Middle East

La grande truffa dei negoziati di pace in Medio Oriente

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Sui negoziati di pace in Medio Oriente occorre aprire una riflessione seria perché per come sono stati condotti fino ad oggi da Kerry e da altri sono solo una truffa mediatica (l’ennesima) e non si arriva da nessuna parte facendo solo il gioco di chi la vera pace non la vuole. Per smascherare questa vera e propria truffa usiamo le linee guida delle Nazioni Unite fornite ai loro Peacemaker.

Partiamo dal punto più importante, quello del negoziatore internazionale. Le Nazioni Unite fanno notare che il negoziatore deve essere prima di tutto una figura imparziale. E qui ci sarebbe da ridire sulla imparzialità di John Kerry o di Catherine Ashton che da dietro tira le fila di questo negoziato. Il negoziatore deve poi inquadrare alcune cose fondamentali tra le quali le più importanti sono senza dubbio:

  • l’oggetto delle negoziazione
  • Il tema della negoziazione
  • La metodologia della negoziazione

E qui dobbiamo fermarci un attimo e chiederci quale sia l’oggetto della negoziazione tra Israele e palestinesi, cioè se sia solo la nascita di uno Stato Palestinese oppure sia la nascita di uno Stato Palestinese accanto ad uno Stato ebraico che si riconoscono reciprocamente, con confini ben definiti e norme di sicurezza chiare e definite puntigliosamente. Da come vanno avanti i colloqui di pace in Medio Oriente sembra che l’obbiettivo dei negoziatori sia solo il primo, cioè solo la nascita di uno Stato palestinese. Di tutto il resto nemmeno se ne parla. Se poi parliamo del tema della negoziazione ci accorgiamo che il tema è genericamente la pace. Ma si può parlare di pace con chi ha come obbiettivo dichiarato quello di distruggerti e che negli ultimi mesi ha condotto una intensa campagna del terrore culminata (ma non certamente terminata) con gli ultimi attacchi di ieri?

Ma andiamo avanti. Un’altra delle principali direttive delle linee guida delle Nazioni Unite per i Peacemaker è quella che riguarda l’individuazione delle parti in causa. Bene, in Medio Oriente si conosce con certezza solo una parte in causa, cioè Israele. Dall’altra parte chi c’è? E soprattutto, chi rappresenta? Coloro che partecipano ai colloqui di pace vengono chiamati genericamente “palestinesi” ma appartengono a una sola fazione, Fatah, non eletta democraticamente (Abu Mazen come Presidente è decaduto da anni e nuove elezioni non sono mai state indette), mentre dall’altra parte c’è Hamas che sembra avere la maggioranza dei consensi popolari ma che non solo rifiuta qualsiasi accordo di pace con Israele ma ha come obbiettivo dichiarato la distruzione dello Stato Ebraico. Poi c’è una terza fazione di cui però nessuno parla nonostante la sua costante espansione e la sua indubbia pericolosità, la Jihad Islamica. A ben vedere quindi chi parla a nome dei “palestinesi” rappresenta in effetti solo una esigua minoranza degli stessi. Quale attendibilità può avere un accordo di pace con questa gente?

E qui ci accorgiamo che mancano le basi per il compimento della parte fondamentale delle linee guida delle Nazioni Unite per i Peacemaker, cioè la fase finale, quella che indica la messa in pratica delle precedenti fasi e il raggiungimento di un accordo temporaneo o definitivo. Come si può arrivare a un accordo (temporaneo o definitivo) se non sono chiari l’oggetto della negoziazione, il tema della negoziazione e, soprattutto, le parti in causa nella negoziazione? E se il negoziatore non è parziale come si può sperare in un accordo equo?

Cosa fare per parlare seriamente di negoziati di pace in Medo Oriente?

Prima di tutto individuare con certezza quali sono le parti in causa, cioè chi parla con chi e a nome di chi. Se poi l’oggetto è la pace e non solo la nascita di uno Stato palestinese (come viene dichiarato) occorre il reciproco riconoscimento come precondizione per iniziare i colloqui e non come conseguenza dei colloqui stessi. Infine occorre decidere in fretta cosa fare con Hamas e la Jihad Islamica. Sembra che tutti facciano finta che questi due gruppi terroristici non esistano ma invece ci sono e influiscono non poco. Controllano la metà del futuro territorio palestinese e hanno un consenso popolare ben più vasto di quello che ha la ANP di Abu Mazen. Per fare un esempio terra a terra, è come se in Italia si volessero fare le riforme solo con SEL senza tenere conto del PD e di Forza Italia.

