Iran, Teheran – Un misterioso attacco informatico «proveniente da un paese straniero» ha paralizzato ieri la distribuzione di carburante in tutto l’Iran.
L’attacco ha bloccato il sistema informatico che consente agli iraniani di rifornirsi gratuitamente o a prezzi agevolati con una carta digitale emessa dalle autorità, causando lunghe code e frustrazione poiché gli automobilisti sono rimasti bloccati senza carburante.
L’attacco è stato effettuato da un paese straniero ma è troppo presto per indicarne il nome
Abolhassan Firoozabadi, un alto funzionario del Consiglio supremo del cyberspazio iraniano, ha dichiarato all’emittente statale IRIB che l’attacco era effettuato da un paese straniero ma che era troppo presto per indicarne il nome.
Anche il Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ha confermato alla TV di Stato che l’interruzione nella distribuzione di carburante era stata causata da un attacco informatico straniero.
«I dettagli dell’attacco e la sua fonte sono sotto inchiesta», ha aggiunto la TV di stato, senza fornire ulteriori dettagli.
Fereidoon Hassanvand, capo della commissione parlamentare per l’energia iraniana, ha detto al quotidiano iraniano Tasnim che le stazioni di servizio sono state colpite da una «operazione mirata».
Javad Owji, ministro del petrolio del paese, ha dichiarato a IRIB che le autorità si aspettano che tutte le stazioni di servizio tornino online entro oggi pomeriggio.
L’attacco informatico sembra essere indirizzato in modo particolare contro il Grande Ayatollah Ali Khamenei e nello specifico a quell’ufficio che fa capo alla Guida Suprema iraniana che si occupa di rilasciare le carte per ricevere carburante.
Si sospetta che sia una manovra di Khamenei per giustificare il rialzo dei prezzi del carburante
Il sospetto della povera gente iraniana che fa affidamento su questi buoni e agevolazioni sul carburante per lavorare è che Khamenei prepari un rialzo dei carburanti e che l’attacco informatico sia in realtà solo un espediente del regime per giustificare questo rialzo.
Queste voci ieri erano così insistenti da costringere il ministro dell’Interno iraniano, Ahmed Vahidi, ad andare alla TV di Stato per dichiarare che non ci sono piani per aumentare i prezzi del carburante, invitando le persone a «non preoccuparsi».
L’Iran accusa abitualmente Israele e gli Stati Uniti di effettuare attacchi informatici contro le strutture iraniane.
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