Middle East

L’Iran inventa il “drone suicida”, arma creata per il terrorismo

Lo hanno definito il “drone suicida” ed è stato presentato in pompa magna alla recente esercitazione militare organizzata dai Pasdaran iraniani sullo Stretto di Hormuz denominata Mohammad Rasoulallah (Mohammad, il Messaggero di Dio). E’ un drone di dimensioni maggiori rispetto ai normali droni in quanto può portare al suo interno una grande quantità di esplosivo.

Militarmente parlando non è una macchina evoluta o pericolosa per gli obbiettivi militari in quanto oltre a essere di dimensioni maggiorate risulta essere molto lento, quindi è facilmente individuabile e abbattibile. Tuttavia rappresenta una minaccia letale per le navi civili e mercantili oltre naturalmente che per gli obbiettivi civili.

Il suo scopo non è quello di spiare o di colpire lanciando missili sui suoi bersagli ma è quello di schiantarsi con il suo carico di esplosivo sugli obbiettivi scelti. Una piccola telecamera posta sula muso permette all’operatore remoto di dirigerlo con precisione millimetrica sull’obbiettivo. Da qui la definizione di “drone suicida”.

Il drone suicida è finito sotto l’occhio della intelligence israeliana perché i Pasdaran nel presentarlo hanno detto chiaramente che intendono fornirne diversi esemplari sia a Hezbollah che ad Hamas. Ed è in questo caso che il drone suicida diventerebbe davvero pericoloso perché potrebbe essere lanciato dal Libano o dalla Striscia di Gaza su obbiettivi civili e colpirli con precisione prima di essere abbattuto. I Pasdaran lo hanno presentato con l’intenzione di mostrare al mondo che hanno i mezzi per bloccare lo Stretto di Hormuz lanciandolo contro navi civili e petroliere (che non hanno sistemi di difesa) ma la manifesta intenzione di consegnarne diversi esemplari ai terroristi fanno di questo drone una vera e propria arma pensata appositamente per condurre attacchi terroristici, un’arma terroristica a tutti gli effetti perché pensata per colpire obbiettivi civili non potendo colpire (per ovvie ragioni) obbiettivi militari.

Il drone suicida è l’evoluzione di un esperimento portato avanti da Hamas nei mesi scorsi quando testarono piccoli droni con esigue cariche esplosive, solo che è molto più grande. Non si conoscono ancora bene i dati tecnici (la distanza che può coprire e la quantità di esplosivo che può portare) ma secondo il Generale iraniano Hashma Allah Malka può diventare una “formidabile arma nelle mani giuste”.

Solo pochi giorni fa i Pasdaran avevano affermato di essere “ai confini di Israele” alludendo probabilmente alla loro presenza nel Libano del sud, e di essere pronti a scatenare l’inferno nello Stato Ebraico. Ora hanno un’arma in più per colpire i civili.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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6 Comments

    1. Certo, può succedere che sbagliano, ma non sono pensati appositamente per attaccare obbiettivi civili come invece è questo drone.

  1. ecco, commenti come quello di Vincenzo Mannello mi fanno andare in bestia. Questa gente si “indigna” per i bambini uccisi PER SBAGLIO dai droni americani e israeliani ma poi si guarda bene dall’indignarsi per i bambini uccisi VOLONTARIAMENTE solo perché andavano a scuola o perché riempiti di esplosivo. Non dice una parola sulle intere famiglie messe da Hamas in cima ai tetti delle case di Gaza a fare da scudi umani, non parla delle centinaia di migliaia di bambini uccisi da Assad o dall’Isis. Vedono solo Ammerika e i sionisti. i loro occhi sono pieni di odio. Dalle mie parti persone così si chiama paraculi ma può andare bene anche IPOCRITA

  2. Ha perfettamente ragione Marilena.
    Esiste un diffuso pregiudizio che tende a considerare Israele come un Moloch – un’entità maligna – che complotta contro la pace e la fratellanza universali. I palestinesi e i loro alleati sono riusciti a convincere buona parte del mondo che gli ebrei sono stati sempre degli usurpatori, che Israele è il male e per questo deve essere estirpato alle radici.
    Ma ci saranno sempre persone come noi che non se ne staranno zitte, pronte a dare manforte a Israele. Lo difenderemo come meglio possiamo con i nostri pensieri e sentimenti e coi nostri semplici mezzi.
    Shalom

  3. Vorrei invitarvi a porvi una domanda, mettendo da parte per un attimo le ideologie e le prese di posizione: che differenza c’é tra un drone e un missile?
    1) un drone é più lento di un missile
    2) un drone é più costoso di un missile
    3) é più facile abbattere un drone che colpire un missile
    Alla luce di queste considerazioni, questo drone suicida non mi sembra una brillante innovazione tecnologica in campo bellico, mi sembra un’idiozia. Se uno volesse colpire un obiettivo civile, sarebbe più facile (e meno costoso) farlo con un missile che non con un drone.
    Vi prego di correggermi se sbaglio.
    Colgo l’occasione per augurare a tutti voi un 2015 sereno e costruttivo.

    1. Non è proprio così Walter.

      Certo un drone è più costoso di un missile Qassam ma è molto meno costoso di un Fajir 5 e certamente più preciso. E’ molto più lento di un missile ma può volare rasoterra e non essere individuato dai radar. Di certo non potrà essere impiegato per attacchi a basi militari ben protette ma non è questo il suo scopo. Il suo scopo è quello di colpire obbiettivi civili (le navi se parliamo dello Stretto di Hormuz) e le abitazioni israeliane se parliamo di uso puramente terroristico.

      E’ molto più pericoloso di quello che sembra

      Auguri di felice anno anche a te da parte di tutti noi e grazie per seguirci

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