Fino a quando questi punti non verranno risolti ogni accenno ad accordi di pace in Medio Oriente è semplicemente una truffa, un diversivo politico per attrarre consenso e denaro. Nulla di più.

Miriam Bolaffi

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25 Comments

  1. Due Stati: in pace tra loro. E prima di tutto riconoscimento della legittimità di Israele e suo diritto alla difesa. Garanzia di rispetto dei diritti umani nel nuovo Stato di Palestina e disarmo delle milizie terroristiche di Amas e di Hezbollah.

  2. come siamo ipocriti, due stati vicini in pace? ma quali stati? uno è chiaro, israele. uno stato con un territorio, dei confini, un esercito, etc..l’altro? la valle del giordano? noooo non la si può cedere! Gerusalemme e i blocchi di colonie? devono restare israeliani! quindi lo stato di palestina dove dovrebbe nascere? ah ecco no non proprio uno stato…una serie di autonomie, zone sconnesse tra loro i cui abitanti pur vivendo dentro l’unico stato, con l’unico esercito, con i confini veri etc non votano e non sono cittadini. In compenso possono eleggersi il capo tribù, che non conta nulla e non ha la minima autorità nei confronti di chi comanderebbe davvero in questa “palestina” ossia Israele. Inutile essere falsi, o Israele cambia politica di 180 gradi e accetta la nascita di un vero stato palestinese che, come minimo, deve comprendere tutte le zone al dilà della linea verde (con eventuali scambi di territori) oppure rimane una sola possibilità, lo stato unico e democratico. La soluzione “finto stato veri ghetti” non riuscirà mai.

    1. Le tue allucinazioni sullo stato unico sono vagheggiamenti di chi non sa niente di Medioriente. L’articolo pone questioni serie. Non ti obbliga nessuno a commentare specie se devi sparare cazzate senza entrare nelle problematiche poste.

  3. ecco appunto allora non commentare visto che sei tu che spari cazzate. Nelle problematiche esposte sono entrata eccome. La soluzione dei due stati presuppone come requisito essenziale che i due stati possano esistere, sennò di cosa parliamo? Visto che Netaniau continua a volere le colonie, gerusalemme est e la valle del giorndano non può nascere uno stato palestinese, puo’ nascere al massimo una barzelletta. Se non ci sono le condizioni minime per i due stati non ha senso parlare dei dettagli. Quindi o Israele accetta che il territorio al dilà della linea verde è quello destinato allo stato di palestina, e quindi rinuncia a occupare e colonizzare quel territorio, visto che in quella microscopica fascia di terra (che è meno del 30% della palestina storica) dovranno abitare 9 milioni di palestinesi e dunque spazio non ce ne sta, oppure si prepari allo stato binazionale, che peraltro nei fatti già esiste, perchè i due stati non ci sono, c’è un piccolo territorio, amministrato da una sola entità statale, ossia Israele, nel quale vivono 5.6 milioni di ebrei e 5.6 milioni di musulmani. Piaccia o no questa è la realtà sul campo, quindi o ci di divide, non dico su base 50 e 50, ma almeno 70 (del territorio) agli ebrei e 30 agli arabi. Invece israele punta a una divisione del genere piena sovranità israeliana sull’85% della palestina manadataria, imperfetta e limitata sovranità degli arabi sul restante 15%. Non c’è che dire proprio una soluzione egualitaria e giusta che porterà a una pace definitiva!

    1. se tu smettessi di fare per una volta mera propaganda filo-palestinese e leggessi l’articolo vedresti che si parla di problematiche ben più serie di qualche colonia. Per esempio Hamas che non è un problema da niente, e poi chi rappresenta Abu Mazen? Le colonie vengono dopo aver accertato questo. Quello delle colonie è un falso problema. Poi su Gerusalemme Est non c’è proprio trattativa, Gerusalemme è la capitale di Israele, non c’è niente da trattare

