La conversazione telefonica di Trump con il Dracula che risiede al Cremlino ha chiarito tutto. È ormai ovvio che qualsiasi negoziato volto a porre fine alla guerra fra Russia e Ucraina, a qualsiasi livello venga svolto, è inutile.
È una completa perdita di tempo, almeno con l’attuale schieramento di attori coinvolti nel gioco degli “accordi di pace”.
Il fiasco di Trump può probabilmente essere spiegato dal fatto che lui è solo un vecchio orsacchiotto che indossa la pelle di un orso grizzly.
Succede che i personaggi più chiassosi spesso si rivelino essere deboli in situazioni difficili e che le loro tanto decantate abilità si rivelino illusorie.
Questo deve essere accettato come un dato di fatto.
Ne consegue che ogni speranza negli Stati Uniti deve essere abbandonata, con la residua possibilità che il Congresso USA possa finalmente intervenire e cambiare rotta a una barca che con ogni evidenza sta per andare a sbattere.
Il Presidente USA ancora chiaramente non capisce che la Russia è un male assoluto e consolidato. Inoltre, questo male è affamato ed è impazzito.
Detto questo, l’uscita di scena degli Stati Uniti non è fatale: il destino della guerra non dipende da alcuna sanzione.
Chi scommette sulle sanzioni semplicemente non capisce “cos’è la Russia”. Le sanzioni sono efficaci, a patto di volere veramente che esse non vengano aggirate, come invece spesso accade. Ma la Russia, intesa come Nazione non si può schiacciare.
Il regime al potere non ne soffre, mentre la popolazione è disposta a strisciare nel fango e a fungere da materiale di scarto: ciò è scritto nella Storia, è evidente nel presente e, salvo venga attuato un importante processo di “ri-educazione”, sarà così anche nel futuro.
Le povertà, sofferenze e sfortune del popolo russo non riguardano e non interessano nessuno, nemmeno al Cremlino.
Salvo drammatici sconvolgimenti, il Cremlino spremerà sempre le risorse che gli sono necessarie dalla popolazione: perché farlo è fin troppo facile.


