In un momento in cui l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran sembra screscere giorno dopo giorno, è impossibile non notare come Teheran attacchi molti stati arabi del Golfo e persino la Giordania, ma eviti accuratamente di attaccare Israele e gli Emirati Arabi Uniti. Cerchiamo di capire perché.
1. La forte deterrenza militare di Israele
L’Iran evita un attacco diretto contro Israele per il timore di una risposta militare devastante. Il governo israeliano ha chiarito che qualsiasi attacco sul proprio suolo provocherebbe raid immediati e sproporzionati contro gli asset strategici di Teheran. Invece di cercare uno scontro frontale ed esistenziale, i vertici iraniani preferiscono una strategia di guerra di logoramento asimmetrica, mirata a logorare le difese aeree, le alleanze e la tenuta politica degli avversari nel lungo periodo.
2. La dipendenza economica dagli Emirati Arabi Uniti
Gli EAU rappresentano storicamente il secondo partner commerciale dell’Iran dopo la Cina, con un interscambio miliardario fondamentale per l’economia di Teheran, piegata dalle sanzioni. Dopo i duri scontri dei mesi scorsi che avevano colpito gli hub finanziari emiratini, a fine giugno 2026 i due Paesi hanno siglato una tregua pragmatica per riprendere i voli diretti e i flussi commerciali. Attaccare gli Emirati ora significherebbe per l’Iran distruggere la propria principale “finestra economica” sul mondo.
3. La neutralità e il contenimento diplomatico del Golfo
Durante il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, i Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC)—inclusi gli EAU e l’Arabia Saudita—hanno mantenuto una rigida neutralità operativa. Hanno vietato agli Stati Uniti e a Israele l’uso del proprio spazio aereo e del proprio territorio per lanciare attacchi offensivi contro l’Iran. Di conseguenza, l’Iran non ha alcun interesse politico a colpire direttamente Abu Dhabi, poiché spingerebbe gli Emirati a un’alleanza militare ancora più profonda e aperta con israeliani e americani. (Spoiler: l’alleanza già c’è, specie tra EAU e Israele).
4. Il focus sulle basi statunitensi e sullo Stretto di Hormuz
La priorità militare di Teheran in questo momento è forzare gli Stati Uniti alla de-escalation o a un nuovo accordo di cessate il fuoco. Per farlo, l’Iran colpisce esclusivamente le installazioni militari americane ospitate nei paesi arabi (come la base di Ali Al Salem in Kuwait), sostenendo che i propri obiettivi non siano gli Stati sovrani del Golfo ma le forze statunitensi lì dislocate. Al contempo, concentra i propri sforzi nel bloccare e tassare le rotte commerciali nello Stretto di Hormuz per mettere sotto pressione la comunità internazionale.


