Middle East

Quei bravi ragazzi palestinesi. Come ti frego Israele

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Chi un pochino conosce le cose mediorientali e le analizza senza pregiudizi conosce molto bene la falsità e l’ipocrisia dei leader palestinesi e in particolare di Abu Mazen, il cosiddetto Presidente della ANP (Autorità Nazionale Palestinese) cosiddetto perché da diversi anni occupa quel posto senza essere stato eletto da nessuno e senza avere in mente di indire libere elezioni. Ma l’intervista rilasciata al New  York Times le supera tutte.

A parte la furbesca scelta della testata, la più vicina a Obama, quello che fa Abu Mazen è uno spudorato esercizio della menzogna, non tanto per quello che dice quanto piuttosto per quello che non dice. Abu Mazen intorta gli americani e si presenta come la parte buona e bella dei negoziati lasciando intendere che se i negoziati di pace falliranno sarà per colpa di quei cattivoni di israeliani.

Cosa propone Abu Mazen? I principali nodi del contendere sono, come sappiamo, la sicurezza di Israele e la faccenda di Gerusalemme est. Per questo gli israeliani si oppongono a due punti del piano di pace proposto e quasi imposto dal segretario di Stato americano, John Kerry, quello che riguarda la permanenza delle truppe israeliane in Cisgiordania che secondo Kerry andrebbero sostituite da truppe NATO e l’incedibilità di Gerusalemme est. Cosa fa allora Abu Mazen? Diventa improvvisamente una colomba e propone una forza di pace della NATO a guida americana in Cisgiordania e a Gerusalemme est al posto delle truppe israeliane. Così prende tre piccioni con una fava, passa da colomba perché va incontro al piano di Kerry, si sbarazza della presenza del IDF in Cisgiordania e si impossessa di Gerusalemme est. Ma non solo, con questa mossa non si ingrazia solo gli americani ma salta a piè pari il problema del riconoscimento di Israele che non viene nemmeno nominato né da Kerry né dallo stesso Abu Mazen, mentre ambedue pretendono che Israele riconosca la Palestina con Gerusalemme est come capitale e l’uscita delle truppe israeliane dalla Cisgiordania e da Gerusalemme est conclamerebbe proprio una implicita accettazione di questo dato di fatto.

Come sempre quindi il leader palestinese, che a furbizia ha superato il maestro Arafat, si mette nella posizione di rendere impossibile il raggiungimento di un accordo di pace perché nega due delle principali condizioni non negoziabili poste da Israele (il riconoscimento e l’indivisibilità di Gerusalemme) ma allo stesso tempo fa in modo che la colpa di tale fallimento ricada su Israele.

Inutile dire che quanto detto da Abu Mazen ha suscitato entusiasmo sia tra gli americani che in Europa e che nessuno si sia curato delle condizioni poste da Israele. Non solo, anche se ieri Kerry si è affrettato a smentire sostenendo di essere stato frainteso, l’altro giorno è arrivato a minacciare un boicottaggio globale di Israele se lo Stato Ebraico non si fosse piegato alle condizioni americano-palestinesi.

E’ una offensiva a 360° contro Israele che sembra aver colto di sorpresa i diplomatici israeliani in primo luogo proprio per l’atteggiamento americano mai così accondiscendente con i palestinesi. A Gerusalemme sanno che un rifiuto delle condizioni poste da Kerry e ben accette da Abu Mazen comporterebbe automaticamente il fallimento dei colloqui di pace e che la colpa ricadrebbe su Israele. Ma allo stesso tempo non possono cedere né sulla sicurezza né tantomeno sulla questione di Gerusalemme est. Poi c’è la questione dei coloni. Né Abu Mazen né John Kerry hanno mai nominato questo problema, ma l’accettazione da parte israeliana del piano Kerry prevederebbe l’automatica espulsione di 400.000 coloni dalla Cisgiordania (e non 120.000 come inizialmente stimato) il che diventerebbe per Israele un problema insostenibile anche economicamente.

