Middle EastSocietà e cronaca

Non ci sono palestinesi buoni e palestinesi cattivi

Molto spesso quando si parla di palestinesi si tende a dividerli in due categorie, quelli cattivi di Hamas e quelli buoni di Al-Fatah. E’ un errore che non fanno solo i giornalisti ma che fanno anche i diplomatici credendo, a torto, che i palestinesi di Al-Fatah siano “moderati”.

In realtà sia Hamas che Al-Fatah perseguono lo stesso identico obiettivo, che è quello della distruzione di Israele, ma lo fanno con metodologie e strategie diverse.

Mentre Hamas persegue la distruzione di Israele attraverso azioni belliche dirette e non ne fa mistero, Al-Fatah persegue lo stesso obiettivo attraverso quella tattica resa famosa dalla Fratellanza Musulmana che si regge sulla teoria della gradualità, quella strategia cioè che prevede l’insinuazione graduale nella “società nemica”, la sua demonizzazione e delegittimazione attraverso azioni solo all’apparenza pacifiche ma che in realtà sono veri e propri atti di guerra. Pensiamo solo alle diverse risoluzioni dell’UNESCO che di fatto cambiano la storia a favore dei palestinesi. Pensiamo allo stillicidio di piccoli attentati veicolari o con armi da taglio fomentati senza vergogna dalla Autorità Palestinese che arriva addirittura a corrispondere un vitalizio alle famiglie dei “martiri” e quindi “istituzionalizza” l’uccisione di israeliani. Non sono atti di “guerra bellica” come lo possono essere quelli perpetrati da Hamas, ma hanno lo stesso fine e se vogliamo sono persino peggiori in quanto estremamente subdoli.

Per assurdo è preferibile la tecnica di Hamas che puoi combattere a viso aperto piuttosto che la subdola tattica della gradualità fatta di atti diplomatici e di piccoli ma continui attentati messa in piedi da Al-Fatah. Se Hamas urla ai quattro venti che vuole distruggere Israele attraverso una guerra, Al-Fatah quella guerra la fa ogni giorno con maniacale perseveranza ma senza dichiararlo apertamente, anzi, passando spesso per vittima quando giustamente Israele reagisce in qualche modo.

No, non esistono palestinesi buoni e palestinesi cattivi (in realtà i palestinesi proprio non esisterebbero senza la loro “utile” invenzione, ma chiamiamoli così per convenienza), i palestinesi vogliono tutti la stessa cosa. Solo che alcuni sono più furbi e subdoli degli altri.

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