Middle East

Israele: una follia il rilascio dei terroristi palestinesi

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Non si capisce perché John Kerry che rappresenta l’America, che con i terroristi non tratta e tantomeno li rilascia, pretenda da Israele il rilascio di decine e decine di terroristi colpevoli di efferati omicidi e di azioni terroristiche eclatanti contro lo Stato di Israele.

Si dirà che è un segno di pace verso i palestinesi. Ma quale segno di pace? Di quale pace stiamo parlando? I palestinesi non la vogliono la pace con Israele, lo hanno dimostrato decine di volte. Perché allora fargli anche il favore di rilasciare i loro terroristi? Allora si dirà che serve ad Abu Mazen per ottenere un vantaggio politico nei confronti di Hamas. Ma quale vantaggio se proprio Abu Mazen sta lavorando per la “riconciliazione” con Hamas?

Ieri 3.000 persone, tra cui i famigliari delle vittime dei terroristi che Israele si appresta a rilasciare, hanno protestato davanti alla prigione di Ofer contro il rilascio dei terroristi. Il gruppo Almagor ha presentato una petizione alla Corte suprema per bloccare il rilascio di 26 terroristi che dovrebbe avvenire questa notte. Ma un po’ tutta l’opinione pubblica israeliana non capisce e non approva questa decisione imposta dagli Stati Uniti a Netanyahu.

«L’ultima volta che Israele ha liberato dei terroristi questi sono stati accolti come eroi dai palestinesi, non come criminali» dice uno dei manifestanti davanti alla prigione di Ofer. «Per loro sono eroi anche quando ammazzano a sangue freddo donne e bambini, perché mai dovremmo fargli un favore rilasciandoli ben spendo che torneranno a uccidere israeliani» dice invece una donna che porta con se la foto di un ragazzo ucciso da uno dei terroristi che verranno rilasciati.

Intanto giungono notizie che i palestinesi stanno preparando grandi festeggiamenti per il ritorno dei loro “eroi”. Quelli che andranno nella West Bank avranno una vera e propria cerimonia di bentornato con tanto di visita alla tomba di Arafat. E poi via alla festa. A quelli che andranno invece nella Striscia di Gaza li aspetta una accoglienza da eroi e una vita confortevole in un hotel di lusso di Gaza, cioè lo stesso trattamento riservato agli “eroi” liberati in precedenza da Israele.

Permettetemi di dire che è uno schifo, una follia che Israele rischia di pagare caro non solo perché questi terroristi torneranno prontamente a studiare piani per compiere stragi e omicidi contro gli israeliani, ma perché non ha alcun senso rilasciare nemici giurati di Israele in cambio di una pace che tutti sanno non avverrà mai fino a quando ci saranno Hamas, la Jihad Islamica e un Governo corrotto come quello di Abu Mazen. Sembra di tornare indietro a quando l’utopia della pace era rappresentata dalla cessione di terra (terra in cambio di pace) per poi accorgersi che nonostante la restituzione di ampie regioni la pace non è per niente arrivata. La Striscia di Gaza ne è un esempio anche se dovrebbe essere un monito.

Quella di Netanyahu è una follia, una vera e propria follia che non porterà a nulla se non a nuovi lutti per Israele.

Miriam Bolaffi

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2 Comments

  1. Condivido pienamente le perplessità e l’indignazione di Miriam. Per di più, il rilascio dei terroristi palestinesi da parte di Israele segue una serie di maxi-evasioni di terroristi islamici dalle carceri di altri Paesi (Indonesia, Iraq, Libia e Pakistan – 11-30 luglio 2013). Benzina sul fuoco. D’altra parte, Netanyahu non è il tipo da condiscendere facilmente a richieste folli, neanche se provengono dagli alleati USA. Dal momento che questa scelta esula da ogni logica e convenienza, penso che ci sia sotto qualcosa che non viene detto all’opinione pubblica. Vedo almeno due possibilità: la prima è che si tratti di una scelta forzata, ovvero che Netanyahu abbia dovuto sottostare ad una qualche forma di ricatto. La seconda è che esista una contropartita importante per Israele che non può essere rivelata pubblicamente. Purtroppo, non ci resta altro che sperare che, per lo meno, ne sia valsa la pena. Certo è che stando ai fatti ed alle dichiarazioni ufficiali, così come vengono riportati dai mass-media, sembra che il mondo (USA in testa) sia diventato un grande manicomio. La qual cosa, per quanto spiacevole, non è però da escludere a priori.

    Walter

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