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Editoriali

Pakistan: 210 milioni di estremisti islamici con la bomba atomica

L’assurda vicenda di Asia Bibi ha portato all’onore delle cronache mondiali il Pakistan di cui purtroppo si parla troppo poco sebbene potenzialmente sia uno dei maggiori pericoli per il mondo libero.

210 milioni di abitanti dei quali il 96,4% musulmani, in larga parte sciiti (come in Iran), ma in grado di trattare senza problemi con ogni branca dell’Islam radicale, dai Wahabiti sauditi agli Ayatollah iraniani passando per i talebani, vera e propria creatura dell’ISI (Inter-Services Intelligence), i potentissimi servizi segreti pachistani, il tutto con un valore aggiunto di non poco conto, un importante arsenale nucleare che anno dopo anno continua a crescere.

Il Pakistan è l’unico paese islamico ad avere un arsenale atomico, un fatto questo che non dovrebbe far dormire sonni tranquilli ai “grandi della terra”, non fosse altro che per il fatto che il Pakistan non si limita a produrre armi atomiche per se stesso, ma probabilmente le vende (quasi certa la vendita programmata ma probabilmente non ancora avvenuta di un arsenale nucleare all’Arabia Saudita) e sicuramente esporta la sua tecnologia attraverso i suoi ingegneri. Lo ha fatto con la Corea del Nord e con l’Iran attraverso il padre dell’atomica pachistana, Abdul Qadeer Khan.

Purtroppo si tende a sottovalutare il pericolo rappresentato dall’arsenale nucleare del Pakistan come del resto si tende a sottovalutarne il diffuso estremismo islamico, emerso proprio in questi giorni con la vicenda di Asia Bibi.

Logo ISI, servizi segreti pachistani

Anche se, almeno secondo la CIA, l’arsenale pachistano è saldamente in mano ai militari e in teoria non c’è pericolo che finisca nelle mani di qualche gruppo terrorista, il pericolosissimo doppio/triplo gioco del suoi servizi segreti, l’ISI, non dovrebbe far star sereni i grandi della Terra. I servizi segreti pachistani trattano con tutti con una nonchalange che se non fosse così pericolosa sarebbe quasi da ammirare.

Robert Gallucci, consigliere speciale per le armi di distruzione di massa sia per Clinton che per George W. Bush, considerava il Pakistan «la minaccia numero uno al mondo», ma se oggi il Pakistan ha un considerevole arsenale di armi nucleari lo si deve in larga parte proprio agli americani che chiusero gli occhi (non si sa quanto volutamente) di fronte agli allarmi che a suo tempo lanciarono gli esperti, in particolare un agente della CIA tra i più grandi esperti di armi di distruzione di massa al mondo, Rich Barlow, finito in disgrazia proprio per i suoi rapporti sul programma nucleare pachistano che denunciavano la connivenza tra i servizi segreti pachistani e la CIA in merito al programma nucleare pachistano, un programma che poi portò il Pakistan ad essere la prima (e ancora unica) potenza nucleare islamica.

Il diffuso estremismo islamico che condiziona il Governo

Quello che abbiamo visto in questi giorni in Pakistan, cioè masse di musulmani che protestavano per l’assoluzione di Asia Bibi e che minacciavano il Governo se l’avesse liberata, non è un fatto straordinario. Qualsiasi Governo vi sia in Pakistan deve fare i conti con i movimenti religiosi che nulla hanno da invidiare ai talebani afghani. Il brutto è che le cose stanno peggiorando, cioè gli estremisti islamici stanno prendendo sempre più piede. Una sorta di “talebanizzazzione” di ritorno. E non è escluso che a soffiare su questa immensa massa di estremisti non vi sia proprio l’ISI, il potentissimo servizio segreto pachistano che con molta probabilità controlla, direttamente o indirettamente, anche l’arsenale atomico di Islamabad.

Ed è questa la preoccupazione più grande. Nonostante da anni il Governo rassicuri il mondo in merito al fatto che l’arsenale nucleare pachistano sia completamente al sicuro, molti esperti ne dubitano seriamente. Ma non è per il fatto che i talebani o altri gruppi potrebbero attaccare le basi dove sono custoditi gli ordigni, ma proprio per la connivenza dell’ISI con questi gruppi e con alcune potenze straniere (dall’Iran all’Arabia Saudita passando per la Corea del Nord). I servizi segreti di tutto il mondo hanno le antenne ai massimi livelli su questo argomento. E se il governo del Pakistan dovesse finire veramente nelle mani dei gruppi religiosi radicali allora il pericolo aumenterebbe in maniera esponenziale e sarebbero davvero grossi guai per il mondo libero.

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