  4. hahahhaha cioè per la “soluzione a due stati”, ci sta dicendo la redazione, non è essenziale che esistano i due stat ma che non ci sia hamasi (dire che le colonie o la valle del giordano non sono un problema significa questo)! Chiaro che dal punto di vista della destra israeliana il diritto dei palestinesi a uno stato è un dettaglio poco o pochissimo rilevante, ma la sostanza del conflitto non è nella presenza di hamas, ne di rabbini infervorati che inneggiano alla grande israele. Non sta nell’atomica iraniana o nelle guerre di bush. Sta nel fatto che in un territorio grande come la lombrdia vivono due popoli, 6 milioni di abitanti per ciascuno. Quindi o si dividono i destini e i territori, (e allora le colonie non solo non sono “irrilevanti” ma sono la chiave di volta di tutto) oppure si dice che il territorio non è divisibile, che non ci si puo’ separare e non può nascere uno stato palestinese, e allora non c’è altra soluzione che lo stato binazionale. Per curiosità vorrei chiedere alla redazione quale sarebbe la sua soluzione. Una serie di isolette scollegate in cui relegare metà della popolazione dal giordano al mare e chiamarlo “palestina” lasciando a Israele i confini, la sicurezza, i rapporti internazionale, la gestione delle risorse idriche e l’85% del territorio? così tanto per capire…

    1. che si facciano pure il loro stato (così magari finiscono di pesare sulla comunità internazionale e lavorano). Le colonie Israele ha dimostrato che non sono un problema e che sa anche rinunciarci e distruggerle (vedi Gaza, poi sappiamo cme è finita) o in alternativa dare terra in cambio. Sulla Valle del Giordano Israele rivendica solo il controllo militare per ragioni di sicurezza non la terra. Informati prima di dire cavolate (possibilmente non su Wikipedia). Ma continui a svicolare sui problemi posti dall’articolo e a fare propaganda filo-palestinese. Abu Mazen chi rappresenta? E Hamas? E di Gaza cosa ne facciamo, un terzo stato? Ti sembrano cose insignificanti?
      Edit sulla soluzione
      Per noi la Cisgiordania dovrebbe tornare alla Giordania e Gaza all’Egitto solo che né la Giordania né l’Egitto si vogliono prendere qualche milione di bocche da sfamare

  5. Si facciano pure un loro stato? Dove? visto che voi siete così interessati a informare e a fugare l’ignoranza mi disegnate su una cartina il territorio dove 6 milioni di palestinesi dovrebbero farsi il loro “stato” e avere come tutti i popoli la loro indipendenza?…perchè uno stato può essere privo di tante cose, di sbocco sul mare, di montagne, di petrolio…ma uno stato privo di territorio faccio un pochino fatica a immaginarlo. Una volta stabiliti i due stati si discute della loro convivenza, dei trattati etc.. quindi di hamas e abu mazen etc. Che le colonie poi “abbiano dimostrato di non essere un problema” è da zelig.

      1. perché quando si tratta di fare miserabile propaganda questa gente è bravissima, sembrano fatti tutti con lo stesso stampo. Ma se poni loro delle domande serie non ti sanno cosa dire.

  6. veramente siete voi che continuate a non rispondere a una domanda semplicissima. Esiste un conflitto tra arabi e ebrei per il possesso della palestina? siete voi di rights reporter per la soluzione a due stati o per altre soluzioni? (e se si quali?) se siete per la soluzione dei due stati su quale territorio dovrebbe nascere lo stato destinato a ospitare 6 (o 9 con i profughi) milioni di palestinesi? questo è il punto essenziale di cui non volete parlare. Sul resto poi possiamo discutere, potrei domandarvi dei rabbini che scrivono che gli arabi non sono esseri umani, del problema idrico, della proliferazione nucleare portata avanti da israele, e di altre mille cose. ma il punto è “la vogliamo la soluzione a due stati? è percorribile?” perchè se la risposta è si allora voglio capire che tipo di stato avete in mente per i palestinesi, se è no, come in realtà pensate ma non dite, allora non ci potrà mai essere pace e israele sarà obbligato a accettare che i palestinesi sono cittadini come gli israeliani, proprio come fu obbligato il sud africa.

    1. come no. La nostra linea è chiarissima (usa la casellina ricerca in alto a Dx).
      Profughi? Quali profughi? Quella truffa del UNRWA? Ma dai…….
      Prego, rispondere ai quesiti posti

