La cosiddetta “guerra dei 12 giorni” tra Israele e Iran è avvenuta tra il 13 e il 24 giugno 2025 ed era iniziata con un attacco a sorpresa israeliano portato contro i centri nucleari (come Natanz, Isfahan e Fordow), le basi missilistiche e le catene di comando iraniane.
In poche ore Israele prese il controllo totale dei cieli iraniani e distrusse o rese inutilizzabili buona parte dei lanciatori di missili iraniani, indispensabili per lanciare i vettori contro Israele come avvenne nelle prime ore successive all’attacco israeliano.
In quel momento l’Iran era veramente in balia dell’attaccante mentre a livello interno l’opposizione prendeva coraggio.
Ma Donald Trump non la pensava così e dopo aver lanciato un attacco con le potenti bombe anti-bunker contro le centrali nucleari di Natanz, Fordow e Isfahan, giusto per dire che il programma nucleare iraniano non c’era più (bugia/errore), “costrinse” Israele ad accettare un cessate il fuoco mediato dal Qatar preceduto da un attacco iraniano “simbolico e telefonato” contro la base americana di Al Udeid situata proprio in Qatar.
In quei 12 giorni di guerra l’Iran non chiuse lo Stretto di Hormuz e nemmeno minacciò di farlo, non perché non sapesse della sua importanza, ma perché non era nelle condizioni di poterlo fare proprio perché il colpo israeliano era stato devastante.
Tra la fine della guerra dei 12 giorni (24 giugno 2025) e l’inizio della nuova escalation (28 febbraio 2026) sono passati esattamente 249 giorni (pari a 8 mesi e 4 giorni), periodo durante il quale l’Iran non solo si è rafforzato pesantemente, ma ha creato le condizioni di poter bloccare lo Stretto di Hormuz in poche ore.
Come fa l’Iran a bloccare lo Stretto di Hormuz?
Durante quei lunghi mesi di tregua l’Iran ha posizionato lungo le coste dello Stretto di Hormuz un arsenale diversificato di ordigni antinave posizionati anche sulle isole strategiche (come Qeshm, Hormuz e le Tunb) che controllano lo Stretto di Hormuz. Questo arsenale si divide principalmente in missili da crociera antinave (ASCM) e missili balistici antinave (ASBM).
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Missili Balistici Antinave (ASBM)
A differenza dei normali missili da crociera, questi vettori raggiungono quote elevate prima di tuffarsi a velocità ipersonica o supersonica sul bersaglio, rendendo l’intercettazione estremamente difficile per le navi.
- Khalij Fars (“Golfo Persico”): Un missile balistico a corto raggio (circa 300 km) con guida elettro-ottica/infrarossa nella fase finale. È progettato specificamente per colpire grandi unità navali, comprese le portaerei.
- Hormuz-1 e Hormuz-2: Sviluppati sulla base del Fateh-110. L’Hormuz-1 è un missile anti-radar progettato per agganciare e distruggere i sistemi radar delle navi nemiche; l’Hormuz-2 ha una testa di ricerca radar attiva per bersagli navali in movimento.
- Zolfaghar Basir: Una variante antinave del missile balistico Zolfaghar, con una gittata stimata di circa 700 km, che estende la copertura ben oltre lo Stretto, inoltrandosi nel Mare Arabico.
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Missili da Crociera Antinave (ASCM)
Volano a bassissima quota a fior d’acqua (sea-skimming) per eludere i radar navali.
- Noor / Qader / Qadir (Serie basata sul C-802 cinese):
- Noor: Versione iraniana del C-802 con una gittata di circa 120 km.
- Qader: Evoluzione del Noor con gittata estesa a circa 200 km.
- Qadir: Ulteriore aggiornamento con una gittata fino a 300 km, dotato di radar avanzato anti-disturbo radar.
- Kowsar e Nasr-1: Missili da crociera a corto raggio (15–35 km) progettati per l’impiego da batterie costiere mobili, velivoli leggeri o dalle motovedette veloci dei Pasdaran.
- Abu Mahdi: Missile da crociera a lungo raggio (oltre 1.000 km) presentato per estendere la minaccia antinave dall’interno del territorio iraniano fino all’Oceano Indiano. Utilizza la guida satellitare e radar attivo per tracciare bersagli marittimi in movimento.
- Ghadir / Zafar: Ulteriori varianti tattiche pensate per attacchi coordinati di saturazione a medio e corto raggio.
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La strategia della “minaccia asimmetrica”
Oltre ai singoli missili, l’efficacia della minaccia iraniana nello Stretto di Hormuz si basa su due elementi tattici:
- Lanciatori mobili terrestri (TEL): Posizionati su camion mimetizzati lungo la costa montuosa iraniana, facili da nascondere ed estrarre all’occorrenza.
- Attacchi a sciamo (Swarm tactics): Lanci combinati di missili da crociera a bassa quota, missili balistici ipersonici e l’impiego contemporaneo di centinaia di motovedette veloci e droni kamikaze (serie Shahed / Ababil) per saturare i sistemi di difesa aerea delle navi commerciali o militari.
Tutto questo il 24 giugno 2025 non c’era o era fortemente compromesso, mentre di fronte (o nei pressi) delle coste iraniane c’era una delle flotte più potenti al mondo in grado di scongiurare la presa in ostaggio dello Stretto di Hormuz.
Fermare l’attacco israeliano e nel contempo togliere la deterrenza rappresentata da quella flotta è stato uno dei regali più grandiosi fatto da Trump al regime iraniano. Che infatti per mesi ha tenuto in piedi trattative farlocche mirate unicamente a guadagnare tempo. Così quando il 28 febbraio 2026 israeliani e americani attaccarono di nuovo l’Iran, in poche ore i Pasdaran furono in grado di prendere in ostaggio lo Stretto di Hormuz.
L’8 aprile 2026 entrò in vigore il secondo cessate il fuoco con l’Iran che sebbene controllasse lo Stretto di Hormuz, a livello militare era di nuovo in grosse difficoltà (lanciava pochi missili per volta), non controllava i cieli iraniani e aveva subito gravi danni alla marina, alle installazioni missilistiche del Golfo e ai barchini che servivano proprio a controllare Hormuz. Per non parlare di tutta la leadership eliminata, a partire dall’Ayatollah Ali Khamenei.
Questo è stato il secondo grandioso regalo fatto da Trump al regime dei Pasdaran (ormai credo sia inutile parlare di “regime degli Ayatollah”). Da aprile ad oggi i Pasdaran hanno fatto solo due cose: prendere tempo con trattative farlocche (di nuovo) e potenziare la presa sullo Stretto di Hormuz (della presa interna ne parleremo).
Quindi non è stato un errore iniziare una guerra contro il regime degli Ayatollah, l’errore è stato fermarla e permettere ai Pasdaran di scansare il clero per instaurare un regime militare ancora più oppressivo internamente e minaccioso esternamente.
