Perché inserire le forze di sicurezza israeliane nella lista nera degli stupratori è una bugia colossale

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Franco Londei - Editor
Antonio Guterres

Ieri il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha reso noto di aver inserito le forze di sicurezza israeliane nella sua lista nera di entità ritenute credibilmente accusate di violenza sessuale nelle zone di guerra.

Per intenderci e per non fare confusione, le forze di sicurezza israeliane comprendono le Forze di Difesa Israeliane (IDF/Tzahal), la Polizia israeliana, il Servizio carcerario, i tre principali servizi di intelligence (Mossad, Shin Bet, Aman) e varie unità speciali antiterrorismo.

Ebbene, Antonio Guterres ritiene di aver raccolto prove schiaccianti che le forze di sicurezza israeliane nella loro totalità praticherebbero violenza sessuale in zone di guerra alla stregua di Hamas, dell’ISIS, di Al Qaeda, dei Talebani, dei vari gruppi paramilitari africani ecc. ecc.

Quali sono le prove che hanno spinto il Segretario Generale dell’ONU più inutile della storia delle Nazioni Unite a inserire le forze d sicurezza israeliane in questa orrida lista?

Le accuse di Guterres, che sembrano basarsi su un articolo del noto propagandista anti-israeliano Nicholas Kristof uscito sul New York Times, hanno come fondamento una serie di rapporti che in realtà non producono una sola prova del fatto che le forze di sicurezza israeliane pratichino la violenza sessuale come arma.

«Il New York Times ha scelto di pubblicare una delle peggiori calunnie sul sangue mai apparse sulla stampa moderna», ha dichiarato il Ministero degli Esteri di Gerusalemme in un comunicato emesso subito dopo la pubblicazione dell’articolo.

«In un’incomprensibile distorsione della realtà, e attraverso un flusso infinito di menzogne ​​infondate, il propagandista Nicholas Kristof trasforma la vittima nell’accusato» si legge ancora nel comunicato, un chiaro riferimento agli stupri sistematici compiuti da Hamas il 7 ottobre 2023 e successivamente sugli ostaggi.

Non è la prima volta che entità antisemite tentano di mettere Israele sullo steso livello di nazisti e terroristi islamici con il duplice intendo di sminuire le ragioni israeliane e nel contempo aizzare odio verso gli ebrei. Di recente la Global Sumud Flotilla ha tirato fuori presunte violenze sessuali, torture, campi di concentramento e addirittura “vagoni” con i quali sarebbero stati trasportati.

L’operazione del Segretario Generale dell’ONU sembra andare proprio in questa direzione. Antonio Guterres, basandosi esclusivamente su “sentito dire”, ha deliberatamente e consapevolmente inserito Israele nella più orribile lista nera delle liste nere, il tutto basandosi su rapporti di organizzazioni anti-israeliane le quali non hanno prodotto usa sola prova. È il “metodo Goebbels” secondo cui una menzogna ripetuta più volte diventa verità.

Tanto più che i leader e fondatori della ONG, Ramy Abdu e Mazen Kahel, che sia Guterres che il New York Times hanno usato per basare le loro accuse a Israele, sono provatamente vicini ad Hamas come prova la fotografia che l’Ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha mostrato in un video su X pubblicato per contestare l’articolo del NYT.

Per di più la foto mostrata nel video dall’ambasciatore è stata attribuita a NGO Monitor, un’organizzazione di monitoraggio filo-israeliana il cui sito web mostra anche una foto di Abdu accanto al funzionario di Hamas Osama Hamdan nel 2013.

Ramy Abdu con Osama Hamdan
Ramy Abdu con Osama Hamdan

Come si può facilmente verificare, Antonio Guterres è palesemente caduto (o è voluto cadere) nel tranello della Fratellanza Musulmana volto a aizzare odio contro Israele e contro gli ebrei.

Quello che sembra certo è che la gravissima decisione presa dal Segretario Generale dell’ONU si basa su zero prove o su testimonianze inattendibili come quella del giornalista palestinese Sami al-Sai e dell’attivista di Hebron Issa Amro, nonché di altri 12 uomini e donne, rimasti anonimi, che hanno affermato di essere stati vittime di violenza sessuale da parte di coloni o forze di sicurezza israeliane. Un po’ poco per mettere Israele sullo stesso piano di Hamas, dell’ISIS o di qualche gruppo di tagliagole africano.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo