Non è guerra aperta tra Russia e Turchia in Siria ma poco ci manca. Ieri aerei russi hanno bombardato un checkpoint dell’esercito turco nei pressi di Kansafra, nella provincia di Idlib, uccidendo 13 militari di Ankara e distruggendo diversi veicoli.

Secondo fonti militari russe l’aviazione di Mosca solo nella giornata di ieri avrebbe condotto 120 attacchi solo nella provincia di Idlib.

Gli attacchi russi arrivano in risposta all’offensiva delle truppe turche e delle milizie alleate nella città di al-Nairab, nella parte orientale della provincia.

Il Ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, ieri sera ha accusato la Turchia di non aver rispettato gli accordi di Sochi secondo i quali la provincia di Idlib avrebbe dovuto essere liberata dai gruppi terroristici.

Secondo Mosca invece la Turchia non solo non combatte i gruppi terroristici islamici, ma addirittura li arruola nelle proprie fila lasciando, oltretutto, che compiano efferati raid e saccheggi contro la popolazione civile.

Appare strano come la grande stampa internazionale ignori quasi completamente quello che sta avvenendo in Siria a causa della bramosia di Erdogan di prendere il posto lasciato libero dalla Stato Islamico. E questo nonostante le stragi di civili e il gran numero di profughi che provocano gli attacchi turchi.

Domani una delegazione russa doveva recarsi in Turchia per concordare con Ankara la strategia riguardante la provincia di Idlib, ma al momento il viaggio non è stato confermato visto l’improvviso innalzarsi della tensione tra Russia e Turchia.