  7. Qualcuno dovrebbe dire a Marina che di quella che lei chiama “Palestina storica” (qualunque cosa ciò possa significare) il 78% è stato scippato dagli inglesi per regalarlo all’emiro Abdallah detronizzato dal regno di Arabia ad opera degli Ibn Saud e costituire il regno di Transgiordania; da quel 78% di territorio della “Palestina storica” (qualunque cosa ciò possa significare) sono stati immediatamente cacciati tutti gli ebrei che ci vivevano, facendone così il primo stato interamente judenrein – come nemmeno la Germania nazista e la Polonia occupata sono mai riuscite a diventare – della storia moderna. Del rimanente 22%, allo stato di Israele è stato assegnato il 60%, per un totale del 13,2% di quella che Marina chiama la “Palestina storica” (qualunque cosa ciò possa significare), e il 40%, corrispondente all’8,8% di quella che Marina chiama la “Palestina storica” (qualunque cosa ciò possa significare) agli arabi. Quindi, poiché la matematica non è un’opinione, gli arabi occupano il 78+8,8=86,8% e gli israeliani il 13,2% (che ospita anche un 20% di arabi) di quella che Marina chiama la “Palestina storica” (qualunque cosa ciò possa significare).
    Chiedo scusa ai lettori normali se mi sono un po’ ripetuta, ma avendo insegnato per 36 anni so bene quanto sia necessario ripetere anche i concetti più semplici quando si ha a che fare con persone particolarmente tarde.

  8. come no, voi avete le idee chiarissime, ossia che gli arabi non abbiano diritti civili, per cui si possono “spostare” come meglio si crede. Non è quello che dice Barbara? per lei la Palestina equivarrebbe a Israele + territori palestinesi + giordania, e dunque siccome l’entità coloniale è stata divisa in due dall’inghilterra (giordania e palastina) e quest’ultima è stata a sua volta divisa in due (grossomodo) e assegnata per metà ai palestinesi e per metà ai sionisti dal suo punto di vista la metà assegnata (più l’ulteriore metà annessa) non sarebbe che una piccola parte di quanto sarebbe spettato ai sionisti che quindi devono “accontentarsi” con grande disappunto della stessa Barbara. A questo punto dovrebbe solamente spiegarci in base a cosa gli inglesi potessero decidere a chi dare una terra (che sia la palestina o la transgiordania poco importa) abitata da secoli e secoli da arabi. Cosa dava alla regina di inghilterra il diritto di promettere e poi regalare metà, due terzi o un quarto di una terra a chicchessia? semplice, a quei tempi il colonialismo era un elemento centrale della filosofia europea e si riteneva normale andare in terre dove abitavano popoli ritenuti “primitivi” e dire “ora questa terra è mia”!. Peccato che siamo nel 2014 e oltre a voi e 4 matti della ultradestra marginale non esiste nessuno più disposto a pensare che queste pratiche siano leciti, sia che siano giustificate dalla presunta superiorità genetica (nazismo) sia che siano giustificate da una superiorità culturale di cui si avvantaggerebbero gli stessi popoli indigeni (colonialismo classico), sia che siano giustificati da presunti diritti storico religiosi (sionismo). Le terre appartengono ai popoli che le abitano. E la palestina, piaccia o no, all’epoca della nascita del sionismo era abitata in stragrande maggioranza da arabi (80 a 20) e oggi è di nuovo abitata (nella sua interezza ossia dal giordano al mare) per il 50% da ebrei e per il 50% da musulmani. Quindi gli uni e gli altri hanno lo stesso diritto, pensare che solo gli ebrei abbiano diritto a uno stato tra il giorndano e il mare e che sia lecito per loro colonizzare, occupare e scacciare gli arabi è razzismo allo stato puro, e non esiste nessuno stato al mondo, compresa la sionista america, che oggi accetti un simile obbrobrio.
    a proposito….
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2014/01/10/Mo-Ban-insediamenti-Israele-contro-pace_9877842.html

    1. e la solita discussione che va avanti da anni con gli antisemiti (dolci, come in questo caso, o duri) i quali tirano fuori rilevanze storiche del tutto inesistenti (gli arabi occupavano quelle terre da secoli). La Giudea è ebraica dai tempi di Abramo, cioè da un bel po’ di tempo prima che Maometto facesse il copia incolla della Bibbia e la trasformasse per i suoi interessi. Quindi non diciamo cazzate signorina Marina.
      E francamente non mi sembra che qualcuno abbia detto che i cosiddetti palestinesi non abbiano diritti, anzi, mi sembra che si parli di dargli diritti che non avrebbero. Quindi di cosa sta parlando?
      Piuttosto, dato che è stata richiamata più volte dalla redazione, perché non esprime una opinione sulle problematiche (giustissime) esposte dall’articolo invece di fare schietta propaganda antisemita?