Difficile dire ora cosa dovrebbe fare Israele. Kerry e i palestinesi hanno praticamente i totale controllo sui media internazionali oltre che l’appoggio diplomatico di moltissimi paesi, quindi gli israeliani e i loro amici hanno poche possibilità di far sentire le proprie ragioni. La tentazione di far saltare tutto è molto forte ma per farlo Israele deve uscire dall’accerchiamento mediatico, favorito anche da una gestione dei media decisamente non in linea con i tempi (forse uno dei più grandi errori commessi da Israele e dai suoi amici che continuano imperterriti a usare i media in gruppi chiusi se non segreti). Occorre quindi cambiare strategia mediatica per uscire da questo isolamento e adottare una strategia d’attacco. Abbiamo visto che gli odiatori si mettono a tacere proponendo la semplice verità e gli scettici si convincono esponendo le proprie ragioni. Inutile fare centinaia di gruppi chiusi su Facebook  quando a poter accedere a quei gruppi sono solo e sempre le stesse persone. O si esce da questo isolamento oppure l’avranno vinta gli altri.

Adrian Niscemi

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26 Comments

  1. In effetti lo politica mediatica di Israele lascia parecchio a desiderare così come quella dei vari gruppi su Facebook. Bisogna migliorarla per contrastare i tantissimi gruppi antisemiti

  2. La verità, miei cari, è che le cose stanno esattamente all’opposto di come le raccontate voi. Non tanto perchè le condizioni poste da Israele sono semplicemente irricevibili, e comporterebbero l’impossibilità della nascita di uno stato palestinese, mentre quelle chieste da kerry e Abbas non intaccano minimamente l’esistenza dello stato di israele, ma più che altro per il libro dei sogni sulla strategia mediatica di israele.
    In sostanza quello che rifiutate di accettare è che la maggioranza dell’opinione pubblica non accetta ne mai accetterà l’idea sionista di superiorità ebraica o di diritto divino, in base alla quale, da 100 anni, cercano di sloggiare la maggioranza araba dalla palestina per sostituirla con una erbaica, dando così una partia al popolo ebraico, operazione di per se nobile se non fosse condotta con la pulizia etnica, palese a volte, mascherata altre, ai danni di un altro popolo.
    I media, in passato, tendevano ad appoggiare israele o a mostrarsi “equidistanti” ma oggi con i social, ossia media in cui l’utente non si limita a guardare ma interviene, le cose si sono ribaltate.
    Se mi parlate di comunucazione tradizionale (quella fatta con grandi giornali, TV, satelliti etc) i petroldollari arabi possono letteralmente fare a pezzi israele, che non ha ne mai avrà risorse paragonabili da spendere (basta vedere quanto gli arabi spendono nelle partecipazioni azionarie nei vari media internazionali), se invece parlate della rete e del portare avanti qui gli ideali sionisti…peggio che andare di notte, sarebbe come se il Sud Africa avesse voluto migliorare la sua immagine spiegando in rete la necessità e i vantaggi dell’apartheid…immaginiamoci che successone! Niente da fare, amici, o israele si decide a diventare o uno stato binazionale paritario o a cedere ai palestinesi tutti i territori in cui sono maggioranza, oppure sempre di più diventerà il nuovo sud africa…che peraltro era uno dei suoi pochi alleati al tempo dell’apartheid…similis cum similibus avrebbero detto i latini.
    A proposito…..”i palestinesi hanno praticamente i totale controllo sui media internazionali”…non vi sa un po’ di protocolli dei savi di sion questa affermazione???

    1. sogna, sogna èpure lo stato binazionale, vedrai che Israele si mette sul groppone milioni di sfaticati nullafacenti aggratis e che Abu Mazen e compagnia bella rinunceranno a tutti i milioni di dollari che gli regalano.
      Se Israele avesse voluto spazzare via gli arabi lo avrebbe fatto già da tempo e lo potrebbe fare in pochi giorni. E cosa se ne fa del concenso? Non ne ha mai avuto. Per noi l’importante è smascherare palliwood e tutti i creduloni che gli stanno dietro.
      Poi se veramente gli arabi volevano quello che dicono di volere oggi lo avrebbero avuto prima nel 47 e poi con gli accordi di Oslo. ma a quanto pare a loro non interessa.
      Infine, checché ne dicaKerry, stai tranquilla, Gerusalemme non si tocca, su questo non si discute, consenso o no.
      Poi puoi credere tutto quello che vuoi, che milion di europei odiano Israele perché gli arabi sono bravissimi a mentire, che un “vastissimo campione” pensa che Israele sia più pericoloso della Corea del nord e dell’Iran messi insieme, che gli asini volano e le scie chimiche sono opera del mossad. La verità è che palliwood ha lavoato molto bene ed pra di dargli unaa bella smascherata

