Chi lo avrebbe mai detto che un anti-trumpiano come il sottoscritto si ritrovasse ad elogiare la politica di Trump in Medio Oriente?

A dire il vero non è nemmeno la prima volta a riprova che pur non approvando quasi nulla della politica globale di Donald Trump, ci sono state decisioni (specie in Medio Oriente) che ho apertamente condiviso, dal togliere ogni finanziamento ai palestinesi fino quasi a strangolare la loro economia basata sull’aiuto, al ritiro dal JCPOA passando per il trasferimento dell’ambasciata a Gerusalemme.

Non entro nel merito della politica globale dell’ex Presidente degli Stati Uniti, non mi compete e non mi sento adeguato a farlo, parlo solo della politica in Medio Oriente.

Facciamo un esempio facile da capire e relativo a un fatto recentissimo, la visita ufficiale del Ministro della Difesa israeliano, Benny Bantz, in Bahrain.

I rapporti tra Israele e i paesi arabi del Golfo, tra cui proprio il Bahrain, sono migliorati sotto la spinta sempre più decisa della politica impostata dal Dipartimento di Stato americano sotto l’Amministrazione Trump. Per precisa decisione di Trump, di Jared Kushner e di Benjamin Netanyahu.

Già da tempo si parla addirittura di normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita, ultimo tassello di una politica estera volta a regolarizzare i rapporti con il mondo arabo e che fino ad oggi ha portato Israele ad avere rapporti ufficiali con Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Marocco, Sudan, Egitto e Giordania.

Proprio il Bahrain è particolarmente importante, non solo perché ha dato il via al giro di regolarizzazioni nel Golfo Persico (anche se ufficialmente sono stati gli Emirati Arabi Uniti), ma perché è il primo paese del Golfo che firma con Israele un memorandum d’intesa sulla sicurezza.

Il viaggio di Gantz in Bahrain non è stato molto considerato dai media occidentali, ma meritava più attenzione.

Il motivo per cui doveva essere “un attimo” più considerato è la posizione del piccolo stato arabo del Golgo, a soli 200 Km dalla costa iraniana. Per l’Iran il memorandum d’intesa sulla sicurezza è un messaggio potentissimo e a livello geopolitico è una vera bomba.

«Questa è la prima volta che un ministro della Difesa israeliano viene apertamente in Bahrain per una visita ufficiale» ha detto Gantz ai giornalisti.

«Abbiamo firmato un accordo di cooperazione per la sicurezza, che è un’altra pietra miliare nell’importantissimo processo degli Accordi di Abramo, che stiamo portando avanti da più di un anno» ha detto ancora il Ministro della Difesa israeliano evidenziando l’enorme importanza del viaggio e degli accordi firmati.

E qui torniamo alla politica di Trump in Medio Oriente. Fu Jared Kushner che per conto di Donald Trump portò Israele ed Emirati Arabi Uniti a firmare i primi accordi di normalizzazione. Successivamente anche il Bahrain vi si unì e i tre firmarono gli Accordi di Abramo alla Casa Bianca il 13 agosto 2020. Più tardi si uniranno al gruppo anche Marocco e Sudan.

Firma Accordi di Abramo a Washington

Bisogna capire prima di tutto l’importanza di tali accordi tra Israele e diversi paesi arabi, a parte le ricadute sulla causa palestinese, quelle importantissime sugli accordi di difesa reciproca.

Si pensi per esempio alle possibile ricadute di tali accordi in un momento in cui gli Emirati Arabi Uniti sono sotto attacco da parte dei ribelli Houthi e quindi dell’Iran che persino durante la visita del Presidente israeliano, Isaac Herzog, negli Emirati hanno lanciato un missile balistico (intercettato).

Grazie a quegli accordi oggi gli Emirati possono pensare all’uso di Iron Dome, il sistema di difesa antimissile israeliano, anche se ci sono ancora importanti scogli da superare prima che Israele venda agli EAU batterie di Iron Dome.

Tuttavia lo scorso 18 gennaio Israele ha offerto agli Emirati Arabi Uniti assistenza in termini di sicurezza e di intelligence e non è escluso che abbia fatto la stessa offerta al Bahrain.

In molti vedono in questa offerta un primo passo verso l’assistenza contro gli attacchi missilistici dei ribelli Houthi dello Yemen e, più in generale, un primo passo verso una fattiva collaborazione in termini di difesa, anche se personalmente tendo a pensare che difficilmente Israele consegnerà una tecnologia come quella di Iron Dome ad un paese arabo, seppure amico e alleato.

Tutti questi ragionamenti erano semplicemente impensabili prima degli accordi di Abramo, prima di Donald Trump.

Chi mai avrebbe pensato prima degli accordi di Abramo che un Paese arabo avrebbe chiesto apertamente assistenza militare a Israele?

Chi mai avrebbe pensato prima degli accordi di Abramo che un aereo militare israeliano con a bordo il Presidente o il Ministro della Difesa, sorvolasse l’Arabia Saudita per arrivare a destinazione in un altro paese arabo?

Chi mai avrebbe pensato prima degli accordi di Abramo che il Presidente israeliano andasse in visita ufficiale negli Emirati Arabi Uniti o che il Ministro della Difesa israeliano visitasse il Bahrain concludendo per di più un accordo per la difesa?

In due anni è cambiato tutta la politica mediorientale grazie a quegli accordi fortemente voluti dal Presidente Donald Trump e presto anche l’Arabia Saudita si deciderà a compiere il grande passo, perché la minaccia iraniana è sempre più incombente e solo una alleanza con Israele potrà fermare questa spada di Damocle sulla testa dei sauditi.