cura i social di Rights Reporter. Esperta del settore informatico. Hacker Etica