  9. Mi spiace caro Anteo ma l’antisemita tra noi è proprio lei, e glielo dimostro. Lei afferma che gli arabi “occupano da secoli” la palestina. Il semplice fatto che si pensi che un popolo può stare per secoli in una terra occupandola è da camicia di forza e ricovero coatto in un istituto di igene mentale. Basti pensare che gli arabi “occupano” la palestina da più del doppio del tempo rispetto a quello in cui il primo europeo ha messo piede in america. Dunque se gli arabi sono “abusivi” non esiste un solo americano che possa vantare il minimo diritto sulla terra che per secoli è appartenuta a inka maya aztechi e nativi americani. Peggio anzi perchè gli americani si sono presi l’america appena qualche secolo fa con la violenza e il genocidio, gli arabi invece si sono presi la palestina senza avere scacciato gli ebrei, in quanto con la diaspora non hanno nulla a che fare. Dunque quando lei afferma che gli arabi “occupano” la palestina (che è quello che sostengono, apertamente o tra le righe, esplicitamente o meno, quasi tutti i sionisti) non fa altro che negare a un popolo, (che è semita) il diritto di base ritenuto ovvio per tutti gli altri popoli, ossia il diritto di autodeterminazione nella terra in cui vive, dunqe è un antisemita.. Trovo ridicola anche la sua giustificazione secondo cui gli ebrei “c’erano prima”. Bhe sappia che in ogni terra che oggi ospita uno stato sono passati svariati popoli. Compresa la palestina in quanto, se ricordo bene, la bibbia parla di terra promessa in cui gli ebrei sono arrivati facendo guerre con chi c’era prima. Dunque gli arabi si sono impossessati della terra dove viveano gli ebrei (senza scacciarli) i quali a loro volta si erano impossessati, con la guerra, della terra dove prima viveva un altro popolo. E potremmo andare avanti, per ogni stato, fino all’epoca dei neanderthal. Non è forse vero che gli italiani hanno scacciato i greci dal sud italia 2000 anni fa? e gli etruschi dal centro italia sempre nella stessa epoca? dunque siamo abusivi e occupiamo illegalmente una terra che appartiene ai greci per metà e ai turchi (gli etruschi erano provenienti dall’asia minore) per l’altra metà? non facciamo ridere i polli! Infine riguardo alle questioni poste dalla redazione semplicemente non hanno nulla a che fare con la questione di base, ossia il fatto che i palestinesi hanno diritto o a un loro stato (e dunque COME MINIMO a tutti i territori oltre la linea verde) o ai pari diritti civili nell’unico stato esistente (che quindi automaticamente smette di essere uno stato ebraico per divenire uno stato di tutti i suoi cittadini), ogni altra soluzione è antisemita e razzista. Stabilito questo e nel caso della soluzione a due stati si pongono una serie di questioni che però sono secondarie e non hanno a che vedere con la questione di fondo e che vanno risolte con trattative internazionali. Peraltro contrariamente a quanto sostiene la redazione questi problemi minori non riguardano solo i palestinesi ma anche israele, a parti rovesciate infatti gli arabi potrebbero dire che non possono concedere agli ebrei il diritto a uno stato fino a quando 1) non risolvono la questione della proliferazione nucleare e consentono ispezioni e smantellamento dell’arsenale 2) non escludono dal governo quei partiti che appoggiano il terrorismo visto che per stessa ammissione del governo di destra israeliano nei territori ci sono bande di terroristi protetti da partiti al governo ( vedi IC sugli attacchi dei coloni per il price tag contro gli stessi soldati israeliani), o su una grande quantità di altre questioni. Le questioni vanno negoziate e risolte, ma il diritto dei palestinesi a vivere da cittadini (e non da fantasmi) nella terra dove sono da generazioni prescinde da queste questioni, come il mio diritto di italiana di vivere in italia prescinde dai comportamenti del mio governo, e il diritto dei cinesi prescinde dalle preoccupazioni di chicchessia sulla politica cinese, sulla minaccia militare, sulle alleanza internazionali etc. Lei ovviamente lo nega, (nel caso dei palestinesi ovviamente) per razzismo.

    1. ah ah ah ah è tutto talmente ridicolo che è impossibile rispondere a un commento così pieno di cazzate. L’ultima parte poi è esilarante.
      Ora se la redazione me lo permette faccio il copia-incolla di una serie di domande da rivolgere alla signorina Marina (le ho prese già fatte ma vanno benissimo):

      Ecco delle domande rivolte a chiunque creda nella Palestina.

      Egregio signore/a, sarebbe così gentile da rispondere a qualche domanda? Se lei è così sicuro che la “Palestina” sia stata fondata molti secoli fa, ben prima della presenza degli ebrei e abbia lasciato tracce nella storia, beni culturali da conservare, eredità da difendere, certamente lei sarà in grado di rispondere alle seguenti domande:

      Quando è stata fondata e da chi?

      Quali erano i suoi confini?