  3. La cosa veramente assurda è che questa gente ci crede alle favole dello stato binazionale anzi lo birmano così potranno sbarazzarsi di Israele solo usando l’utero delle donne

  4. Ma i sogni sono tutti vostri amici cari, israele del consenso, con buona pace della attente analisi di rightsreporter, ne ha un bisogno assoluto. Perchè come sapete (lo sapete? oddio non conoscevate manco il sondaggio europeo…)riceve dagli usa aiuti economici e militari che superano quelli dati al resto del mondo. Senza quei miliardi israele non potrebbe difendersi, e non solo! senza la (sempre più incerta) protezione onu israele verrebbe immediatamente condannato da una vastissima maggioranza e subirebbe, nel migliore dei casi, un embargo paralizzante. Cosa ne sarebbe di un minuscolo stato accerchiato da nemici potenti e pieni di petrolio disposti a tutto per eleminarlo senza il “grande protettore” americano? Per questo israele non ha spazzato via “quei milioni di fannulloni” di cui voi parlate. Facendolo avrebbe mostrato il vero volto del sionismo e gli usa non avrebbero più potuto difenderla difronte alla propria opinione pubblica (sarebbe quindi finita come il sud africa, con la differenza che il sudafrica non aveva l’iran, hezbollah, la siria e altri pronti ad accopparlo) quindi hanno preferito portare avanti la pulizia etnica nel tempo, in sordina e, almeno nelle loro speranze, senza fare troppo clamore. Peccato che la cosa non è riuscita, i palestinesi sono ancora li, anzi, sono aumentati, sono il 26% della popolazione di israele e il 95% della cisgiordania. Il sionismo non ha raggiunto il suo fine etnico e ormai è irrelaistico pensare che gli verranno concessi altri lunghi decenni per far fuori questi “ratti” palestinesi. A proposito…devo dire che ritengo molto utile la vostra opera. Chi legge la vergognosa propaganda razzista della redazione capisce quanto razzismo ci sia dietro a chi definisce un popolo come “massa di fannulloni”, delira di “dominio dei media mondiali” in pieno stile protocolli di sion, parlando, peraltro, di un popolo che non domina neppure le 4 colline in cui è relegato. Devo dire che siti come questo aumentano la maggioranza di europei pro palestinesi. Grazie!

  5. ma cosa legge quasta qui? Topolino, le avventure di fantasilandia? Esprime un concetto o un desiderio?
    Ma hai visto l’arretratezza degli arabi? Dove cazzo vanno anche se prolificano come conigli? E poi voi complottari mettetevi d’accordo, da una parte fate un gran parlare di komplotto sionista, dall’altra dite che il sionismo è finito. Vi decidete o no?

  6. Mah, una cosa mi sembra certa, quelli di Hamas rilasciano dichiarazioni di fuoco e a quanto sembra non interessa nessuno, come se fosse una cosa normale. La dichiarazione che segue è di oggi, pensate se a parti invertite quelle dichiarazioni le avesse fatte Netanyahu cosa sarebbe successo:

