Libano: Hezbollah attacca i manifestanti a Beirut. Decine di feriti

Su Hezbollah l’Europa deve ora prendere una decisione definitiva. Non può più continuare a tenere un profilo ambiguo come quello attuale che considera legale la parte politica e illegale l’ala militare

Manifestanti feriti dopo l'attacco di Hezbollah. Credit foto AP

Uomini di Hezbollah armati di bastoni, di verghe metalliche, catene ed espolosivi hanno attaccato questa mattina presto nel centro di Beirut i manifestanti che ormai da settimane protestano contro il Governo.

Arrivati all’improvviso a bordo di motociclette (come i Baji iraniani) sventolando le bandiere di Hezbollah e inneggiando al gruppo terrorista, hanno dato addosso ai giovani manifestanti picchiandoli molto duramente, tanto che la polizia libanese ha dovuto formare un muro per difenderli.

Testimoni dei fatti hanno raccontato che l’attacco è stato improvviso, brutale e violentissimo. Al grido di «sciiti, sciiti» e di «Hezbollah, Hezbollah» in perfetto stile Baji le motociclette sono passate in mezzo ai manifestanti falcidiandone diversi.

I giovani libanesi hanno risposto urlando «Hezbollah terrorista» e tirando sassi contro i miliziani pagati dall’Iran scatenando un breve ma intenso scontro che solo l’intervento della polizia è riuscito a fermare.

Gli attacchi di Hezbollah sono iniziati dopo che i manifestanti avevano bloccato un grande incrocio noto come Ring Road che collega i quartieri orientali della capitale con la parte occidentale della città. I manifestanti avevano contemporaneamente chiuso le strade nelle aree a nord di Beirut e nella valle orientale della Bekaa.

L’Europa non può continuare ad esser complice di questi criminali

Su Hezbollah l’Europa deve ora prendere una decisione definitiva. Non può più continuare a tenere un profilo ambiguo come quello attuale che considera legale la parte politica e illegale l’ala militare. Hezbollah è un unico organismo terrorista, uno Stato nello Stato che tiene in ostaggio una intera nazione e che non si fa scrupolo di usare violenza contro chi lo contesta.