Shin Bet: scoperta cellula di donne arabo-israeliane che spiavano per l’Iran

Scoperta una pericolosa cellula che spiava per l’Iran, ancora più pericolosa perché composta da arabi israeliani in maggioranza donne

Yasmin Jabar

Lo Shin Bet ha annunciato ieri di aver arrestato una donna arabo-israeliana di Gerusalemme Est che spiava per l’Iran e che aveva messo in piedi una vera e propria cellula di spionaggio formata principalmente da giovani donne.

Yasmin Jabar, arabo-israeliana membro dello staff della Biblioteca Nazionale dell’Università Ebraica di Gerusalemme, è stata arrestata dall’agenzia per la sicurezza interna insieme a diversi altri conoscenti di Gerusalemme Est e Ramallah, sospettati di essere coinvolti nella cellula segreta.

Reclutata da Hezbollah nel 2015

Secondo le indagini dello Shin Bet, la ragazza sarebbe stata reclutata da Hezbollah nel 2015 quando ha partecipato ad una conferenza per giovani palestinesi a Beirut.

Ma il salto di qualità lo fece l’anno successivo quando, tornata nuovamente a Beirut, venne avvicinata da membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione iraniana (IRGC) che le offrirono di lavorare per loro.

La sua missione era quella di reclutare nuovi agenti tra i palestinesi e gli arabi israeliani, in particolare donne, da avviare allo spionaggio e di coordinare le missioni che oltre allo spionaggio comprendevano attentati e rapimenti.

Per ricevere ordini da Teheran usava i social media dove le venivano inviati messaggi in codice e non di rado volava in Turchia dove riceveva gli ordini direttamente.

Questa indagine dello Shin Bet è il prodotto di una lunga operazione di intelligence per localizzare coloro che sono sospettati di essere reclutati da Hezbollah. È un altro passo negli sforzi antiterrorismo portati avanti lo scorso anno contro i tentativi della Forza Quds e di Hezbollah di reclutare arabi israeliani”, ha detto in un comunicato un alto funzionario dello Shin Bet.

Dall’indagine dell’agenzia per la sicurezza interna è emersa anche un’altra cosa interessante. Nonostante i reiterati tentativi da parte degli iraniani di reclutare ragazzi e ragazze arabe e la promessa di lauti compensi, i giovani arabi israeliani non sembrano molto propensi a tradire la loro nazione. Sono veramente pochi i casi di spionaggio nei quali sono coinvolti arabi con nazionalità israeliana.