Le “otto guerre” chiuse da Trump spiegate bene

Le otto balle del secolo spiegate bene

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Comitato Editoriale - Editorialists

Ecco un riassunto chiaro e aggiornato delle “otto guerre” che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di aver chiuso — secondo i suoi stessi discorsi e comunicati — insieme a spiegazioni basate sulle analisi dei media internazionali e fact-checking. La cifra di otto conflitti è stata ripetuta più volte da Trump nel 2025, anche in occasione di eventi diplomatici e cerimonie di tregua.

Nota importante: molti osservatori e fact-checker precisano che non tutti questi casi sono guerre classiche né tutte le tregue/perdono di ostilità sono durature o totalmente attribuibili alla sua azione.

Le otto “guerre” che Trump dice di aver chiuso

  1. Armenia – Azerbaigian
    Accordo di pace firmato alla Casa Bianca dopo decenni di conflitto sul Nagorno-Karabakh.
  2. Repubblica Democratica del Congo – Rwanda
    Trump ha promosso un accordo tra i due governi, anche se i ribelli M23 non hanno firmato e il conflitto non è del tutto cessato.
  3. Israele – Iran
    Un cessate il fuoco negoziato dopo scontri — descritto come “guerra” da Trump — anche se le tensioni rimangono.
  4. Israele – Hamas (Gaza)
    Trump ha fatto appello al suo ruolo nella tregua e nello scambio di ostaggi tra Israele e Hamas; si tratta di un accordo a fasi, non di una pace definitiva.
  5. Pakistan – India
    Mediazione per ridurre le tensioni lungo il confine e rinnovare un cessate il fuoco, spesso definito da Trump come “guerra finita”.
  6. Thailandia – Cambogia
    Un accordo di cessate il fuoco è stato celebrato nel 2025, ma i combattimenti sono ripresi successivamente.
  7. Egitto – Etiopia
    Trump include in questa lista un’antica disputa diplomatica sull’uso del Nilo che però non è tradizionalmente definita come “guerra”.
  8. Serbia – Kosovo
    Trump sostiene di aver contribuito a ridurre le tensioni e a promuovere il dialogo, pur non essendoci stata una guerra aperta direttamente nel suo mandato recente.

Cosa dicono i fact-checker

Trump ha ripetuto varie volte queste affermazioni, aumentando il numero da 6 a 7 e poi a 8 conflitti “terminati” quando parla dei risultati della sua amministrazione. Sky News

Ma molte delle seguenti precisazioni sono importanti:

  • Non tutte le situazioni erano guerre attive nel senso convenzionale. Alcuni erano cessate ostilità o tregue temporanee, non conflitti completamente risolti. Al Jazeera
  • In alcuni casi, come Cambogia–Thailandia o Congo–Rwanda, gli accordi non sono durati o non hanno coinvolto tutte le parti in conflitto. The Washington Post
  • Alcuni conflitti citati non si sono mai evoluti in una guerra totale o il ruolo diretto degli Stati Uniti nella risoluzione è contestato. The Daily Beast

In sintesi

Trump usa spesso questa narrativa — “ho chiuso otto guerre” — per sottolineare il suo ruolo di mediatore internazionale e pacificatore, ma:

  • Il significato di “guerra chiusa” non corrisponde sempre a una pace duratura.
  • Esperti e media sottolineano che molte delle affermazioni sono esagerate o fuorvianti.

Le otto balle spiegate meglio

Ecco una spiegazione dettagliata, conflitto per conflitto, di ciò che Trump afferma di aver “chiuso”, includendo contesto storico, cosa è realmente successo, quanto è durato l’effetto degli accordi e quali critiche sono state sollevate dagli analisti.

1) Armenia – Azerbaigian (Nagorno-Karabakh)

Contesto

Conflitto etnico-territoriale durato trent’anni, culminato in varie guerre tra Armenia e Azerbaigian.

Cosa ha fatto Trump

Ha ospitato un accordo di pace formale negli USA, firmato da Armenia e Azerbaijan, dopo la riconquista azera del Karabakh.

Quanto è realmente “chiusa”?

La guerra attiva si è effettivamente conclusa, ma:

  • l’accordo è stato possibile soprattutto dopo la sconfitta militare armena, più che per mediazione esterna;
  • restano tensioni sui confini e sui diritti degli armeni sfollati.

