Rapporti Siria-Israele: si calma la situazione ma ancora minacce di Erdogan

Si calma la situazione tra Siria e Israele nonostante l'ingresso del Ministro della difesa israeliano in territorio siriano. Erdogan continua a minacciare e avverte che nessuno fermerà «la marcia gloriosa della Turchia»

In Israele si ritiene che i tentativi della Turchia di insediarsi nella zona dell’aeroporto di Idlib, nel nord della Siria, siano stati bloccati. Questa valutazione, basata su dati aggiornati ricevuti a Gerusalemme, rappresenta una svolta significativa rispetto alle stime e ai timori emersi nel corso dell’ultima settimana, dopo l’attacco dell’Aeronautica Militare israeliana all’aeroporto siriano di Asaad Al-Shaibani.

In risposta alla serie di eventi, il presidente turco Erdogan ha pubblicato oggi sui social media un messaggio minaccioso: «Chiunque pensi di poter fermare la Turchia con provocazioni e complotti, rimarrà deluso».

Il cambiamento nelle valutazioni della situazione arriva dopo gli sforzi compiuti nell’ultima settimana per allentare la tensione e placare gli animi. L’iniziativa ha comportato colloqui tra alti funzionari israeliani e le loro controparti in Turchia e Siria. La tensione ha cominciato ad attenuarsi, tra l’altro, a seguito di un incontro tenutosi tra Roman Gofman e il ministro degli Esteri siriano, il che ha portato a un cambiamento nella valutazione della situazione a Gerusalemme.

Parallelamente alla pubblicazione delle valutazioni, il ministro della Difesa israeliano Katz ha tenuto oggi una valutazione della situazione all’interno del territorio siriano. Katz è entrato nel Paese insieme al vicecapo di Stato Maggiore, Tamir Yadai, e al comandante del Comando Nord, il generale Rafi Milo, e ha ricevuto un resoconto dai comandanti operativi sul campo.

Durante la visita, il ministro della Difesa ha chiarito che Israele sta monitorando quanto sta accadendo nella zona dell’aeroporto che è stato attaccato e non esiterà a colpire nuovamente in quel punto, qualora la Turchia tentasse di tornare a insediarsi nella zona. «Abbiamo agito contro il tentativo turco di insediarsi in Siria, mettendo a rischio gli interessi di sicurezza di Israele; abbiamo chiarito la nostra posizione in modo inequivocabile e la manterremo anche in futuro», ha affermato Katz. Dopo la visita del ministro, il Ministero degli Esteri siriano ha pubblicato una dura condanna riguardo all’ingresso di Katz nel territorio nazionale.

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