      Qual era la sua capitale?

      Quali erano le sue città più importanti?

      Qual era la base della sua economia?

      Qual era la sua forma di governo?

      Può citare almeno un leader palestinese prima di Arafat e di Amin Al Husseini, il muftì di Gerusalemme amico di Hitler?

      La “Palestina” è stata mai riconosciuta da un paese la cui esistenza a quel tempo non lascia spazio a discussioni?

      Qual era la lingua parlata nello stato di Palestina prima degli ebrei?

      Avevano un sistema politico? Il loro sovrano portava un titolo? C’era un parlamento o un consiglio? Hanno combattuto delle battaglie?

      C’è un qualche libro palestinese prima del Novecento? Può nominare uno scrittore palestinese, un pittore, uno scultore, un musicista, un architetto palestinese prima di tale data?

      Esiste un piatto tipico palestinese, che lei sappia? Un costume caratteristico?
      Che religione aveva la Palestina prima di Maometto?
      Qual era il nome della sua moneta? Ne esistono degli esemplari in qualche museo?
      Scelga pure una data nel passato anche recente e ci dica: qual era il tasso di cambio della moneta palestinese nei confronti del dollaro, yen, franco, ecc.?
      Poiché questo paese oggi non esiste, può spiegare la ragione per cui ha cessato di esistere? E può specificarne la data di estinzione?
      Se la sua organizzazione piange per il destino dei poveri palestinesi “occupati”, mi può dire quando questo paese era orgoglioso e indipendente?

      Se le persone che, a torto o a ragione, chiamate palestinesi non sono solo una collezione di immigrati dai paesi arabi e se davvero hanno una identità definita etnica che assicura il diritto di autodeterminazione, mi sa spiegare perché non hanno cercato di essere indipendenti dai paesi arabi prima della devastante sconfitta nella Guerra dei Sei Giorni? Perché datano l'”occupazione” dal ’67, se prima i “territori palestinesi” erano governati da stati “non palestinesi” come l’Egitto e la Giordania?

      Le ho fatto tante domande, mi auguro che potrà rispondere almeno a qualcuna. Finisco solo con una nota: spero che lei non confonda i palestinesi con i Filistei, che erano una popolazione marittima di lingua indeoeuropea (i popoli del mare) che fecero un’invasione in terra d’Israele, come anche in Egitto e nell’attuale Libano verso il nono secolo a.C. Il solo rapporto è l’invenzione romana che dopo la distruzione del Tempio, nel I secolo, ribattezzò quelle terre per spregio con il nome di un antico nemico dei ribelli ebrei. L’etimologia non è storia.

      Altre domande scomode

      Come mai non è nato uno Stato palestinese tra il ’48 e il ’67?

      E poi un’altra domanda: come sono stati trattati i profughi palestinesi dai fratelli arabi prima e dopo il ’67, dopo ma anche prima sottolineo?

      Conoscete gli orrori del “Settembre nero” in Giordania? Conoscete il ruolo della Siria nel massacro del campo di Tal el Zatar?

      Ma soprattutto: sapete che se i palestinesi avessero accettato il piano di spartizione dell’Onu, oggi avremmo due popoli e due Stati? Non c’era bisogno di tante guerre e tanto spargimento di sangue se gli arabi e i palestinesi avessero accettato il diritto degli ebrei ad avere uno Stato. Questo pochi lo sanno. Pochi lo vogliono sapere.

      E’ possibile che 20 anni dopo Oslo, miliardi di dollari, miliardi di euro, aiuti da tutto il mondo, compreso Israele, l’Autorità Palestinese non sia stata capace di costruire un solo ospedale moderno, una qualsiasi struttura e continui a piangere miseria? Questa è la domanda che molti si fanno, per “molti” intendo le persone pensanti, non certo i pacifisti filopalestinesi o i sinistri antisraeliani che continuano il boicottaggio contro Israele, accecati dall’odio e dalla loro criminale ideologia. Allora?
      Qualcuno sa dirmi dove sono finiti i miliardi e perché l’ANP (per non parlare di Gaza) pullula di villone con piscina di proprietà dei capi e capetti palestinesi mentre non esiste un ospedale degno di questo nome, non esistono università se non quelle dove si allevano amorevolmente giovani fanatici destinati a diventare possibili terroristi, (es.: Bir Zeit)?
      Qualcuno sa dirmi perché, letteralmente affogati, alla Paperon de’ Paperoni, nei miliardi che il mondo manda da decenni all’ANP, miliardi che avrebbero potuto ricoprire d’oro ogni casa palestinese e rendere ricco ogni singolo abitante, miliardi che avrebbero potuto costruire ospedali e atenei all’avanguardia, la popolazione palestinese vive male e chi ha bisogno di cure serie deve venire in Israele o andare in qualche altro paese disposto ad accoglierli e a curarli gratis?

