L’Arabia Saudita è un esempio di Islam moderato. A sostenerlo, secondo Arab News, è stato Tomas Zdechovsky, vicepresidente della commissione per l’occupazione e gli affari sociali del Parlamento europeo.

Questa affermazione sarebbe avvenuta durante un incontro al quale oltre a Zdechovsky hanno partecipato l’ambasciatore saudita Saad bin Mohammed Al-Arifi, e il Presidente della Commissione saudita per i Diritti Umani, Awwad Al-Awwad.

Impazzimento generale

A parte che qualcuno dovrebbe spiegarci bene la definizione di “islam moderato” perché tale definizione non è uguale per tutti. Per alcuni è l’islam politico che, tradotto, significa Fratellanza Musulmana. Meglio tacere. Per altri è più verosimilmente la parte laica del mondo musulmano. Per altri ancora l’Islam moderato semplicemente non esiste.

Ma l’Arabia Saudita cosa ci azzecca? Davvero è possibile che un alto esponente dell’Unione Europea possa considerare il regime Wahabita di Riad alla stregua di un esempio di Islam moderato?

In realtà non ci sarebbe di che meravigliarsi se è vero, come è vero, che l’Unione Europea tratta regolarmente con il regime iraniano che solo nell’ultimo mese ha ucciso oltre un migliaio di manifestanti e ne ha arrestato a migliaia senza che dalla UE sia arrivato un fiato.

E si potrebbero fare decine e decine di esempi sulla sudditanza europea all’Islam, sempre giustificata con quel termine quasi incomprensibile che è “Islam moderato”.

Tuttavia dopo la nomina dell’Arabia Saudita ai vertici dell’organismo ONU sui Diritti Umani avvenuta qualche anno fa (tranquilli, non che adesso ci siano esempi di paesi che rispettano i Diritti Umani), l’affermazione di Tomas Zdechovsky è davvero da “alta classifica” delle stupidaggini.

Non è nemmeno il caso di parlare di “politicamente corretto” o di “cortesia istituzionale”. Quando si parla a nome e per conto dell’Unione Europea queste assurdità non si possono dire perché, come dimostra Arab News, gli arabi sono specialisti nell’approfittare degli scivoloni dei burocrati europei per fare campagne al limite dell’assurdo come quella su Gerusalemme araba.

Vorremmo che l’Europa cominci a cambiare e invece di fare affermazioni a favore dei peggiori regimi islamici o dare il via a campagne anti-israeliane inizi seriamente a difendere quelli che dovrebbero essere i suoi caratteri fondanti, a partire proprio dal rispetto dei Diritti Umani. Credo che gliene sarebbero grati anche gli stessi cittadini arabi.