Perché la guerra con l’Iran è legittima e non è solo una questione israelo-statunitense

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Franco Londei - Editor

Pensare che la guerra con l’Iran sia solo una questione israelo-statunitense perché “loro l’hanno iniziata” e nessuno vuole entrare in guerra con Teheran, è la cosa più stupida che i paesi occidentali e quelli asiatici possano affermare.

Prima di tutto, non sono stati Israele e gli Stati Uniti a iniziare questa guerra, l’hanno iniziata gli Ayatollah iraniani nel momento in cui hanno finanziato, organizzato e appaltato ad Hamas il massacro del 7 ottobre 2023. Non solo, l’hanno allargata coinvolgendo il Libano sin dal giorno dopo quel massacro ordinando a Hezbollah di iniziare a bersagliare il nord di Israele con una pioggia di missili quotidiana. Cosa che hanno fatto per molti mesi prima che Israele decidesse di entrare in Libano.

Quindi no, non sono stati né Israele né gli Stati Uniti a iniziare questa guerra, questo dato di fatto deve essere ben chiaro altrimenti si rischia di cadere nel tranello della propaganda anti-israeliana non di rado antisemita.

Ora, perché affermo che la guerra con l’Iran non è una questione unicamente di pertinenza israelo-statunitense? Per diversi motivi tra i quali, prima di tutto, perché il blocco dello Stretto di Hormuz riguarda l’economia globale, non solo quei paesi i quali ricevono il petrolio attraverso quello Stretto. Basta guardare i prezzi dei carburanti in Italia e nel resto dell’Europa per capirlo. Eppure né l’Italia né l’Europa dipendono da quello Stretto per il petrolio.

Sento parlare quotidianamente di “violazione del Diritto internazionale” da parte di Israele e Stati Uniti, ma non sento nessuno dire che il blocco attuato dall’Iran sullo Stretto di Hormuz” non solo viola il Diritto Internazionale, ma è una azione ostile verso il resto del mondo perché condiziona l’economia globale. Non lo possono fare perché non può essere etichettata come “ritorsione verso Israele e Stati Uniti”.

Non solo, è proprio il Diritto Internazionale a vietare un’azione del genere. Secondo la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS) del 1982, lo Stretto di Hormuz è classificato come uno “stretto utilizzato per la navigazione internazionale”. Questo regime stabilisce che tutte le navi (incluse quelle da guerra e le petroliere) godono del diritto di transito rapido e continuo, che non può essere sospeso o ostacolato dallo Stato costiero.

E se non bastasse, sebbene l’Iran abbia firmato ma non ratificato l’UNCLOS, le norme sul transito negli stretti internazionali sono considerate parte del diritto consuetudinario, rendendole vincolanti per tutti gli Stati, indipendentemente dalla ratifica formale del trattato. Ripeto, non lo possono fare.

Ora, per quanto mi stia antipatico Donald Trump, non posso non concordare con lui quando chiede al resto del mondo di aiutare la marina americana a garantire il traffico navale nello Stretto di Hormuz. Non si va in guerra contro l’Iran, ma si garantisce che il tanto sbandierato Diritto Internazionale venga rispettato e che un atto ostile verso tutto il mondo come quello effettuato dagli iraniani, non venga ignorato.

 E sebbene l’Iran invochi il Diritto alla legittima difesa (Art. 51 carta ONU) gli esperti dell’ONU sottolineano che un blocco totale non rispetta i criteri di proporzionalità e necessità richiesti dal diritto internazionale.

Anzi, se proprio vogliamo essere precisi, è proprio l’art. 51 della carta dell’ONU, il quale disciplina la legittima difesa, a rendere legittimo l’attacco israeliano all’Iran.

Ora, stabilita la legittimità dell’attacco israelo-statunitense all’Iran, stabilito che il blocco dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran non solo è illegittimo, ma mina gravemente il commercio internazionale diventando di fatto un atto ostile verso il resto del mondo, non vi è ragione per cui gli stati danneggiati dal blocco iraniano non debbano partecipare ad una missione difensiva che garantisca il passaggio dello Stretto di Hormuz.

E smettiamola per favore con la storia della “guerra illegittima scatenata da Netanyahu”. Israele è stato attaccato da Hamas, da Hezbollah e dagli Houthi dello Yemen per conto dell’Iran, questo è innegabile. Netanyahu, quindi, non ha scatenato nessuna guerra, Israele ha messo in pratica il Diritto alla legittima difesa garantito dalla carta dell’ONU.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo