Invece di raccogliere la sfida lanciata da Zelensky, e di presentarsi in Turchia, Putin si è messo a quattro zampe e ha annusato per 4 giorni il guanto di sfida. E’ ancora troppo esitante per morderlo e inghiottirne anche solo un singolo boccone.
Ansimante per lo sforzo, tutta la propaganda russa le sta provando tutte per cancellare il marchio del codardo dal paziente del Cremlino, che proprio non è riuscito a accettare la sfida del Presidente ucraino e a recarsi a Istanbul per colloqui diretti.
Quando uno ha paura, poco può essere fatto…
Non è che siano mancate nel tempo le dimostrazione della codardia di Putin, perciò non molti ne sono realmente sorpresi.
I “soliti” azzardano descrivere questo “tirare pacco” come una dimostrazione di forza e potenza.
In realtà siamo di fronte all’ennesimo caso in cui Putin lancia il sasso e subito nasconde la mano dietro la schiena.
Fatto è che lo hanno visto tutti.
Ovvero, quasi tutti, perché gli irriducibili che “non vogliono vedere” non vedrebbero nemmeno se ce l’avessero di fronte.
Il comportamento di Putin è decisamente comico.
Non è così che ci si comporta quando si riceve una sfida aperta a un vero duello se sei “un uomo vero”…
Non è così che ci si comporta SE si è il leader di una potenza mondiale (la Russia NON lo è, ma questa è la sua narrativa).
Questa è l’essenza brutale, spogliata di ogni retorica fiorita.
Nel frattempo, con il loro corredo di ciarpame, analisti politici e militari, sempre i soliti, ballano come pazzi attorno al fuoco sacro che arde a Istanbul.
E’ sbalorditivo: hanno gli occhi che girano come slot machine, le bave alla bocca, e le visioni mistiche.
Stanno elaborando profezie.


