Quello che più di tutto temevo prima del discorso di Volodymyr Zelensky alla Knesset si è purtroppo avverato. Il Presidente ucraino ha dato adito ad interpretazioni del suo discorso che toccano direttamente la Shoah e che i rossobruni amici di Putin hanno saputo sfruttare immediatamente.

Perché sono d’accordo con Niram Ferretti quando afferma che Zelensky nel suo discorso alla Knesset non ha mai paragonato l’attuale situazione ucraina con la Shoah né intendesse farlo.

Zelensky ha detto che i russi stanno usando contro l’Ucraina termini come «soluzione finale», gli stessi usati 80 anni fa dai nazisti. Zelensky ha detto «la Russia vuole distruggere tutto ciò che rende ucraini gli ucraini: ecco perché uso il confronto con la vostra storia».

«The Russians use the terminology of the Nazi party, they want to destroy everything. The Nazis called this “the final solution to the Jewish question» ha detto in inglese. «And now… in Moscow… they’re using those words, “the final solution”. But now it’s directed against us and the Ukrainian question. Our people are now wandering the world, searching for a place, just as you once wandered… seeking security, trying to stay alive, and in peace. Exactly what you have sought»

Volodymyr Zelensky alla Knesset

Tant’è, purtroppo il Presidente ucraino ha fatto il suo primo errore di comunicazione in una campagna mediatica sin qui quasi perfetta e ha spianato la strada alle critiche degli amici di Putin che fino ad ora non avevano toccato palla.

Purtroppo l’errore di comunicazione sulla Shoah non è stato l’unico. Il Presidente Zelensky ne ha fatto un secondo quando ha accusato Israele di non aver fornito armi all’Ucraina (qui le motivazioni) e di non aver imposto sanzioni alla Russia.

Ora, il Presidente ucraino dimentica purtroppo che Israele è un paese in guerra e lo è sin dalla sua nascita. In questo contesto ha in essere diversi accordi con la Russia uno dei quali permette a Gerusalemme di colpire i Guardiani della Rivoluzione e le milizie filo-iraniane in Siria.

Quell’accordo non è marginale, è di fondamentale importanza per Israele in quanto è l’unico argine all’avvicinarsi degli iraniani ai confini israeliani.

Con tutto il rispetto per la guerra in Ucraina e per questa repubblica aggredita dai russi, Israele non si può permettere il lusso di sputare nel piatto in cui mangia e quindi non può né dare armi agli ucraini né può applicare sanzioni alla Russia.

È egoistico, lo so, ma questa è la realtà, la pura realtà di un paese in guerra che proprio Zelensky dovrebbe capire meglio di chiunque altro.