Valutazione realistica: sì, il conflitto aperto è terminato, ma non grazie esclusivamente agli USA.

2) Rwanda – Repubblica Democratica del Congo

Contesto

Il Rwanda sosteneva (secondo l’ONU) il gruppo ribelle M23 nella RDC; la RDC accusava Kigali di invasione. Un conflitto non ufficiale, ma molto violento.

Cosa ha fatto Trump

Ha ottenuto un accordo tra i due governi per ridurre le ostilità.

Quanto è davvero “chiusa”?

  • Gli scontri con l’M23 sono continuati, perché i ribelli non hanno firmato nulla.
  • Le tensioni Rwanda-Congo rimangono alte.

Valutazione: tregua parziale e instabile, non una guerra finita.

3) Israele – Iran

Contesto

Non una “guerra” nel senso classico, ma uno scontro a colpi di attacchi mirati, cyberattacchi e bombardamenti indiretti tramite milizie.

Cosa ha fatto Trump

Ha mediato un cessate il fuoco dopo una spirale di escalation.

Quanto è chiusa?

  • Non è mai stata una guerra totale.
  • Il cessate il fuoco ha ridotto le ostilità, ma non elimina la rivalità strategica.

Valutazione: tregua diplomatica, non fine di una guerra.

4) Israele – Hamas (Gaza)

Contesto

Conflitto ricorrente, culminato in un’escalation molto intensa.

Intervento di Trump

Ha facilitato una tregua e un accordo sugli ostaggi.

Limiti

  • Le tregue fra Israele e Hamas sono tipicamente temporanee.
  • Non è stata firmata alcuna pace definitiva.

Valutazione: cessate il fuoco, non una guerra “chiusa”.

5) India – Pakistan

Contesto

Rivalità nucleare storica, con un fronte caldo in Kashmir.

Cosa ha mediato Trump

Ha favorito un rinnovo del cessate il fuoco sul confine (LoC).

Quanto è chiusa?

  • Non c’era una guerra aperta, ma scaramucce frequenti.
  • Le relazioni restano tese.

Valutazione: normalizzazione parziale, non una guerra vera.

6) Thailandia – Cambogia

Contesto

Scontri di confine intermittenti, non una guerra totale.

Cosa è accaduto

Trump ha ospitato e promosso un cessate il fuoco.

Problemi

  • Gli scontri sono ripresi settimane dopo.
  • Accordi fragili e di breve durata.

Valutazione: cessate il fuoco fallito.

7) Egitto – Etiopia (diga GERD)

Contesto

Una disputa sul Nilo, non una guerra armata.
Egitto teme riduzione del flusso; Etiopia vuole produrre energia.

Cos’ha fatto Trump

Si attribuisce la de-escalation durante negoziati sulla diga.

Realtà

  • Nessuna guerra aperta.
  • Solo un temporaneo allentamento delle tensioni.

Valutazione: non era una guerra, e non è “finita”.

8) Serbia – Kosovo

Contesto

Conflitto congelato dal 1999, con periodiche crisi.

Trump sostiene di aver “ridotto le tensioni”

Ha promosso dialogo e accordi economici e di cooperazione.

Limiti

  • Nessuna guerra in corso da decenni.
  • Le tensioni restano altissime e la situazione non è risolta.

Valutazione: non era una guerra e non è stata chiusa.

Conclusione generale

La lista delle “otto guerre chiuse” da Trump:

✔️ include alcuni conflitti davvero spenti (Armenia–Azerbaigian)
✔️ include tregue instabili
✔️ include conflitti non firmati da tutte le parti
✔️ include situazioni che non erano guerre (GERD, Serbia–Kosovo)
✔️ include cessate il fuoco temporanei (Gaza, Iran–Israele, Cambogia–Thailandia)

Il numero “otto” deriva da una definizione molto ampia di “guerra” e da una interpretazione generosa del ruolo degli Stati Uniti.

In estrema sintesi: Trump non solo racconta balle, ma in alcuni casi, come per Israele, non solo non ha chiuso niente ma è estremamente dannoso per il paese aggredito, cioè lo Stato Ebraico

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