Kurdistan siriano: ad Afrin riprende la resistenza contro Erdogan

30 Giugno 2018

Regione di Afrin, Kurdistan – Due esplosioni hanno scosso il centro di Afrin. Due autobombe che hanno ucciso almeno 11 miliziani islamici al soldo di Erdogan. La prima piazzata proprio vicino al quartier generale delle milizie islamiche filo-turche, la seconda invece era nei pressi del quartier generale dell’esercito turco.

La rivendicazione è arrivata tempestiva da parte del gruppo curdo “Afrin Falcons” che ormai da diverse settimane sta dando del filo da torcere ai miliziani islamici al soldo di Erdogan con attacchi improvvisi e agguati.

«Siamo un gruppo di giovani curdi di Afrin che hanno deciso di affidarsi alle nostre capacità e di iniziare la lotta per liberare Afrin dalla piaga del terrorismo finanziato dalla Turchia e da Erdogan» si legge in un comunicato diffuso sui social media dove si spiega anche che il “nuovo gruppo ribelle” non ha alcuna affiliazione con altri gruppi ribelli o movimenti curdi ma che è “totalmente indipendente”.

La regione di Afrin è stata attaccata e occupata dalla Turchia di Erdogan lo scorso mese di marzo con una operazione denominata “Olive Branch” che in pochissimo tempo ha fatto migliaia di morti tra i curdi siriani, il tutto nel silenzio più assoluto delle comunità internazionale. Abbandonati anche dagli americani, nonostante siano stati gli unici a combattere seriamente ISIS, i curdi della regione di Afrin non potevano certamente accettare l’occupazione turca per di più implementata con l’aiuto di milizie islamiche che nulla hanno da invidiare ai terroristi dello Stato Islamico.

Sadira Efseryan

Iraniana fuggita prima in Turchia, poi in Italia. Esperta dei paesi del Golfo Persico e delle dinamiche politiche dei paesi arabi. Laureata in scienze informatiche alla Iran University of Science and Technology

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