    Salah Bardaweel, esponente di Hamas, ha affermato martedì che i palestinesi non accetteranno nessun accordo firmato con Israele dal presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). Bardaweel ha anche attaccato Abu Mazen per aver detto, in un’intervista al New York Times all’inizio di questa settimana, che potrebbe accettare la creazione di uno stato palestinese con forze di polizia ma senza forze armate. “Queste dichiarazioni – ha detto il rappresentante di Hamas – sono il preambolo della liquidazione della causa palestinese e del diritto al ritorno. E il più grande disastro sarebbe quello di riconoscere Israele come stato ebraico”. Wasfi Qabaha, un alto esponente di Hamas in Cisgiordania, ha attaccato Abu Mazen per aver detto che potrebbe accettare truppe Nato ai confini del futuro stato palestinese. Qabaha ha detto che la presenza di forze straniere lederebbe l’indipendenza e la sovranità dello stato palestinese. Sempre martedì Ahmed al-Mudalal, esponente della Jihad Islamica citato dal quotidiano francese Figaro, ha dichiarato che il suo gruppo è completamente contrario ai colloqui di pace e sventerà qualsiasi accordo tra Autorità Palestinese e Israele, giacché servirebbe solo a “legalizzare l’occupazione sionista della Palestina”.

  7. hahahahahhahaahhaah no vabbè…qui siamo a livelli di alto cabaret! ma come è possibile che a zelig non vi abbiano offerto un contratto milionario?
    secondo voi un sondaggio di un sitarello sconosciuto totalizzerebbe la spaventosa cifra di 7,7 milioni di votanti (i sondaggi di repubblica, o del blog di grillo, stimato essere tra i 10 maggiori al mondo non superano mai le poche decine di migliaia) e, caso strano, questi milioni e milioni di votanti sostengono israele al 98%. A questo punto consiglio di pubblicare un sondaggio anche su rightsreporter, credo che almeno una ventina di milioni di persone sosterrà che israele ha tutte le ragioni!
    (ovviamente l’inaffidabile sondaggio europeo è stato commentato da tutti i maggiori giornali e tv, dal ministero degli esteri israeliano etc…mentre questo, che sarebbe una bomba clamorosa non ha lasciato traccia da nessuna parte…neppure informazione corretta ha avuto il coraggio di citarlo. Siete uno spasso ragazzi!

    1. free opinion (trovi il link nell’articolo che parla del sondaggio, è dii colore rosso)secondo te è un siterello sconosciuto? Forse da noi come lo sono YouGov e altri. Qui l’unica cosa da Zelig è la tua ignoranza, ma d’altra parte se prendi come rferimento il blog di Grillo è più che normale, se giudichi un grandissimo campione 7.500 persone su oltre mezzo miliardo di persone è normale. Siamo quasi onorati delle tue “lusinghe”. Beata ignoranza

      1. ma no, guardate che marina intendeva che voi siete un “siterello sconosciuto”, un modo come un altro per dire “io so io e voi non siete un cazzo”

        Avete ragione, beata ignoranza

  8. Mi avete divertito così tanto con la bufala del sondaggio on line che mi sono presa il disturbo di fornirvi una chicca. Come saprete esiste la possibilità di stimare, seppur in termini approssimativi, il traffico di un sito e varie informazioni tramite alexa.com
    Mettendo il sito del “sondaggio ben più affidabile di quello dell’Unione Europea” per dirlo con parole vostre, emergono due fatti interessanti. Il sito è iraniano, ed è, a livello globale, il 700.000 circa per traffico (tradotto significa che ci sono al mondo 699.999 siti con maggiore traffico) e a livello iraniano l’80.000 esimo (quindi persino in iran, paese notoriamente ultra connesso, ci sono 80 mila siti più visti). Bene, Repubblica, per fare un esempio, risulta essere il 375 esimo al mondo.
    Domanda: considerando che aprire banner, votare in sodaggi etc sono azioni che solo una piccola parte dei visitatori fa (1 su 20 in media ) i 7,7 milioni di voti necessiterebbero di un traffico che sia, come minimo, di 70 o 140 milioni, e invece ops…il sito in questione si misura in migliaia di visitatori, non centinaia di milioni. come si spiega questo miracolo?
    semplice E’ UNA CLAMOROSA E RIDICOLA BUFALA, e voi di R.R ancora una volta avete fatto una figura barbina.

  9. alexa.con si che è una mezza bufala. Non ha accesso ai dati dei server perchè molti (come il nostro, per esempio) non lo permettono. Lo può fare google perchè i siti installano uno script apposta per permettergli di verificare il traffico. Da noi per esempio lo possono fare Google, Yahoo e Bing, ma le statistiche le ha solo Google. Come noi migliaia di siti non sono abbinati ad ALEXA.COM quindi dimostri ancora una volta la tua ignoranza, almeno sul lato server. E se ti dovesse passare per la testa che usa i dati di Google lo puoi escludere.