      Alcune persone dicono che gli arabi sono “nativi palestinesi”, mentre gli ebrei sono “invasori” e”colonizzatori”. Quindi, io ho letto le biografie dei leader israeliani e palestinesi e sono diventato confuso.
      Ecco chi tra i leader israeliani e palestinesi è Nato il in Palestina:

      Leaders israeliani:
      BENJAMIN NETANYAHU, Nato il 21 ottobre 1949 a Tel Aviv.
      EHUD BARAK, Nato il 12 febbraio 1942 a Mishmar HaSharon, Mandato britannico della Palestina.
      ARIEL SHARON, Nato il 26 febbraio 1928 a Kfar Malal, Mandato britannico della Palestina.
      EHUD OLMERT, Nato il 30 settembre 1945 a Binyamina-Giv’at Ada, Mandato britannico della Palestina.

      ITZHAK RABIN, Nato il 1 March 1922 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
      ITZHAK NAVON, Presidente israeliano nel 1977-1982. Nato il 9 aprile 1921 a Gerusalemme, Mandato britannico della Palestina.
      EZER WEIZMAN, Presidente israeliano nel 1993-2000. Nato il 15 giugno1924 a Tel Aviv, Mandato britannico della Palestina.

      Leader arabi “palestinesi”:
      YASSER ARAFAT, Nato il 24 agosto 1929 al Cairo, Egitto.
      SAEB EREKAT, Nato il 28 Aprile 1955, in Giordania. Ha la cittadinanza giordana.

      FAISAL ABDEL QADER AL-HUSSEINI, Nato il 1948 a Bagdad, Iraq.
      SARI NUSSEIBEH, Nato il 1949 a Damasco, Siria.
      MAHMOUD AL-ZAHAR, Nato il 1945 al Cairo, Egitto.

      Quindi i leader israeliani, che sono nati in Palestina, sono colonizzatori o invasori.
      Mentre i leader arabi palestinesi che sono nati in Egitto, Siria, Iraq e Tunisia sono nativi palestinesi????

  10. visto che Aaron lo ha citato nel suo commento, segnalo che è morto Ariel Sharon, un grande leader che purtroppo non lascia veri eredi. Che la terra gli sia lieve

  11. forse non ci siamo capiti caro Aron, le cazzate, in base a qualsiasi principio moderno, le dice lei! perchè non esiste la domanda “chi ha fondato cosa”. In base al principio di autodeterminazione dei popoli, solennemente sancito al termine della prima guerra mondiale come unica base per la legalità internazionale, e anche al semplice buonsenso l’unica domanda da fare è “chi vive stabilmente in un dato territorio?”. Se un popolo vive stabilmente in un territorio da secoli quel territorio è suo. Se si mettesse in discussione questo principio ovvio e sacrosanto non esisterebbe al mondo nessuno stato legittimo (forse con l’eccezione del giappone e altri pochi territori isolati e lontani dove non sono passati innumerevoli popoli). Dunque se si fossero basati Questo principio indiscutibile, (che era stato affermato poco prima nei confronti dell’italia, che pretendeva il possesso della dalmazia in base a guerre vinte e diritti storici dall’epoca della serenissima, e cui hanno risposto “spiacenti ma qui ormai da generazioni vivono croati e sono loro quindi i legittimi proprietari, non vi possiamo concedere la terra in cui vive un altro popolo) doveva essere applicato anche alla palestina. Gli inglesi, dunque, avrebbero dovuto restituire la palestina ai suoi legittimi proprietari, ossia quegli arabi e quegli ebrei che convivevano li da secoli, ma in quel caso si tradì il principio, così è nato israele. Oggi tuttavia, per la stessa ragione di cui sopra, gli israeliani hanno diritto a vivere in israele, perchè sono li da 3 generazioni, e non si può cancellare questo fatto, così come non si può cancellare il fatto che i palestinesi ci vivano da 300 generazioni. Il vostro razzismo consiste in questo, dividere le persone in base alla razza, se sei ebreo avresti diritto a vivere in israele per il semplice fatto che, forse, 2000 anni fa un tuo lontanissimo antenato c’è vissuto. se sei arabo non hai diritto neppure di tornare nella casa in cui è nato tuo padre perchè ormai è passato troppo tempo. Questo è il succo del sionismo, ritenere che la palestina appartenga, a differenza di ogni altro territorio, non al popolo che ci vive, ma agli ebrei che ci abitino o meno e che tutti gli altri siano abusivi come qualcuno ha avuto la sfacciataggine di scrivere anche qui.

