Circolano sempre più insistenti le voci che vorrebbero imminente un attacco americano all’Iran, un attacco promesso da Trump nel caso gli Ayatollah reprimessero nel sangue le proteste del popolo iraniano.
Ora, se il Presidente Trump (come penso) darà corso alle due minacce per non passare da sbruffone, ma colpirà solo pochi obiettivi per lo più simbolici, il danno per i manifestanti sarà mille volte maggiore del beneficio, perché giustificherà agli occhi degli iraniani che al momento non partecipano alle proteste, la repressione che ne seguirà in quanto «la rivolta è chiaramente e palesemente guidata dagli Stati Uniti».
Se invece il Presidente Trump intendesse davvero intervenire come si deve, dovrebbe prendere di mira le maggiori caserme e basi del IRGC, le loro basi navali, i centri di comando ecc. ecc. Cioè, non dovrebbe limitare il suo attacco a qualche obiettivo simbolico, ma dovrebbe decapitare l’idra che tiene in piedi il regime: le Guardie della Rivoluzione islamica, ovvero l’IRGC.
La domanda ora è: gli Stati Uniti sono pronti ad una escalation del genere? No perché non è che si chiude tutto in un giorno, ci vorranno settimane di bombardamenti non un paio di raid. E poi? Chi governerà l’Iran del dopo Ayatollah?
Non sono domande banali, sono le domande che si dovrebbe porre Trump prima di lanciare un attacco in scala ridotta che non farebbe altro che giustificare la repressione.
Questa volta o l’attacco viene portato su larga scala con l’obiettivo del cambio di regime, magari lasciando mano libera all’IDF che se non altro sa cosa e dove colpire, o è meglio lasciar perdere per non dare agli Ayatollah la scusa buona per massacrare quei giovani che oggi sono per le strade iraniane a protestare.
A me spiace rompere le uova nel paniere di chi vede in tutto questo qualcosa da romanzare, ma in Iran i giovani vengono massacrati veramente, vengono incarcerati a decine di migliaia. Non c’è niente da romanzare.
Può essere l’occasione buona per rovesciare il regime degli Ayatollah? Forse, ma solo se Trump decide di fare le cose sul serio e su vasta scala e se sappiamo chi governerà l’Iran dopo Khamenei, perché al momento questa figura manca completamente.