  10. ho l’impressione che questi grillini si sentono tutti onnipotentii perché il blog di Grillo ha ingressi che gli fruttano milioni e pensano che questo lo renda “autorevole”. Potrei citare tanti piccoli blog molto più autorevoli del blog di Grillo.
    Alexa poi è un bluff e lo dico da webmaster.Mi è capitato dii vedere sitii hostati presso di noi a cui alexa dava poche centinaia di ingressi quando ne avevano decine di migliaia.
    L’autorevolezza di un sito non la danno gli ingressi (infatti Grillo ne ha milioni)

  11. Certo, alexa non è affidabile, come no. peccato che, seppure in termini appunto non precisissimi se tu metti il nome di un sito grande o grandissimo (repubblica, grillo, new york time, facebook, unità, il giornale, haaretz etc) troverai valutazioni che possono essere imprecise ma certo non grottesche. Tutti i grandissimi siti sono indicati come grandissimi, quelli mediograndi come mediograndi. Poi sui piccoli può anche esserci molta approssimazione. In questo caso sarebbe come dire che su alexa il sito del new york time (secondo i numeri del sondaggio il traffico peraltro dovrebbe essere nettamente maggiore del NYT) sia indicato come un piccolo e trascurabile sito. A questo punto dovreste dimostrare questa mostruosa incongruenza mostrando come, in almeno un altro caso, un sito che totalizzi centinaia di migliaia di visitatori unici al giorno, o più propriamente MILIONI DI VISITATORI UNICI AL GIORNO, sia non solo sconosciuto a tutti, ma risulti su alexa come un piccolissimo sito da poche migliaia di visite. Sono in attesa.

    1. anche io sono capace di stabilire quali siti siano grandissimi, grandi o piccoli. Ma quello che fa Alexa è tirare a indovinare. Per farti un esempio, Google ha tolto lo script del google rank perché non era affidabile, non trovava gli algoritmi giusti per stabilire l’autorevolezza di un sito se non quelli relativi agli ingressi. Alexa non ha nemmeno un milionesimo delle capacità di google di accedere ai dati dei siti, e molti siti (come per esempio Rights Reporter) gli negano addirittura l’igresso attraverso htaccess
      Internet è uno strumento bellissimo ma fondato per buona parte sui creduloni

      1. No aspetta Giuseppe, su una cosa Marina ha ragione, noi non pretendiamo mica di competere con Grillo, e non ci interessa nemmeno, siamo un siterello di gente volontaria che nel suo piccolissimo cerca di fare il proprio lavoro. Poi c’è chi è d’accordo con noi e chi non lo è. Certo, farsi offendere da chi perde Iphone nei taxi di Stoccolma è dura da digerire, ma ci sta anche questo.

        Sulla conoscenza del web poi ci sarebbe da fare un lunghissimo discorso, ma questo lasciamolo fare ad altri. Noi ci limitiamo a usare la nostra tecnologia e le nostre competenze informatiche per diffondere notizie e, quando il caso, difendersi da attacchi

  12. sempre su alexa, per fare un esempio, ho messo change.org, sito di petizioni on line, abbastanza famoso in italia.
    bene risulta essere il 900 esimo al mondo (circa 699.100 posizioni avanti a quello da voi citato) , solo su facebook, ad esempio, ha un milione di fan. Ebbene nessuna petizione supera le 200.000 firme…e il sito è americano e tra i più grandi! si sono pronunciati a suo favore alcuni nomi importantissimi dello star sistem etc…pensate che miracolo, un sito IRANIANO, che aruba e facebook considerano irrilevante (non ha neppure una pagina facebook, ma cosa se ne fa dei social quando ha milioni e milioni di visitatori) e che nessuno conosce (a parte voi che lo definite “una delle maggiori piattaforme mondiali di sondaggi) è tra i maggiori siti al mondo per traffico! wow! non un sito americano o inglese, non un sito europeo, no…sul podio del web un sito iraniano! una notiziona…che però è sfuggita a tutti (ma non all’occhio attento di rightsreporter).
    Come fate ad avere in esclusiva questi scoop? sono le sirene che ve li suggeriscono?? XD

