La lite sulla Sharia tra la ex miss Iraq e Ilhan Omar che deve far riflettere

Una donna musulmana realmente progressista riapre il discorso sulla opportunità o meno di far fare politica a chi riconosce la Sharia come un faro invece che la propria Costituzione democratica

Sharia e Costituzione
La Sharia è incompatibile con tutte le Costituzioni democratiche
Sharia e trattati sui Diritti Umani
La Sharia è incompatibile con tutti i trattati internazionali sui Diritti Umani e con i trattati europei

L’ex miss Iraq, Sarah Idan, costretta a fuggire dal suo paese e a rifugiarsi negli Stati Uniti perché aveva fatto un selfie con Miss Israele, ha ingaggiato uno scontro senza esclusione di colpi con la deputata democratica Ilhan Omar definita «antisemita e anti-americana».

La “foto dello scandalo”. A sinistra miss Iraq, Sarah Eedan, a destra miss Israele, Adar Gandelsman, alle finali per miss Universo del 2017. Dopo questa foto miss Iraq è dovuta fuggire dal suo paese e rifugiarsi negli USA

Tutto nasce dalla partecipazione dell’ex miss Iraq al Sara Carter Show, uno dei più famosi podcast americani, dove Sarah Idan ha criticato la deputata democratica sostenendo che «Ilhan Omar non rappresenta né me né i musulmani in Medio Oriente» accusandola di perseguire le politiche della Fratellanza Musulmana e di essere «antisemita e anti-americana».

Immediata e piccata la risposta via Twitter di Ilhan Omar che fa notare come l’ex miss Iraq non sia una cittadina americana e che quindi non può essere da lei rappresentata

Ne è nata una diatriba via Twitter tra le due donne culminata con un twitt dove l’ex miss Iraq pubblica una foto di Ilhan Omar con Erdogan, autodefinitosi capo della Fratellanza Musulmana, nel quale Sarah Idan accusa la deputata musulmana democratica di «usare la democrazia americana per promuovere il programma della Fratellanza Musulmana e gli obiettivi del socialismo islamico» minando così proprio la democrazia americana.

Un problema molto serio

Al di la dello scontro tra una donna musulmana veramente progressista come Sarah Idan, la quale tra le altre cose rischia veramente la vita a causa delle numerose minacce, e una donna musulmana finta progressista come Ilhan Omar che sta mettendo in imbarazzo persino il suo partito con le sue dichiarazioni antisemite, quello che appare veramente evidente è come la Fratellanza Musulmana sia riuscita a mettere un proprio rappresentante nel cuore della più grande e potente democrazia del mondo.

Non è un fatto da sottovalutare perché su una cosa la ex miss Iraq ha ragione, Ilhan Omar usa la democrazia americana per promuovere le velenose idee della Fratellanza Musulmana, usa la libertà che gli Stati Uniti le garantiscono per fare una campagna a favore dell’estremismo islamico dei Fratelli Musulmani.

Questo pone un quesito di non poco conto sulla opportunità o meno di permettere a chi legittima la Sharia (la legge islamica) di partecipare alle elezioni in un Paese democratico, non solo negli USA.

Non si può difendere una costituzione democratica come quella americana e nel contempo riconoscere la Sharia. È un ossimoro gigantesco. Ilhan Omar ha giurato sulla Costituzione americana, non sulla Sharia.

E qui torniamo alla urgente necessità che hanno le democrazie occidentali di chiarire questo punto. La Sharia è incompatibile con qualsiasi costituzione democratica e quindi, come tutte le cose incompatibili con i valori democratici, va messa fuorilegge.

Da molti anni sosteniamo che in Europa la Sharia è illegale in quanto incompatibile con i maggiori trattati adottati dalla UE. E così come in Europa la legge islamica è incompatibile con la Costituzione americana. Che ci sia una deputata americana che difende la Sharia, dalla quale tra le altre cose lei stessa è fuggita, è qualcosa di inammissibile.