Il nuovo fascismo trasversale. Quale regia dietro ai forconi?

13 Dicembre 2013

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A sentire i portavoce del movimento dei forconi la loro non sarebbe una protesta politicizzata, cioè non farebbero riferimento a nessuna ala politica e tantomeno a partiti specifici. In realtà non è proprio così anche se bisogna dire che la protesta è effettivamente trasversale e ingloba centri sociali di estrema sinistra e falange estremiste di destra, si passa dai leoncavallini a Capound senza colpo ferire.

In mezzo ci sono migliaia di persone che effettivamente hanno tutti i Diritti di protestare contro una classe politica di nominati che negli ultimi venti anni ha fallito e ha portato il Paese oltre il bordo del baratro, una classe politica di corrotti gestita dai sindacati e dalle varie lobby che invece di fare gli interessi della comunità hanno fatto quelli di “categoria”. Queste migliaia di persone disperate, alla canna del gas e legittimate dai fatti a protestare, sono però terreno fertile per quello che io chiamo il fascismo trasversale, un calderone di sigle di ogni colore politico che cerca di sfasciare il Paese e usa quella più che legittima rabbia per altri scopi tutt’altro che democratici.

E così mentre in diverse città si impone con la forza e le minacce la chiusura dei negozi, a Savona si vogliono bruciare i libri come fece Hitler nel 33, mentre alla Sapienza il Blocco Studentesco che fa capo a Casapound vuole democratizzare le istituzioni a suon di bombe carta a Piazzale Loreto gli estremisti di sinistra vogliono organizzare una finta impiccagione in stile Mussolini. C’è di tutto in questo movimento di protesta ma un unico comun denominatore: il fascismo trasversale, la volontà di sfruttare la legittima rabbia popolare per imporre poco democraticamente a tutti gli altri le proprie idee.

E’ singolare che la protesta sia iniziata pochi giorni dopo la visita dei rappresentati di Alba Dorata in Italia, è singolare che pochi giorni prima dell’inizio della protesta Grillo tornava a tuonare contro i politici abusivi e inaugurava l’hashtag #tuttiacasa, slogan poi ripreso dal movimento dei forconi. E’ singolare che la Santanchè abbia ammesso di aver incontrato i rappresentanti del movimento dei forconi (l’unica che ha capito chi sono) e che sono mesi che li segue, ma soprattutto che non abbia preclusione verso il M5S. Ed è ancora più singolare che dietro alle proteste milanesi ci sia Najat Tantaoui, già portavoce delle donne marocchine e vicina alla sinistra anche se il suo nome viene accostato da Google  alla pagina Facebook “Puro Islam Italiano puro” dove tra le altre amenità c’è un bel richiamo a sostenere Forza Nuova.

Najat-Tantaoui-accostamento-google

Insomma, abbiamo l’impressione molto forte che dietro a questo “movimento” eterogeneo dei forconi ci sia qualcosa di ben più definito di una protesta estemporanea e generalista. Abbiamo l’impressione che questa forma di fascismo trasversale usi e abusi della legittima rabbia popolare per puntare a ben altri obbiettivi e che una regia effettivamente ci sia.

Magari ci sbagliamo, magari siamo solo molto preoccupati e vediamo il fascismo ovunque, specie negli atti di violenza che non sono mancati e non mancheranno, ma francamente abbiamo smesso di credere alle favole da molto tempo e certamente non crediamo alle tante coincidenze. Non crediamo alla buona fede di Grillo quando chiama le forze dell’ordine alla insubordinazione e non crediamo che sia un caso che i cosiddetti forconi riprendano paro paro le parole del M5S. Fissazione anti-grillina? Non lo so, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende.

Carlotta Visentin

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