    1. infatti ci siamo arrivati da un sito iraniano (o era palestinese, non ricordo). Non abbiamo il tempo di andare su Alexa a verificare chhi è e chi non è.. Infatti quaando le notizie non sono nostre mettiamo il link (a differenza di altri che invece fanno il copia incolla)
      Il discorso delle pagine facebook poi è da ridere considerando che ci sono software per incrementare di migliaai di unità i fan, che magari nemmeno sanno di essere iscritti a quella pagina (il discorso vale aanche per Twitter e Casaleggio lo dovrebbe sapere bene)
      Ci sono siti di notizie (non porno) giudicati da Google come “bad” che hanno migliaia di iscritti nellaa loro pagina facebook, come te lo spieghi?
      Infine, noi siamo in piedi da poco più di 12 mesi, facciamo sbagli (come tutti) e non usiamo tecniche fraudelente per aumentare i follower, ci basta spiegare le cose come stanno.
      Una domanda. Come mai tu non hai una pagina su Facebook? Per caso non ti fidi?

  13. è che voi sbagliate ragazzi, dovreste dare contro a Israele e prendere le parti dei palestinesi, sai quanti follower? Guardate quello schifo fascista di [censurato dalla redazione], ne ha centinaia di migliaia.
    Stare dalla parte del giusto oggi rende tutto più difficile

  14. Chiedo scusa. Sono perfettamente consapevole che andare in casa d’altri a dire cosa si dovrebbe o non si dovrebbe fare non è il massimo dell’educazione, ma sento di doverlo dire ugualmente: davvero ritenete che sia il caso di continuare a rispondere a una persona come la signora Marina? Davvero pensate che valga la pena di continuare a perdere tempo a fornire argomenti e documenti a chi è capace di vedere e prendere in considerazione unicamente i deliri di una banda di nazistoidi? Oltretutto, osservando l’assiduità della sua presenza qui, mi sembra evidente che questa persona non deve lavorare per guadagnarsi il pane; o meglio, il suo lavoro è chiaramente questo e c’è chi la paga per farlo, cosa che non credo si possa dire per i gestori di RR e per le altre persone che qui commentano. Io, sinceramente, la lascerei cuocere nel suo brodo, senza investire in questa farsa di dialogo ulteriori tempo ed energie (contribuendo, con le nostre repliche, a dare un senso alla sua vita, che ne sarebbe altrimenti tragicamente sprovvista).

    1. Nesun problema Barbara, ci mancherebbe. Concordiamo pienamente, ma c’è il rovescio della medaglia: se la censuri (che magari è quello che vuole) si dice che su RR censurano tutti quelli che non la pensano come loro (noi in un anno abbiamo bannato solo tre persone, uno perché dichiaratamente antisemita che continua a commentare mentre i suoi commenti finiscono nello spam, un altro perché fa commenti lunghissimi e incomprensibili, oltretutto un ebreo di Milano, e un altro perché sotto un fake è una persona che ci portiamo dietro da tanto tempo e sappiamo gestire un importante sito antisemita). Anche un altro blogger ci ha avvisato privatamente che la Casaleggio & associati paga gente per andare sui siti “ostili” a rompere le scatole (non a spammare che è altra cosa) e sospetta che questa Marina sia una di queste persone. Noi francamente non lo crediamo. Ha dato il suo vero nome e la sua vera email e a parte convinzioni da giurassico probabilmente ben incuneate dall’area grillina da cui viene, non ha quasi mai esagerato nei toni. Ci sta che ci sia chi non la pensa come noi.

      1. No, non proponevo di bannarla, ma semplicemente di abbandonarla al suo destino, senza perderci tempo.
        (Quello dei commenti di venti schermate con settemila link e la mafia e i complotti e Peres che ha assassinato Rabin ecc. ecc. è un personaggio noto. Non è colpa sua se è così).

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