Le elezioni generali di oggi (domenica) saranno le più importanti da quando la Moldavia ha ottenuto l’indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991. La Russia sta facendo tutto il possibile per distogliere il Paese dal suo percorso europeo.
Se si deve credere alla marea di video su TikTok, il popolo della Moldavia sta attualmente vivendo un periodo di terrore.
Questi brevi video sostengono che il Paese sia governato da una “dittatura” della sua presidente filoeuropea, Maia Sandu, e dal partito liberale-conservatore al potere, il Partito dell’Azione e della Solidarietà (PAS).
Essi sostengono inoltre che questo “regime fantoccio” si sia venduto all’Unione Europea, alla NATO e al miliardario statunitense George Soros con l’obiettivo di distruggere l’agricoltura moldava, “introdurre l’ideologia LGBTQ” e condurre il Paese in una guerra contro la Federazione Russa.
Una delle persone che pubblica quasi quotidianamente questo tipo di contenuti su TikTok è l’ex presidente Igor Dodon, devoto seguace del presidente russo Vladimir Putin.
Dodon è leader del Partito dei Socialisti della Repubblica di Moldavia (PSRM) e capo dell’alleanza Blocco Elettorale Patriottico. Il logo dell’alleanza raffigura una stella rossa e bianca che circonda un cuore con al centro la falce e il martello sovietici.
Dodon si definisce di destra e impegnato a difendere i “valori tradizionali”, chiudendo i suoi video con il saluto cristiano ortodosso “Dio ci aiuti!”.
Questo mix di odio verso l’Europa e l’Occidente, nostalgia sovietica, fedeltà al Cremlino, devozione cristiana ortodossa e populismo di destra attrae gran parte della società moldava, soprattutto alla luce della precaria situazione economica di molte persone nel Paese, in particolare dei pensionati.
Oggi i moldavi si recheranno alle urne per eleggere un nuovo parlamento. Si tratterà delle prime elezioni generali programmate da quando la Moldavia e l’Ucraina hanno ottenuto lo status di candidate all’adesione all’UE nel 20
Da mesi ormai il voto è considerato un’elezione cruciale, che potrebbe portare il Paese ad avvicinarsi ulteriormente all’UE o a tornare verso la Russia.
I sondaggi di opinione nel Paese sono considerati notoriamente inaffidabili. L’imprevedibilità del voto è ulteriormente aggravata dal fatto che quasi la metà degli elettori non ha ancora deciso per chi votare.
Anche se il partito liberale-conservatore, filoeuropeo e anticorruzione PAS di Sandu dovrebbe rimanere il partito più forte, potrebbe perdere la maggioranza assoluta ottenuta nel 2021.
Partiti filo-russi in lizza
Altre due alleanze elettorali che, secondo i sondaggi, saranno rappresentate nel nuovo parlamento sono entrambe chiaramente filo-russe.
Si tratta del Blocco Elettorale Patriottico e dell’alleanza politica nota come Alternativa, fondata dal sindaco di Chisinau, Ion Ceban.
Il Partito Nostro (PN) è un altro partito che potrebbe entrare in parlamento. È stato fondato dall’uomo d’affari Renato Usatii, un avventuriero politico e populista che ha fatto fortuna in Russia ed è difficile da inquadrare politicamente.
Usatii potrebbe finire per detenere l’equilibrio di potere e determinare se il paese manterrà il suo governo filoeuropeo o ne avrà uno filorusso.
La Russia sta facendo tutto il possibile per influenzare le elezioni a suo favore.
Un modo per farlo è l’acquisto di voti tramite un’app. L’anno scorso, fino a 300.000 elettori si sono registrati all’app. All’epoca, il governo moldavo parlò di un “attacco ibrido senza precedenti” al Paese.
L’acquisto di voti è coordinato da una rete gestita dall’uomo d’affari moldavo-israeliano Ilan Shor, che è incaricato dai servizi segreti russi e, in ultima analisi, dal Cremlino.
Shor è stato la mente dietro quello che in Moldavia è noto come “il furto del secolo”, in cui tra il 2012 e il 2014 è stato sottratto un miliardo di dollari al sistema bancario moldavo attraverso una complessa struttura di prestiti.
Condannato a 15 anni di carcere in Moldavia, Shor è fuggito prima in Israele nel 2019 e poi in Russia.
Diversi partiti, da lui fondati appositamente per queste elezioni, sono stati messi al bando.
Da mesi ormai la polizia moldava avverte i cittadini di non farsi coinvolgere nell’acquisto di voti. Purtroppo, però, non sembra che abbiano avuto molto successo. Quasi ogni giorno in tutto il paese vengono effettuati raid contro persone coinvolte in frodi elettorali e nel coordinamento dello schema di acquisto di voti e vengono effettuati arresti.