    1. Vede, è proprio questo il punto che lei fa finta di non vedere per bieco antisemitismo (lei lo chiama anti-sionismo ma è la stessa cosa), la cosiddetta Palestina è una invenzione di Arafat, in realtà è territorio della Cisgiordania come la Sardegna è territorio italiano. Che facciamo se i sardi chiedono l’indipendenza in base al concetto di autodeterminazione dei popoli? La Palestina, cara signorina è nata solo in configurazione anti-israeliana.
      Detto questo, non me ne frega niente se si fanno un loro stato, l’importante è che la finiscano di rompere il cazzo di mangiare a sbafo. Solo che, e di questo può star tranquilla, saranno loro a fare in modo di non costruire un loro stato indipendente. lo hanno sempre fatto perché poi gli tocca rimboccarsi le maniche e lavorare e questo non gli va bene.
      Quando Israele ha restituito Gaza grazie a Sharon, pace all’anima sua, per l’assurda equazione “terra in cambio di pace” gli israeliani lasciarono meravigliose serre, un deserto trasformato in un orto. Ebbene i suoi amichetti distrussero tutto in poche ore perché preferiscono farseli mandare i frutti invece di coltivarli. E lei crede davvero che uno come Abu Mazen rinuncerà ai finanziamenti internazionali per andare a farsi uno stato indipendente? Mica è scemo….
      Infine, prima di dare del razzista a me si sciacqui la bocca e venga a vivere un po’ tra i suoi amichetti arabi, ma non con un tour guidato, ci viva i mezzo un po’ di tempo. Vedrà che come donna la tratteranno bene.
      Scusate ma io questi ipocriti da salotto che parlano senza vivere a contatto con la realtà proprio non li capisco.

      1. Sono d’accordo con te sul contenuto, un po’ meno sul linguaggio, ma ti capisco. Vorrei solo fare una puntualizzazione: le “razze” non esistono, sono un’invenzione umana che non ha alcun fondamento scientifico. Gli ebrei sono un popolo, definito e caratterizzato da una cultura (più che non dalla religione) comune ai soggetti che lo compongono. Dal punto di vista genetico, si potrebbero definire una stirpe ma sarebbe già una forzatura perché il popolo ebraico nei secoli si è arricchito di soggetti esterni alla popolazione originale.

  12. Alla commissione Peel, 1937, il leader arabo locale afferma perentoriamente: “Non esiste nessun paese che si chiami Palestina. ‘Palestina’ è un termine che si sono inventati i sionisti (…) Il nostro paese per secoli è stato parte della Siria. ‘Palestina’ ci è aliena. Sono stati i sionisti che l’hanno introdotta.” Nove anni più tardi, nel 1946, il Professor Philip Hitti, storico arabo, dichiara alla commissione di indagini Anglo-Americana: “Non esiste nessuna Palestina nella storia, assolutamente no”. Passano altri dieci anni e arriviamo al 1956. Ahmed Shukairy, futuro fondatore dell’OLP, organizzazione per la liberazione della Palestina, di fronte al Consiglio per la Sicurezza delle Nazioni Unite, spiega: “È comunemente noto che la Palestina non sia altro che il Sud della Siria.” 31 marzo 1977: il giornale olandese Trouw pubblica un’intervista con un membro del comitato direttivo dell’OLP, Zahir Muhsein. Ecco le sue dichiarazioni: “Il popolo palestinese non esiste. La creazione di uno Stato Palestinese è solo un mezzo per continuare la nostra lotta contro lo Stato d’Israele per l’unità araba. In realtà non c’è differenza fra giordani, palestinesi, siriani e libanesi. Solo per ragioni politiche e strategiche oggi parliamo dell’esistenza di un popolo palestinese, visto che gli interessi arabi richiedono che venga creato un distinto “popolo palestinese” che si opponga al sionismo. Per motivi strategici, la Giordania, che è uno Stato sovrano con confini definiti, non può avanzare pretese su Haifa e Jaffa mentre, come palestinese, posso indubbiamente rivendicare Haifa, Jaffa, Beer- Sheva e Gerusalemme. Comunque, appena riconquisteremo tutta la Palestina, non aspetteremo neppure un minuto ad unire Palestina e Giordania”.

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